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Comprendere e gestire la sfera emotiva durante l’emergenza sanitaria. I consigli della dott.ssa Caporusso

la dott.ssa Loredana Caporusso, psicologa e psicoterapeuta esperta in psicologia dell’emergenza e membro della Società Italiana di Psicologia dell Emergenza – sessione Puglia

Sono tante, in questi giorni di emergenza sanitaria, le iniziative di sostegno e supporto psicologico che si stanno susseguendo, soprattutto da professionisti che si stanno mettendo a disposizione di cittadini e operatori sanitari per aiutarli a gestire meglio il turbinio di emozioni che la drammatica situazione che tutti stiamo vivendo inevitabilmente provoca in ognuno.

Tra le tante iniziative, a Cassano delle Murge, la dott.ssa Loredana Caporusso, psicologa e psicoterapeuta, esperta in psicologia dell’emergenza, offre ascolto e supporto in collaborazione con il C.O.C., il Centro Operativo Comunale.

Per meglio aiutare tutti ad affrontare le tante emozioni che suscita questo periodo di emergenza, la dott.ssa Caporusso ha deciso di realizzare un video, pubblicato su Facebook, «per esprimere a voi tutti la mia presenza e vicinanza e con l’intento di provare a rispondere ad alcune delle tantissime domande che mi sono state poste in questo momento tanto delicato e complesso dell’emergenza, una emergenza certamente in primo luogo sanitaria, ma imprescindibile da una parallela e contemporanea emergenza psicologica».

La dott.ssa Caporusso si sofferma sulle emozioni che, dice, «essenziale comprendere ed esserne consapevoli per evitare di esserne travolti.

Le emozioni – spiega la dottoressa, membro della Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza – sono di per sé spontanee, mutevoli e poco controllabili. E si esprimono attraverso il nostro corpo».

Ognuno di noi esprime emozioni uniche e differenti che non bisogna reprimere per evitare che diventino troppo forti. Tra le emozioni, citate dalla dott.ssa Caporusso, che prevalgono in questi giorni ci sono certamente paura, ansia, rabbia, confusione e infolimia.

«La paura è essenziale – afferma la dott.ssa Caporusso – poiché è funzionale nel metterci in guardia da un potenziale pericolo che, quando non è immediatamente visibile, abbiamo la tendenza ad ingigantire. La paura è potente e ancestrale e per bloccarla e contrastarla è importante essere nel presente, nel qui e nell’ora. Potremmo provare a respirare profondamente e lentamente evitando reazioni impulsive».

L’ansia, invece, si sostanzia in uno stato di allerta, «come se stesse di accadere qualcosa di terribile. Per contrastare l’ansia è essenziale proteggersi da notizie allarmistiche che alimentano pensieri negativi. È importante parlare con persone di fiducia o rivolgersi ad uno psicologo per ritrovare equilibrio e sollievo.

La rabbia si attiva quale reazione ad un’ingiustizia di cui non è semplice identificarne il colpevole. Spesso è associata a tristezza e senso di impotenza. È opportuno contrastarla e scaricarla con attività manuali o esercizio fisico. È necessario canalizzare e convertire la sua intensa energia in azioni concrete. Magari anche per dare aiuto e sostegno alla comunità.

Inoltre, se impareremo ad accettare il nostro senso di impotenza, la rabbia perderà la propria intensità».

Per dissipare lo stato confusionale, poi, «è essenziale fare chiarezza: appuntare le cose che sappiamo su un foglio, distinguendole da quelle che vorremmo conoscere. Se la confusione è intensa e non si sa cosa fare, è bene anche non far nulla. Ritrovare il proprio equilibrio ed agire magari quando saremo maggiormente lucidi».

La confusione, a volte, può alimentare il sospetto che «accresce il dubbio che qualcuno nasconda informazioni importanti. Nella confusione dell’emergenza è normale mettere in discussione la fiducia verso persone, istituzioni e scienza. È essenziale distinguere tra dati obiettivi e fantasie che la mente genera. In emergenza non esistono soluzioni semplici. Nessuno detiene le risposte ma possiamo imparare a farci le giuste domande».

Cercando, però, le giuste informazioni per non cadere in quella che la dott.ssa Caporusso definisce infolimia: «la bulimia di informazioni. Una condivisione forsennata di notizie, lette magari solo parzialmente alla ricerca di informazioni che in realtà non arriveranno mai. Come contrastare tale tendenza? Scegliere una fascia oraria per consultare aggiornamenti solo da fonti ufficiali e astenendosi dal commentare post polemici e dal fomentare emozioni negative altrui.

Vergogna, solitudine, paura del giudizio degli altri, ansia, sono emozioni comuni – conclude la dott.ssa Caporusso – e anche se temiamo di non avere risorse per affrontare la situazione, in noi e intorno a noi ce ne sono in realtà molte: coraggio, determinazione, potremmo pensare e parlare dei nostri hobby. Gli animali da compagnia, i nostri familiari o i nostri amici potrebbero essere delle risorse».

La dott.ssa Caporusso conclude il video con le parole di papa Francesco, “così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme”, e si rivolge a tutti: «non abbiate paura di chiedere aiuto. Non siete soli. Insieme sono certa che ce la faremo».