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Cimitero chiuso, le minoranze: «Di Medio impreparata»

dai Gruppi consiliari di minoranza

il Cimitero Comunale di Cassano delle Murge (foto d’archivio)

La Di Medio in controtendenza: il cimitero resta chiuso. Il Sindaco si vuole “distinguere” dai comuni pugliesi che, al suo contrario, riaprono i cimiteri comunali. 

Ancora una volta l’Amministrazione Di Medio si fa trovare impreparata rispetto ad una prevedile misura quella, cioè, che ha consentito la riapertura dei Cimiteri comunali in gran parte d’Italia e, nello specifico, nell’intera Puglia. Cassano, insomma, fa di tutto per “distinguersi” lasciando il cimitero chiuso fino al 10 maggio ed impedendo l’accesso ai parenti dei defunti.

Non ci convincono affatto le motivazioni della Di Medio che tenta di giustificare tale singolare iniziativa con la presenza a Cassano di casi positivi al Covid-19 (pochissimi!), come se i comuni limitrofi di Acquaviva, Sannicandro, Santeramo, Adelfia, Altamura (solo per fare qualche esempio concreto!) non registrino più casi rispetto alla nostra cittadina. Loro riaprono, Di Medio no!

In verità, ancora una volta, la mancanza di programmazione dell’amministrazione Di Medio, fa pagare il prezzo a tutti quei cittadini che aspettano di poter rendere omaggio ai propri cari (magari anche estinti proprio in questo buio periodo e lasciati soli).

Più credibile appare, invece, la versione secondo cui, il pessimo stato del cimitero comunale privo da molti mesi di manutenzione, decoro, potature, pulizie ed infestato da erbacce in ogni dove (indirettamente per stessa ammissione della Di Medio, quando parla di “al fine di effettuare le operazioni di pulizie e manutenzioni”) l’ha indotta a ritardarne l’apertura.

Un Sindaco in controtendenza, insomma, che si dice in disaccordo con il governatore Emiliano, ma che effettivamente si pone in netto contrasto con la semplice logica e il normale buon senso che guida gli amministratori locali.

Noi ne chiediamo l’immediata apertura – ovviamente previa l’adozione di tutte le misure di sicurezza – al pari di quanto hanno già fatto gli altri Comuni e, nello specifico, tutti quelli limitrofi, che hanno applicato le disposizioni nazionali e regionali.