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Come valorizzare la biodiversità alimentare del Cece nero di Cassano

di Paola Massaro

(foto di Paola Massaro)
(foto di Paola Massaro)

In occasione del secondo workshop riguardante la valorizzazione del cece nero di Cassano, organizzato dall’Associazione Ferventazione, tenutosi presso la sala conferenze dell’Agriturismo Murà di Cassano delle Murge, il 24 settembre 2015, si è parlato dell’importanza del cece nero dal punto di vista agro-alimentare. In effetti, il cece nero della Murgia carsica è diverso, sia nella forma, sia nel colore a differenza del cece comune.

La Murgia è un altopiano carsico di forma quadrangolare che da sempre ha offerto la miglior parte di sé, infatti, in passato questo territorio era ricco di allevamenti e coltivazioni (vigneti, mandorle e ulivi) che si adattavano bene al territorio roccioso e spesso arido. Inoltre, i nostri cari contadini, piantavano legumi e cipolle che erano alla base della loro alimentazione. I legumi erano alla base dell’alimentazione contadina ed erano venduti sul mercato locale. Il cece nero, grazie alla sua elevata quantità di ferro, in passato era consigliato alle donne in stato interessante. Il suo sapore è buonissimo, inoltre, è apprezzato per la sua naturale sapidità. La zuppa di ceci neri rappresenta una vera leccornia per i buongustai nostrani.

Il workshop dedicato al padron “cece nero” ha avuto molto successo e i partecipanti hanno ascoltato con attenzione i relatori dell’incontro, che a loro volta, hanno spiegato in modo molto chiaro l’importanza del cece nero nel settore agro-alimentare.

Il moderatore dell’incontro era Giuseppe Dalfino, Direttore Tecnico del Ce.R.T.A. Gaetano Laghetti, Responsabile Scientifico del progetto Save Grain Puglia e Francesco Bellino, Responsabile di misura Regione Puglia hanno salutato il pubblico spiegando l’importanza della coltivazione del cece nero e la funzione del Ce.R.T.A.

Il Ce.R.T.A è un Centro di competenza a carattere regionale costituito da 49 soci. L’obiettivo principale è sostenere l’innovazione agricola e rappresenta una rete attiva nelle Regioni del Sud Italia e il cece nero, a sua volta rappresenta una delle colture più importanti presenti in Puglia.

Il cece nero, in effetti, è coltivato in svariate Regioni italiane ed è così importante in Puglia a tal punto da diventare un Presidio Slow food. I ceci neri sono composti dal 10% di acqua, per il 19% da proteine e il 17% da fibre. Le fibre contenute nel cece nero aiutano la regolarità intestinale , richiede 12 ore di ammollo in acqua a causa della sua buccia rugosa e richiedono circa due ore di cottura.

Con il passare del tempo, le coltivazioni della Murgia stanno via via scomparendo, lasciando spazio ad un’agricoltura crescente; i contadini si sono trasformati in operai specializzati, inoltre, gli stessi contadini hanno rischiato l’estinzione di numerose varietà locali tradizionali.

La dottoressa Annalisa De Boni ha spiegato le opportunità legate alla P.A.C (Politica Agraria Comune) , spiegando che tale riforma ha avuto inizio nel 2010 ed è finalizzata a fronteggiare delle sfide importanti concernenti il settore agricolo ponendo obiettivi di carattere economico,, ambientale e territoriale. Per quanto concerne il sistema economico, si tende a voler migliorare la competitività, a sua volta minacciata dalla crescente volatilità dei prezzi e dalla compressione dei margini, inoltre si vorrebbe rafforzare la filiera produttiva,, con un maggior ruolo per la profittabilità della fase produttiva.

Per quanto concerne l’ambiente, si richiede un uso sostenibile delle risorse, legato ad una maggiore qualità di acqua e suolo, per raggiungere tali obiettivi, bisognerebbe proteggere gli habitat e le biodiversità.

Il territorio, andrebbe protetto attraverso il riequilibrio di territori rurali destinati al fallimento a causa di squilibri economici e sociali.

La nuova riforma, ha introdotto alcune innovazioni che hanno l’obiettivo di sostenere il primo e secondo pilastro. Per quanto concerne il primo pilastro, le novità più importanti riguardano:

  • il processo di convergenza dei pagamenti diretti a livello europeo;
  • la scomposizione dei pagamenti diretti in diverse “componenti”, alcune obbligatorie e altre facoltative a livello di Stato Membro;
  • l’introduzione della figura dell’agricoltore in attività, quale beneficiario dei pagamenti.

L’obiettivo principale della riforma è valorizzare le svariate tipologie di agricolture che caratterizzano il contesto europeo.

Gli obiettivi strategici riguardanti le scelte nazionali nell’ambito del primo pilastro riguardano soprattutto il rafforzamento delle competitività attraverso il sostegno alla transizione e il mantenimento dei livelli del reddito agricolo , creato dagli aiuti del pagamento diretto, inoltre, esistono misure premianti in favore dei giovani agricoltori, il miglioramento delle misure ambientali con incentivi e pratiche sostenibili per la difesa dell’ambiente, il rafforzamento e la semplificazione del processo di governance.

Durante l’incontro, sono intervenuti parecchi agricoltori che ritenevano che il cece nero fosse venduto a prezzi troppo elevati.

Giuseppe De Mastro, ha parlato della tradizione e dell’innovazione agronomica, successivamente, Vito Martimucci, Legale Rappresentante di Agri Emme ha tenuto un “case study” riguardante il cece nero.

Il workshop si è concluso con un delizioso buffet a base di ceci neri.