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CassanoScienza: tutte le declinazioni dei “corpi”

di Anita Malagrinò Mustica

la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione del festival di divulgazione scientifica CassanoScienza. Da sinistra: Alessio Perniola (direttore Multiversi), Cesareo Troia (presidente vicario del Parco Nazionale dell’Alta Murgia), Daniela Caponio (dirigente scolastica dell’IISS Leonardo da Vinci), Domenico Nicoletti (direttore del PNAM), Maria Pia Di Medio (sindaca del Comune di Cassano delle Murge) e Davide Carlucci (sindaco del Comune di Acquaviva delle Fonti)

Da lunedì 1° aprile a domenica 7, a Cassano delle Murge, si è tenuta la sesta edizione di CassanoScienza, il festival di divulgazione scientifica organizzato dall’IISS Leonardo da Vinci in collaborazione con l’associazione Multiversi.

L’edizione 2019 di CassanoScienza è  stata dedicata al tema “corpi”.

«Il festival CassanoScienza – afferma la dirigente scolastica dell’IISS Leonardo da Vinci, Daniela Caponio – è una manifestazione culturale di alto contenuto scientifico, che abbraccia vari settori del Sapere, è uno stimolo verso la conoscenza, è un modo diverso di fare scuola, di introdurre l’innovazione didattica e metodologica nelle aule, è lo specchio della creatività giovanile e dello spirito imprenditoriale che è insito nei ragazzi, è un’occasione di crescita per tutti i cittadini, è la scuola che si apre al territorio, è un’esperienza valida per l’orientamento permanente, è l’Evento di Cassano delle Murge, che riesce a coinvolgere tutti, dai bambini agli adulti di ogni età».

Lunedì 1° aprile 2019, a partire dalle ore 10:00, nella sala conferenze della Biblioteca Comunale a palazzo “Miani-Perotti”, si è tenuta la conferenza stampa di apertura del festival, alla presenza della dirigente scolastica Daniela Caponio, della sindaca di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio, del sindaco di Acquaviva delle Fonti Davide Carlucci, del direttore generale dell’USR (Ufficio Scolastico Regionale) Puglia Anna Cammalleri, dell’assessore per il Diritto allo Studio, Lavoro e Formazione della Regione Puglia Sebastiano Leo, del presidente vicario del Parco Nazionale dell’Alta Murgia Cesareo Troia e del direttore Domenico Nicoletti. Le conclusioni sono state affidate ad Alessio Perniola, direttore dell’associazione Multiversi.

«CassanoScienza per noi è molto importante e come Comune ci siamo impegnati a fare cose per far proseguire questa iniziativa in piena collaborazione», ha affermato Maria Pia Di Medio.

«Il Liceo di Cassano è una bellissima realtà che deve essere valorizzata al massimo. Ha avuto un impatto forte sulla divulgazione scientifica. Senza il Leonardo da Vinci, CassanoScienza non esisterebbe. È un evento che va reso sempre più importante, perché la conoscenza è alla base della civiltà».

Alle ore 11:00 dello stesso giorno, sempre a palazzo Miani-Perotti, è stata inaugurata la mostra “Cibarie Leonardesche Zero Uno”, a cura dell’architetto del paesaggio e critico d’arte, fondatrice di Design for Everyday Life, Beth Vermeer.

il taglio del nastro della mostra “Cibarie Leonardesche” che ha ufficialmente aperto CassanoScienza 2019. Da sinistra: Alessio Perniola (direttore scientifico di Multiversi), Beth Vermeer (curatrice della mostra), Daniela Caponio (dirigente scolastica dell’IISS Leonardo da Vinci) e Maria Pia Di Medio (sindaca di Cassano delle Murge). Alle loro spalle Cesareo Troia (presidente vicario del Parco Nazionale dell’Alta Murgia). La mostra è a palazzo Miani-Perotti fino al 14 aprile

Alle 18:00, presso l’auditorium “Maria Lassandro” dell’IISS Leonardo da Vinci, si è tenuta la conferenza-spettacolo “Scommettiamo che perdi?”, dell’enigmista e divulgatore scientifico Giorgio Dendi.

Dendi ha guidato gli spettatori in un percorso teso a mostrare quanto le soluzioni più ovvie spesso non siano le migliori. Al contrario, rispetto al senso comune, l’uso della logica e della matematica si rivela essenziale per la risoluzione di possibili problemi futuri.

Giorgio Dendi (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

La matematica è al centro della vita dello studioso che, da diverso tempo, si occupa di incontri di divulgazione nelle scuole di tutta Italia e di allenare la squadra italiana per le olimpiadi di matematica. Nel corso della conferenza, grazie alle sue conoscenze, Giorgio Dendi ha svelato come le “trappole psicologiche”, poste dal gioco d’azzardo, attraggano sempre più giocatori. La situazione del gioco mette in evidenza la solitudine del vincitore, ma soprattutto quella del perdente, il quale insiste, convinto prima o poi di dover vincere.

È necessario allora chiedersi: “quando un gioco può considerarsi equo?”. Attraverso vari esempi, Dendi ha messo in evidenza come nei programmi televisivi, e nel gioco d’azzardo, le possibilità di perdita e di vincita non siano bilanciate. Per comprendere meglio questi concetti il matematico ha scommesso con gli spettatori, ponendo loro domande ingannevoli in grado di garantire sempre la vittoria “del banco”. Quante probabilità ci sono che l’ultima cifra del numero di serie di una banconota sia 0? O quante, invece, che un presidente degli Stati Uniti d’America sia morto il 4 luglio?

Studenti, professori e genitori, attratti dalle domande e dalle scommesse di Dendi, non si sono sottratti al brivido del gioco e si sono lasciati coinvolgere dall’enigmista triestino che ha concluso la conferenza mostrando, attraverso alcuni giochi di carte, come la matematica sia anche alla base di moltissimi giochi di prestigio.

Antonio Moschetta (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Martedì 2 aprile, a partire dalle 9:30, Antonio Moschetta, professore ordinario di medicina interna presso l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari e ricercatore AIRC, ha relazionato su “Cibo, ambiente e geni: il nostro libretto di istruzioni per prevenire e curare meglio” in un evento promosso dal Leo Club di Cassano delle Murge.

Ha spiegato che una dieta corretta può essere usata come strumento di prevenzione di tante patologie e anche dei tumori.

Moschetta è stato ospite della rassegna scientifica di Cassano, invitato dal Leo Club, l’associazione giovanile del Lions Club International che raggruppa ragazzi tra i 12 e 30 anni di età, che si dedicano al volontariato aiutando anziani, disabili, emarginati e svolgendo attività di raccolta fondi per interventi benefici. La sua carriera è iniziata a Bari, dove ha studiato medicina, svolgendo anche un periodo di studi all’estero per il primo programma Erasmus, all’età di venti anni. Rientrato in Italia per un breve periodo è ripartito per la Spagna per un altro progetto Erasmus. Poi ha proseguito gli studi per quattro anni a Dallas in Texas, per poi andare a Lanciano dove ha vissuto sei anni. Dopo queste esperienze è tornato a Bari, dove lavora nell’istituto oncologico. Secondo il dottor Moschetta è importante sin da giovani conoscere e capire i propri interessi, come è successo a lui. Un aspetto fondamentale prima di specializzarsi e approfondire le proprie passioni. «Non bisogna essere chiusi nell’idea, non bisogna pensare e cercare di dimostrare qualcosa solo attraverso i materiali che si hanno a disposizione. Bisogna essere creativi: quella è scienza». Ha raccontato Moschetta, che poi ha aggiunto: «La scienza proviene dall’errore, per questo bisogna inseguire le critiche per crescere e dubitare di chi ci applaude».

Per diventare bravi scienziati occorre imparare a dimostrare il contrario dell’idea di partenza. Moschetta ha esortato gli studenti ad essere liberi: «Il revisore della propria crescita siamo noi. Per essere liberi mentalmente e crescere culturalmente, bisogna difendere la libertà intellettuale, perché è quella che può determinare il futuro di un paese». L’incontro, cui ha partecipato anche la dirigente scolastica Daniela Caponio, si è svolto durante la giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo. Tutta la scuola ha infatti indossato, per l’occasione, un fiocco azzurro con lo scopo di ricordare l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa realtà. L’iniziativa ha coinvolto anche gli alunni disabili del liceo Leonardo da Vinci, che hanno realizzato un cartellone dedicato all’autismo.

Adrian Fartade (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Alle 16:30, Adrian Fartade, attore teatrale, youtuber e divulgatore scientifico, ha tenuto lo spettacolo “Moriremo tutti! – Storie di come abbiamo immaginato la fine del mondo”.

Fartade ha indotto il pubblico a riflettere su quello che oggi porterebbe essere l’attore e la causa principale della fine del mondo: l’essere umano. Da un lato, dalla fine delle guerre mondiali ad oggi, gli Stati si sono armati di bombe atomiche sempre più distruttive, al punto da manifestare quasi una volontà di autodistruzione del genere umano. Dall’altro, si sta progredendo rapidamente nello sviluppo di intelligenze artificiali che paiono poter sostituire integralmente gli esseri umani. Queste tecnologie inizialmente pensate come ausili per il lavoro sono diventate addirittura «strumenti per cui – ha affermato Fartade – istintivamente proviamo empatia», evento che segna la connessione emotiva per qualcosa che non sia un essere vivente. Ma la macchina è in grado di provare empatia o continua a svolgere il compito per il quale è stato programmato perfino a costo di distruggere il suo stesso costruttore? Come lo stesso relatore sostiene gli scenari distopici prospettati dalla fantasia di Asimov non sembrano essere così lontani dalla realtà.

Floriana Esposito (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Mercoledì 3 aprile, sempre nell’auditorium del liceo, alle 11:00, Floriana Esposito, professoressa ordinaria di Sistemi di Elaborazione dell’Informazione all’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari ha parlato de “L’Apprendimento Automatico e il ‘corpo di conoscenze’ di un sistema intelligente” nella conferenza promossa dal Club per l’UNESCO di Cassano delle Murge.

La prof.ssa Esposito si è soffermata sulla storia dell’evoluzione delle macchine intelligenti: partendo da realizzazioni immaginarie, come quelle dei film, passando per il turco automa a dei programmi così intelligenti da poter battere dei campioni di scacchi, fino a giungere all’“Internet of Things”, al “Self-Driving-System” e ai robot intelligenti.

La studiosa ha voluto mettere in chiaro che i robot non debbono per forza assomigliare agli uomini, quindi non dobbiamo definirli come entità simili all’uomo, ma essi emulano i comportamenti umani.

Ella definisce «un sistema intelligente come un sistema costruito artificialmente che esegue un comportamento intelligente, un sistema che deve essere reattivo, autonomo e in grado di raggiungere un obiettivo».

Un semplice modello intelligente è costituito da un agente contenente dei sensori che trasmettono le informazioni, recepite dall’ambiente esterno, a una “piccola scatola grigia” che è il centro di controllo.

La macchina deve però apprendere automaticamente seguendo lo stesso metodo di apprendimento dell’uomo. Da qui nasce l’idea di Donald Hebb di creare “reti neurali” artificiali.

Una seconda domanda fondamentale è quanto sia intelligente un computer; il primo che si pose questa domanda fu Alan Turing tramite il “Test di Turing”.

La professoressa ha concluso il suo intervento soffermandosi sull’idea delle macchine autonome e sul perché questa possibilità sia altamente improbabile, poiché l’uomo è sempre superiore alla macchina, e finché sarà egli stesso a porre obiettivi a quest’ultima non c’è alcun timore che le macchine possano “ribellarsi” e surclassare il genere umano.

Nicoletta Vallorani (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Alle 16:00, la scrittrice, traduttrice e docente di letteratura inglese dell’Università degli Studi di Milano, Nicoletta Vallorani, ha parlato di “Anti/Corpi”.

Secondo Nicoletta Vallorani, il corpo è connesso a tre concetti fondamentali: l’identità, il potere e il linguaggio. «Cerco di fare in modo che il mio corpo rispecchi la mia identità, ma questa molto spesso si adatta ad una società che si basa sull’omogeneità», con questa frase la professoressa spiega la tendenza degli individui a cambiare se stessi per integrarsi. Per far capire meglio questo concetto ha utilizzato come esempio il film “Zelig”, la paradossale storia di un uomo affetto da una patologia “mimetica”, chi ne soffre tende ad una trasformazione dei tratti corporei che variano a seconda dei contesti.

Oltre all’identità, il corpo si può ricollegare anche al potere, più precisamente alla supremazia del corpo maschile su quello femminile, perché creato ad immagine e somiglianza di Dio, quindi perfetto. Ma questo concetto è andato via via cambiando, infatti, sulla base di questo, la docente ha affermato: «i corpi non sono primariamente maschili o femminili, sono primariamente corpi».

Infine, per spiegare il collegamento tra corpo e linguaggio ha illustrato l’esempio di Kathy Acker, una delle prime donne a fare uso del tatuaggio come forma di comunicazione corporea: «il tatuaggio non è un gioco, è un modo per portare sul corpo la propria identità».

Nicoletta Vallorani, infine, ha fatto una distinzione tra il corpo, che può essere soggetto ad un intervento da parte di una “tecnologia esterna” (l’apparecchio, gli occhiali) per arrivare a definire l’idea che ognuno ha di se stesso, e l’anti/corpo, che si definisce come anomalo, diverso, straniero, ed è spesso considerato come un qualcosa di negativo. Al contrario però l’anti/corpo è da intendere come portatore di cambiamento e, pertanto, positivo.

Luca Balletti (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Giovedì 4 aprile, alle 11:00, il progettista di attività didattiche e divulgative dell’ufficio comunicazione (sede di Genova) del CNR, Luca Balletti, ha tenuto una conferenza su “Science in a box – Luce e Colore”.

«Fino a poco tempo fa eravamo convinti che il lato nascosto della luna non fosse illuminato, ma con l’ultima spedizione spaziale giapponese abbiamo avuto prove evidenti che anche l’altra faccia dell’astro risplende – ha affermato il ricercatore, coinvolgendo poi il pubblico con la domanda –: Perché la luna splende?».

La risposta è sembrata semplice tanto che gli spettatori hanno affermato sicuri che la luna riflette la luce solare e non brilla di luce propria.

Ciò che ha spiegato il relatore ha posto molti dubbi: «La luce ha una natura corpuscolare e si comporta come un’onda – ha continuato l’esperto – è fatta di fotoni, che si generano all’interno del Sole impiegando un grande lasso di tempo viaggiando dal centro fino alla sua superficie, da lì impiegano solo otto minuti per arrivare sulla Terra».

Balletti ha continuato a porre domande al pubblico, chiedendo, ad esempio, quale sia il colore della luce. «È bianca, essendo la luce un’onda elettromagnetica, per ogni diversa frequenza osserviamo un diverso colore». E poi ha proseguito rivelando altre informazioni su colori e su come si forma la luce bianca.

L’argomento di questa conferenza è frutto del lavoro che il progettista svolge all’interno del CNR: egli definisce il suo posto di lavoro una vera e propria “falegnameria” dove costruiscono delle scatole di legno per portare avanti i loro esperimenti e scoprire le varie caratteristiche e i fenomeni appartenenti alla luce.

Con alcuni esempi conclusivi Balletti ha poi dimostrato che «le immagini spesso possono ingannare l’occhio umano».

Alessio Perniola (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Alle 18:00 il Lions Club di Cassano delle Murge ha promosso la conferenza spettacolo del direttore di “Multiversi”, Alessio Perniola, sul tema “Verso l’infinito e oltre”.

Attraverso la citazione “verso l’infinito e oltre”, tratta dal film “Toy Story”, Alessio Perniola ha presentato il tema centrale della conferenza: il desiderio dell’uomo di «staccare i piedi da terra».

Secondo il mito classico, ricorda Perniola, Icaro fu il primo a riuscire a volare ma, a causa della sua superbia, tentò di superare i suoi limiti avvicinandosi troppo al sole e questo causò la distruzione delle sue ali. Molte volte l’arte si è fatta ispirare dalla storia di Icaro che ci racconta della stessa superbia che, ancora oggi, domina l’uomo.

I primi studi sull’argomento risalgono a Leonardo da Vinci, il quale è riuscito a creare il progetto della prima macchina volante e dell’ala sbattente, grazie alle ricerche che effettuava sugli uccelli. Nella storia si sono susseguiti molti ricercatori, già da Archimede che, con la teoria del galleggiamento, ha posto le basi per la realizzazione della prima mongolfiera da parte dei fratelli Mongolfier.

L’uomo riesce quindi a “sollevarsi da terra” per la prima volta nel 1783. Passa un secolo prima che l’umanità arrivi ad emulare completamente il comportamento degli uccelli con la costruzione della prima macchina volante dei fratelli Wright; l’uomo può dominare i cieli, ma non si accontenta: vuole dominare anche lo spazio.

Ha inizio la corsa alla conquista dello spazio in piena Guerra Fredda, che vede opporsi l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti; nell’arco di un decennio l’URSS riesce a portare esseri viventi nello spazio segnando un netto vantaggio sugli USA, i quali, però, furono i primi ad arrivare sul suolo lunare.

Infine Alessio Perniola descrive il viaggio compiuto dagli astronauti americani, soffermandosi sulle complicazioni riscontrate durante l’atterraggio.

«La ricerca scientifica non si fa per dominare il mondo ma per capire quanto esso sia bello», conclude il divulgatore ricordando al pubblico come quest’ultima, per quanto possa essere vista come dispendiosa, è importante per la conoscenza umana del mondo che ci circonda.

Cristiano Galbiati (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Venerdì 5 aprile, alle 16:00, Cristiano Galbiati, professore di fisica a Princeton e di astrofisica delle particelle presso il Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, ha parlato de “Le entità oscure. Viaggio ai limiti dell’Universo” in un evento organizzato in collaborazione con Mondadori Bookstore di Acquaviva delle Fonti.

Partendo dal libro da lui scritto, il docente ha ricordato come l’universo sia composto solo per il 4% da materia ordinaria, per il 74% da energia oscura e per il restante 22% da materia oscura, tra i segreti più misteriosi e affascinanti della natura. Proprio la materia oscura è fondamentale per la vita dell’universo. È questa che genera la forza di gravità che, attraendo i gas, porta alla formazione di galassie e di corpi celesti.

Elemento importante per le ricerche è l’argon perché permette di isolare le interazioni fisiche della materia oscura con i nuclei. Estratto da quelle che un tempo erano miniere di carbone, l’argon è considerato la sostanza “spia” dell’universo sconosciuto. Galbiati ha spiegato che i più grandi giacimenti di argon sono stati scoperti in Colorado, ma che ne esistono anche in Sardegna. L’ultima miniera italiana, a Nuraxi Figus nel Sulcis (sud Sardegna), si riconverte attraverso il progetto “Aria” secondo cui il gas estratto viene sottoposto ad un processo di raffinazione nell’impianto creato appositamente per il suo trattamento. Così si producono i cianobatteri, utili in campo alimentare e in medicina.

Le ricerche in Italia stanno progredendo in maniera spedita grazie alla preparazione dei ricercatori italiani. Si stanno scoprendo nuovi giacimenti e questo porta ad uno sviluppo industriale e tecnologico che porteranno probabilmente a nuovi posti di lavoro.

Alle 18:30 il referente del Presidio del Libro di Cassano delle Murge, Gaetano Grasso, ha relazionato su “Una comunità di lettori e il suo corpus letterario”. Alle 19:00, su iniziativa dello stesso Presidio del Libro, il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini e la biotecnologa e divulgatrice scientifica Beatrice Mautino hanno relazionato su “Dagli OGM al ‘bio’, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola”.

Alle ore 20:30, infine, presso l’agriturismo “Murà” si è tenuta la cena-evento con piatti rinascimentali e ricette di Leonardo da Vinci “Cibarie Leonardesche Zero Uno”.

Sabato 6 aprile, a partire dalle ore 10:00, la giornata si è aperta con “Il corpo e lo spazio – tutto e nulla”, evento presentato da Beth Vermeer e che ha previsto un’esibizione sulle coreografie di Vincenzo Abascià.

Valeria Marino ne l’“Assolo tratto da Room dove il corpo si trova all’interno di una stanza che con il trascorrere del tempo diventa una gabbia” (video dalla pagina Facebook CassanoScienza)
Luca Perri (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)

Alle 11:00, “Astrobufale – Tutto ciò che sappiamo, ma non dovremmo sapere, sullo spazio”, ultima delle conferenze-spettacolo previste dal programma e tenuta da Luca Perri, astrofisico presso l’Università dell’Insubria e l’Osservatorio di Brera e astronomo dell’Osservatorio di Merate.

Nel pomeriggio, Multiversi e gli studenti dell’IISS Leonardo da Vinci, a partire dalle 17:00, hanno organizzato la “Fiera della Scienza – La scienza in piazza”, nell’ambito della quale, alle 20:00, si è tenuta “La danza – L’arte che presenta il corpo” con Valentina Marino e Noemi La Porta che hanno danzato sulle coreografie di Vincenzo Abascià con presentazione di Beth Vermeer. Alle 20:30 sono stati premiati i vincitori del concorso “Scienza in azione – Premio Liliana Pietroforte” e alle 21:00 si ha chiuso la settimana lo spettacolo di teatro acrobatico “About bodies” di Michele Diana, in collaborazione con l’associazione “Un Clown per Amico”.

Domenica 7 aprile, alle ore 18:00, infine, presso la Sala Anagrafe di palazzo De Mari ad Acquaviva delle Fonti, si è tenuta la conferenza conclusiva su “Scienze per l’archeologia. Il caso del Signore di Castiglione” a cura del biologo e docente di antropologia dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari Sandro Sublimi Saponetti e dell’archeologa specializzata in antropologia e paleonutrizione Ilaria Vigliarolo.

la conferenza “Scienze per l’archeologia. Il caso del Signore di Castiglione” che si è tenuta ad Acquaviva delle Fonti (foto dalla pagina Facebook Archeoexplora)

Tanti, poi, i laboratori che durante tutta la settimana hanno animato le aule dell’IISS Leonardo da Vinci: dai giochi matematici di Giorgio Dendi a “No Smoking Be Happy” a cura della Fondazione Umberto Veronesi, poi “Il corpo tra piacere e dipendenze”, “Crash test: corpi che si scontrano”, “Il corpo del reato”, “Da Braccio di Ferro ai muscoli meccanici”, “Corpi in equilibrio: la fisica del circo”, “Corpi in movimento: la fisica nel tempo libero”, “Gli effetti della corrente sui corpi: colpo di fulmine”, “Evanescenze e corporietà”, “Alla scoperta dei corpi celesti: dalla Luna a Marte!”, “Alla guida di corpi artificiali: gli sviluppi della robotica”, “Corpi e Anticorpi”, “La cultura del corpo che cambia tra armonia e trasgressione”, “La danza dei corpi”, “Anima e corpo/Corpi senza anima”, “Corpi metamorfici: ‘la magia della scienza’”, “La fisica del pallone”, “Su con… i corpi: il sollevamento dei carichi”, “Corpi e corpuscoli. Dal Macrocosmo al microcosmo”, “Mens sana in corpore sano”, “Il moto dei corpi da Aristotele a Galileo”, “Cambia-Mente! Metti alla prova le tue convinzioni più radicate ed impara a riconoscere le bufale sul cancro” a cura dell’AIRC.

Nell’ambito del festival CassanoScienza, inoltre, sono stati predisposti degli appositi itinerari turistici a Cassano delle Murge a cura dello IAT: “Le vie dell’acqua”, “Il corpo nell’arte”, “Il corpo architettonico”, “Il corpo macchina”, “Il corpo difensivo”, “Curiosi di Natura”.

uno dei laboratori di CassanoScienza (foto dalla pagina Facebook CassanoScienza)