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Consiglio comunale: è scontro perenne…

di Nicola Surico

i banchi dell’opposizione durante il Consiglio Comunale del 26 febbraio 2019

C’è stata un’unica cosa che ha visto maggioranza e opposizione essere concordi nell’ultimo consiglio comunale: la vicenda sicurezza. Gli ultimi avvenimenti locali, e la sfacciataggine con cui è stato tentato l’assalto alla filiale della Banca Popolare di Bari hanno spostato decisamente sul rosso la colorazione del segnale d’allarme, e le parti non potevano che concordare sulla solidarietà e sul ringraziamento alle forze dell’ordine e sulla necessità di alzare il livello di sicurezza garantita alla collettività, ma anche in questo caso la minoranza le sue rimostranze da fare le ha comunque avute.

Un passaggio dell’assessore Michele Campanale per comunicare alcune attività avviate e/o in itinere dell’amministrazione (di cui parliamo in un articolo a parte), poi è andata in scena, come concordato nel precedente consiglio comunale, la lunga tiritera riservata alle interrogazioni e interpellanze, che ha visto le parti rimanere ognuna sulle sue posizioni, con interroganti e/o interpellanti a concludere col non ritenersi soddisfatti delle risposte ricevute.

Un refrain che si ripete purtroppo stancamente, e non solo per colpa dei consiglieri di maggioranza e minoranza cassanesi: le norme che hanno portato alla “stabilità” (?!?) dei consigli comunali, di fatto hanno “svuotato” di ruolo politico i consigli comunali, portando all’arroccamento sulle posizioni, rendendo valore assoluto i soli numeri. Pensiero questo forse troppo personale, ma lasciatemelo dire; e, forse da nostalgico, lasciatemi anche dire che il vecchio proporzionale consentiva molta più dialettica e mediazione politica in seno ai consigli comunali e non solo…

Unica variazione al tema della seduta, ma non relativa alla contrapposizione delle posizioni, la discussione/non discussione a porte chiuse dell’interpellanza relativa al litigio tra due dipendenti comunali, avvenuto durante l’orario di lavoro qualche tempo fa, con la quale le opposizioni chiedevano lumi sull’accaduto e soprattutto i provvedimenti disciplinari presi e/o da intraprendere, nonché le eventuali azioni avviate per il recupero del presunto danno erariale cagionato dall’episodio. Appellandosi al regolamento, la presidente Gatti ha chiesto la discussione a porte chiuse per motivi di privacy (l’argomento da trattare aveva risvolti considerati “dati sensibili”), cosa non condivisa dalle opposizioni che hanno abbandonato gli scranni; votata la questione a maggioranza, e chiusa l’aula, il punto non è stato comunque discusso, in quanto i consiglieri di minoranza non sono tornati negli scranni e il sindaco di conseguenza non ha dato risposte, giacché i consiglieri fuori dagli scranni non erano nell’esercizio del ruolo istituzionale.

Un’ultima annotazione, a margine, per il numero “ridotto” di consiglieri che hanno partecipato all’assise: erano assenti, infatti, Francesca Marsico, Pasquale Campanale e l’assessore Caprio nelle file della maggioranza; Amedeo Venezia nelle file della minoranza.