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Bullismo: se ne parla a Cassano

di Giulia Masiello

"Bullismo che fare...?", l'incontro organizzato dal PD di Cassano delle Murge nella sala conferenza della Biblioteca Comunale (foto di Giulia Masiello)
“Bullismo che fare…?”, l’incontro organizzato dal PD di Cassano delle Murge nella sala conferenza della Biblioteca Comunale (foto di Giulia Masiello)

Si è svolto ieri, nella sala conferenze del palazzo “Miani-Perotti” di Cassano, il convegno sul bullismo organizzato dal circolo cittadino del Partito Democratico. Un problema molto sentito oggi, spesso sottovalutato, che coinvolge i giovani più vulnerabili.

A introdurre il fenomeno, Rosanna Di Corato – responsabile del settore Scuola e Formazione PD Cassano – la quale ha affermato che il bullismo rappresenta un «malessere sociale e un disagio relazionale non circoscritto a categorie sociali e anagrafiche, e che vede il soggetto esposto ripetutamente ad azioni offensive». Nelle scuole superiori pare che – secondo i dati riportati dalla stessa – uno studente su due sia vittima di violenza verbale e psicologica. La scuola e la famiglia, «architravi della vita», possono certamente limitare il presentarsi di questa «disabilità verso la convivenza civile: ripristinando queste due agenzie formatrici». In merito a questo argomento l’intervento della relatrice ha segnato un punto a favore del nuovo modello “scuola senza zaino”, che vede coinvolto il plesso in via Gramsci: secondo il suo parere «notevoli passi in avanti sono stati registrati grazie ad esso, poiché concentrato su un concetto di scuola come comunità e, pertanto, particolarmente propenso a riaccendere il dialogo scuola-famiglia».

«A Cassano non c’è un vero e proprio bullismo, piuttosto un disagio legato a piccoli fattori, a incomprensioni che urtano la fragilità dei ragazzi». Di questo ne è convinta Maria Rosaria Annoscia – Dirigente Scolastico I.C. “Perotti–Ruffo” – la quale ha spiegato l’importanza di saper «riconoscere anzitutto il fenomeno del bullismo» e di coltivare nei giovani quei valori che inducano ad «una sana relazionalità».

L’altra faccia della medaglia ha invece sostenuto che «il bullismo è talmente radicato che neanche lo si riconosce più, ma è giustificato come normale periodo di passaggio nella crescita dell’individuo». A parlare è Sofia, 17 anni, rappresentante degli studenti del liceo di Cassano, la cui voce ha per un attimo colto di sorpresa tutti i presenti. Con notevole imbarazzo misto a una buona dose di determinazione, la studentessa ha raccontato la quotidianità dei compagni che guardano, ascoltano e vivono tra i banchi e i corridoi di scuola esperienze che «urtano la propria sensibilità». Tra questi «episodi di bullismo tra professori stessi e ragazzi o viceversa» e di cui ammette «responsabili sono anche e soprattutto le famiglie». «Forse – ha affermato Sofia – quello che manca a noi giovani è l’esempio».

A seguire l’intervento “filosofico” di Lucia Di Maso – docente di storia e filosofia da diversi anni al liceo “Leonardo-Platone” di Cassano. Equilibrata nella sua spiegazione, ha messo in luce tanti aspetti che caratterizzano la figura dell’adolescente, spesso sottovalutati: il «bisogno di un riconoscimento», poiché egli «è messo sempre alla prova», il «desiderio intenso di positività», il «senso di giustizia» intrinseco e soprattutto la necessità di avere sempre «un posto in cui dialogare».

Al termine, prima degli interventi che hanno visto la partecipazione di studenti, docenti e genitori, moderati da Domenica Busto, ha preso la parola Giuseppe Scatigna – Presidente del “Coordinamento Genitori Democratici”, il quale ha ribadito l’importanza dell’educazione, «quella che fa la differenza», ovvero «basata sul dialogo tra adulti e ragazzi». Infine le conclusioni del professor Tommaso Cozzi – direttore dell’Ufficio Pastorale sociale e del Lavoro Arcidiocesi Bari-Bitonto – hanno sottolineato «l’origine antropologica» della crisi vissuta dalle nuove generazioni.

Conclusioni da cui è emerso, senza ombra di dubbio, il pensiero unanime del necessario bisogno di dialogo e cooperazione tra giovani, famiglie e scuola.