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Calzetta replica alle accuse: «chi è abituato al marcio ed al fango, non riesce a vedere altro!»

Monica Calzetta durante il “comizio di rendicontazione”, tenutosi a un anno dall’elezione dell’Amministrazione Di Medio (foto d’archivio)

«Capisco che chi è abituato a vivere di luce riflessa possa prendere a pretesto qualsiasi argomento e qualsiasi accadimento per farsi pubblicità ed ottenere quella visibilità che evidentemente in proprio non riesce ad avere.

Capisco anche che il mondo è vario e quindi ci sono persone che vedono la legalità, la trasparenza e l’onorabilità come una coperta stretta, da tirare a sé in base alle stagioni.

Capisco,inoltre, che per qualcun altro rinunciare ad un incarico, ad una poltrona, per onorare la propria integrità e il proprio ruolo professionale e istituzionale e SOLO (ahimè!!) per preservarli da potenziali situazioni di conflitto e di opacità, abbia dell’incredibile e, quindi, si sforzi di trovare delle motivazioni recondite.

Comprendo, quindi, e sorrido di tante vane parole e proclami, di dichiarazioni urlate sui social con tanta tracotanza, lette in questi giorni circa le mie dimissioni. Dimissioni che non sono altro che una conferma del mio modo di essere, del mio stile di vita e di quello che è sempre stato il mio comportamento professionale e personale. E chi mi conosce lo sa!».

L’ormai ex presidente del Consiglio Comunale di Cassano delle Murge, con un lungo post sul suo profilo Facebook, risponde alle dure accuse nei suoi confronti arrivate a seguito delle dimissioni da consigliere comunale.

Calzetta, ricordiamo, ha lasciato la carica che ricopriva nell’assise di piazza Rossani per ricoprire il ruolo di Segretario Generale nel Comune di Altamura che, ha chiarito la stessa Monica Calzetta, condivide con il Comune di Cassano delle Murge ambiti di interesse nella gestione di importanti servizi pubblici, nonché la compartecipazione ad enti e organismi di diritto pubblico, che avrebbero reso incompatibili i due ruoli, generando conflitto di interesse.

Monica Calzetta, dunque, chiarisce la sua posizione: «il ruolo di Segretario Generale e di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza – scrive nel post su Facebook – deve garantire nell’esercizio delle sue funzioni la legalità e l’imparzialità dell’azione amministrativa sancita dall’art. 97 della Costituzione e richiamata in tante norma di rango inferiore. Oggi svolge, inoltre, un delicato ruolo di controllo interno di tipo giuridico-amministrativo, oltre a quello di assistenza agli organi istituzionali. Per assicurare questi compiti deve trovarsi NECESSARIAMENTE IN UNA POSIZIONE DI TERZIETÀ senza opacità e senza possibili dubbi in merito alla sua posizione se la questione (o più questioni) da curare riguardano anche il paese dove svolge un opposto ruolo politico e quindi “partigiano”.

Francamente da parte di chi da un anno e mezzo ormai fa stalking politico, parlando di correttezza, trasparenza e legalità, e mi ha chiamato pretestuosamente in ballo per questo, mi sarei aspettata un riconoscimento! Ed in effetti chi è stato ed è onesto e coerente con le proprie idee lo ha fatto!

Mi sarei aspettata un plauso anche da chi, interferendo a gamba tesa e sistematicamente nella politica locale per fare campagna elettorale a distanza, non ha invece perso l’occasione per sfoderare l’ennesima pubblica invettiva. Peccato che appartiene ad un movimento che da sempre fa della legalità, della trasparenza e del conflitto di interessi, un mantra. Evidentemente per loro sono solo principi ad orologeria!».

Il doppio riferimento è agli attacchi dei gruppi di minoranza, nel primo caso, che hanno accusato Monica Calzetta di «scappare dalla barca che affonda» per la tristemente nota vicenda della Tributaria Intercomunale; nel secondo, invece, è al parlamentare del MoVimento 5 Stelle, Nunzio Angiola che parlava di «mancato rispetto per gli elettori cassanesi» che hanno eletto Monica Calzetta con 655 voti.

«Tuttavia, credetemi se vi dico che degli altri onestamente non mi curo – conclude Calzetta nel suo post – e sono contenta siano distanti anni luce dal mio modo di essere e di comportarmi.

Le persone oneste e di buon senso hanno capito il mio gesto e lo hanno apprezzato, senza improvvisarsi costituzionalisti o fare analisi e comparazioni con alte cariche dello stato (di cui sono, peraltro, onorata) e senza falsi moralismi. Ma si sa, chi è abituato al marcio ed al fango, non riesce a vedere altro!

Io, in ogni caso, come ho già scritto, continuo a lavorare lontano dai riflettori. E per quanto mi riguarda l’argomento è chiuso».