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Caso De Grandi – Paparella. Il sindaco Lionetti: «comportamento inaccettabile. Procederemo alla verifica politica»

di Vito Lionettisindaco del Comune di Cassano delle Murge

il sindaco Vito Lionetti (foto d'archivio)
il sindaco Vito Lionetti (foto d’archivio)

L’ennesima presa di posizione dei consiglieri comunali De Grandi e Paparella, al pari delle altre, ci lascia davvero sbigottiti. Ormai si manipola la realtà e, cosa gravissima, si gioca con il futuro del paese.

Tutto questo non è più accettabile.

In questa ultima seduta del Consiglio comunale eravamo chiamati a deliberare in merito all’adesione del nostro Comune al GAL “Terre di Murgia”: un passaggio fondamentale visto il ruolo che può svolgere questa società mista pubblico-privata nello sviluppo economico e sociale della nostra cittadina. De Grandi e Paparella, con la loro scelta di disertare ancora una volta i lavori del Consiglio comunale, hanno rischiato di pregiudicare il percorso della candidatura al bando regionale dell’intera Strategia di Sviluppo Locale del GAL, che riguarda, tra l’altro, non solo un paese, ma un’area ben più grande. Una scelta – quella di far venire meno il numero legale in collaborazione con la minoranza – per di più celata ai colleghi di maggioranza fino all’ultimo momento. Con buona pace dei loro inviti – lanciati sempre e solo a mezzo stampa – al rispetto e alla collaborazione.

Tutto questo non è più tollerabile.

Ma che gli appelli alla trasparenza, all’onestà intellettuale e alla democrazia fossero solo retorica spicciola (degna di politici consunti dall’età e dai molteplici mandati politico-amministrativi e non di giovani, in teoria, “alle prime armi” e comunque al di sotto dei quarant’anni), alla vigilia di questo Consiglio comunale era cosa nota a tutti. Cosa c’è, infatti, di intellettualmente e moralmente onesto nel tramare di nascosto con esponenti della parte avversa per impedire a chi è stato democraticamente eletto di governare il paese? E cosa c’è di intellettualmente e moralmente onesto nell’essere eletti con una forza politica e preparare nell’ombra il passaggio in un’altra? Sì, perché gli incontri “segreti” con i rappresentanti della minoranza per concordare come far cadere questa amministrazione sono ormai noti a tutti. Incontri che si sono tenuti ben prima delle questioni sulle quali i due consiglieri hanno manifestato il loro presunto dissenso. Manovre che si vogliono tenere nascoste, ma che alla fine, inevitabilmente, diventano il “segreto di Pulcinella”. E, di conseguenza, diventano davvero grottesche, quanto le loro ultime dichiarazioni, degne di consumati attori, di specialisti della “finzione” e della “messinscena”. Cabaret da quattro soldi, ovviamente.

Tutto questo non è più ammissibile.

Il dissenso è sacrosanto ed è il sale della democrazia. Ma quella dei consiglieri De Grandi e Paparella è tutta un’altra storia. Una storia, lo diciamo chiaramente, poco edificante. E come tutte le storie deve avere una sua fine. La scelta meditata e preparata nei particolari di bloccare i lavori del Consiglio comunale e dell’amministrazione nella quale entrambi sono stati eletti – nonostante le ulteriori aperture di credito dopo le sedute del Consiglio comunale del 20 e del 21 ottobre – pone i due consiglieri al di fuori della maggioranza. Ne prendiamo atto.

Ora, come da accordi presi tempo fa, tra tutte le forze politiche che hanno dato vita a questa esperienza amministrativa, procederemo alla verifica politica: una attenta analisi del percorso di governo fin qui svolto, valutando con onestà quando abbiamo camminato speditamente verso gli obiettivi per i quali abbiamo chiesto il voto ai cittadini e quando, purtroppo, abbiamo rallentato e proceduto a fatica. Ma siamo tutti pronti a riprendere la strada, più leggeri e a passo svelto, pronti a rinnovare il nostro patto politico, per garantire a Cassano quella “rinascita” dai cittadini tanto auspicata.

Noi andremo avanti, finché sarà possibile, contro quelli che vogliono far tornare indietro il nostro paese, contro ogni tentativo di far affogare Cassano nelle acque stagnanti della peggiore politica, che tenta sempre di piegare alle logiche personali gli interessi della comunità.