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Caduti Grande Guerra: quattro giorni di manifestazioni per ricordare

di Giulia Masiello e Annarita Mastroserio

(foto di Giulia Masiello)
(foto di Giulia Masiello)

Si sono appena concluse le giornate dedicate al ricordo dei caduti della Grande Guerra, un’iniziativa pensata come “testimonianza in nome di coloro che cento anni fa partivano per il fronte”, e realizzata dalla Fondazione Albenzio Patrino di Cultura e Cooperazione Europea, con il Comando militare dell’Esercito “Puglia” e con la partecipazione dell’amministrazione comunale e dei membri dell’ambito culturale locale.

Sono stati giorni importanti per Cassano, ricchi di appuntamenti, durante i quali è stato possibile rivivere il dramma di quel tragico momento che ha segnato la storia del mondo e anche del territorio cassanese.

Diverse le testimonianze e, dunque, i luoghi in cui i cittadini si sono riuniti per “ricordare”, dal momento che la “memoria appartiene ed è un dovere di tutti”: nel Palazzo Perotti, si è tenuto l’incontro giovedì 17 sul tema della dimensione europea della Grande Guerra, e sulla modernità dell’idea di patria, che vede le istituzioni coinvolte tra il rilancio della memoria e la proiezione al futuro, tema su cui sono intervenuti il Comandante dell’Esercito “Puglia” Generale Madeddu e lo storico Leuzzi, il cui invito è stato quello di “coltivare le prospettive per la crescita del paese attraverso lo strumento della testimonianza e del coinvolgimento”.

Grande enfasi anche durante la cerimonia svoltasi prima al cimitero comunale, che ha accolto gli onori al cippo “Monte Grappa – ad memoriam” dei Caduti ed ai sacelli del Primo Caduto Nicola Lucarelli e della Medaglia d’Oro Maggiore Mario Rossani, per poi spostarsi nel cuore del paese, dove ha avuto luogo l’inaugurazione della neo-restaurata piazza dedicata proprio al Maggiore Rossani, con a seguito il concerto della Fanfara del 7° Reggimento Bersaglieri-Bgt Pinerolo. Tra i numerosi presenti, oltre alle autorità locali della vecchia e nuova amministrazione, e di quelle dei paesi limitrofi, il prefetto di Bari Carmela Pagano, il questore di Bari Antonio De Iesu, il senatore Nicola Latorre, nonché presidente della Commissione Difesa del Senato, il presidente del Consiglio Regionale della Puglia Mario Loizzo, il vicesindaco dell’area metropolitana di Bari Vincenzo Brandi e i rappresentanti dell’esercito e dei carabinieri.

Un clima, quello dei giorni appena trascorsi, vissuto in tutta solennità, tra gli inni cantati dagli alunni del circolo didattico Perotti-Ruffo e il silenzio malinconico che circonda la collezione ospitata nella sala di palazzo Miani- Perotti, che raccoglie molteplici reperti bellici, come le cartoline inviate dal fronte ormai ingiallite, gli elmetti e le uniformi da cui trasuda ancora l’odore della guerra.

La “Santa Messa per i nostri Caduti e per tutti quelli che non tornarono”, svoltasi ieri, domenica 20 settembre, è stato l’evento conclusivo del ciclo di manifestazioni organizzate dalla Fondazione Albenzio Patrino nella convinzione in un futuro all’insegna dell’avanzamento morale e civile della nostra comunità.

“La storia è maestra di vita”, ha esordito Don Nunzio citando Cicerone e proseguendo, “ma gli uomini, spesso, sono cattivi studenti!”. “La memoria dovrebbe spingere alla giustizia poiché non si debba ancora pagare il caro prezzo delle lacrime di un solo bambino”.

Con poche e puntuali parole Don Nunzio ha espresso il pensiero di tutti i presenti sulla necessità di impegnarsi a sostenere il valore e la dignità dell’uomo.

E proprio parlando di dignità non si può ignorare il problema dell’immigrazione e dell’accoglienza che tanto fanno discutere politici e gente comune ogni giorno.

“Il concetto stesso di accoglienza non dovrebbe essere mediato da conferenze e incontri pubblici, ma essere immediato… fatto dal povero verso il povero”.

Alle parole del parroco sono poi seguite le letture di alcuni passi del Vangelo della Di Medio, della Patrino ed infine, del signor Franco Casamassima seguite dalla lettura, da parte di una bimba, dei nomi di tutti i nostri concittadini caduti.