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Cassano è antirazzista: «Iniziamo da qui, da casa nostra, dall’indifferenza a km 0»

di Sofia Maratheas

sul piazzale del Convento, lo scorso 26 luglio, la prima delle manifestazioni organizzate dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Cassano delle Murge contro il razzismo e ogni forma di violenza e per promuovere l’integrazione

Cassano è antirazzista: fiaccola della speranza per la difesa della libertà, dei diritti e per la lotta alla discriminazione.

Il piazzale del Convento si è colorato e riempito di bandiere del mondo in occasione della prima manifestazione contro il razzismo e la violenza in generale: l’evento, organizzato dalla Presidente del Consiglio Comunale di Cassano delle Murge, Antonella Gatti, in collaborazione con il Santuario Santa Maria degli Angeli, si è tenuto domenica 26 luglio, subito dopo la messa, in concomitanza con la novena di avvicinamento alla Festa Patronale e nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19.

Parole di speranza, uguaglianza e fratellanza per denunciare i troppi episodi di intolleranza e razzismo che stanno accadendo: così anche dal nostro paese si è elevato «un grido di sdegno nei confronti dei brutali episodi avvenuti in America e tanti altri simili, che accadono e sono accaduti nel mondo».

Sono seguite alcune testimonianze di accoglienza da parte di rappresentanti delle comunità straniere di Cassano, e del loro essere tali nel nostro Comune e territorio.

Padre Mario, insieme a Padre Giovanni, ha dato la possibilità di vivere questo momento di riflessione che, citando Madre Teresa di Calcutta, «speriamo sia una goccia che vada a colmare un oceano di pace e giustizia».

Per l’occasione è stata accesa una fiaccola, portatrice di pace e unità: «stringiamoci al di là dei simboli e delle differenze, in una comunione di fede e amore, perché regni pace e perché ci si impegni in gesti concreti di solidarietà e promozione umana che possano essere di esempio anche per le nuove generazioni».

Razzismo, suprematismo bianco, violenza, discriminazione sono problemi che esistono ancora, e i cui effetti si manifestano quotidianamente contro l’eguaglianza e la giustizia sociale. Il razzismo è anche quello che si perpetua nei più piccoli gesti quotidiani, a cui assistiamo ogni giorno; è quello istituzionale, che ci ricorda che le violenze della polizia ci sono anche qui, in Italia, e per questo bisogna cominciare da qui, da casa nostra.

Sono centinaia le persone scese in piazza a manifestare, in seguito all’uccisione dell’afroamericano George Floyd, avvenuta il 25 maggio scorso, contro il razzismo. Le abbiamo seguite, abbiamo accolto con gioia e stupore questa ben precisa volontà di esporsi nella lotta contro le discriminazioni. Anche Cassano risponde alla chiamata mondiale del movimento BLACK LIVES MATTER.

Non si respira – I can’t breathe – anche quanto si muore in mare, come i migranti che ogni giorno affogano nel Mediterraneo; non si respira nei campi, dove vengono sfruttati e disumanizzati per pochi soldi durante le campagne stagionali. I diritti e le vite di tutti e tutte non possono essere una questione di sfumatura di colore. Otto minuti e 46 secondi diventino un assordante rumore, devono svegliarci.

C’è ancora molto su cui lavorare. «C’è ancora un enorme bisogno di fare la cosa giusta».

La lotta contro le discriminazioni razziali e il lavoro d’integrazione ci concerne tutti e deve avvenire attraverso sensibilizzazione, prevenzione e azioni di intervento, laddove necessario. Serve un impegno concreto a partire dalle Istituzioni, le scuole, e in ambito lavorativo.  Bisogna parlarne, per denunciare un problema sociale, fino ad arrivare al suo sradicamento.