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Conversazioni filosofiche nel “giardino salotto” dell’associazione “L’Ostello”

di Aurelia Iurilli e Doralba Luiso

“Giardino salotto o salotto giardino”.

Rimembranze delle ville rinascimentali luoghi ameni dediti all’otium, alle conversazioni dell’intelletto e dello spirito.

Anna e Magda, socie e coordinatrici del gruppo dei volontari de L’Ostello, hanno allestito con cura e dedizione il giardinetto con tendaggi e cuscini, il bel tappeto sottolinea il balcone dell’edificio che qualcuno scherzosamente appella il palchetto della nobiltà; lumini pendono dai rami più bassi delle piante odorose…

Marianna Naimo introduce l’oratore, il consulente filosofico Alessandro Fino (in vacanza in Italia in questo periodo ma che vive a Colonia in Germania), giunto puntualissimo come a saggio filosofo si conviene. Ma lui è giovane, perciò sorprende che presenti un tema tanto serio, lontano e alieno alla attuale società, alla generazione che si appresta a prendere i posti di comando e al nostro tempo: la scuola stoica di Epitteto.

Poi si susseguono gli interventi. La conversazione, interessante, si generalizza, si avvertono e sottolineano i punti di contatto di quanto detto del pensiero stoico, con il lavoro di ricerca e perfezionamento individuale.

A tal proposito, una delle partecipanti all’incontro che è intervenuta nel dibattito, si è offerta di condividere dei suoi pensieri scaturiti dall’evento rispondendo a due domande:

L’evento titola: “Ricordati di vivere bene. Sguardi stoici sul nostro presente”, sembra un’esortazione… qual è secondo lei il significato?

Penso che prima di ricordarsi di vivere bene bisogni anzitutto ricordarsi di vivere! La vita stessa può essere intesa come un insegnamento o come una sfida o in tanti altri modi ancora, ognuno di noi è diverso ed è come un libro di una bellissima biblioteca, dunque può avere infiniti significati, tuttavia viverla credo significhi essere Presenti attimo per attimo, senza identificarsi in ruoli o etichette e soprattutto essere coerenti tra pensiero, parola e azione, questo può accadere se permetto a me stessa di esprimermi e di realizzare nella vita le mie potenzialità, in definitiva realizzando il mio progetto e in qualche modo il “sogno del mio Sognatore”.

Lo stoicismo è una corrente particolare della filosofia e durante l’evento è stato effettuato un “racconto” di quello che è il pensiero di Epitteto, cosa ha suscitato in lei tale ascolto?

È stato interessante, in particolare mi ha colpita una citazione che il relatore ha voluto sottolineare: “Non dirti in nessun caso filosofo e, per lo più evita di parlare di principi filosofici in mezzo alla gente profana, ma, piuttosto agisci secondo i principi filosofici stessi. Per esempio in un banchetto, non dire come si deve mangiare ma mangia come si deve” (Epitteto, Manuale, §46) questo riporta in me l’attenzione sull’azione; in verità la corrente dello stoicismo mi è parsa molto dogmatica e a tratti estrema per cui non sento di aderirvi appieno, tuttavia questo porre l’accento sull’azione, sull’esempio, trovo sia utile, l’azione per essere virtuosa significa che parte dal “Centro di Sé”, dal cuore o se vogliamo dall’Anima di ciascuno e perché questo avvenga ognuno di noi dovrebbe fare un viaggio al centro di Sé per lavorare sulle proprie emozioni in modo da riconoscerle e trovare la propria Essenza, in questo modo, se percepisce Sé stesso allora può anche percepire l’altro dal di dentro ed entrarvi in risonanza ‘animica’.

Interessante anche lo scambio tra Marianna Naimo e il relatore Alessandro Fino i quali conversando riguardo l’importanza del lavoro sulle emozioni per arrivare al “Centro di Sé” convergono nel ritenere che da un lato la filosofia possa dare il proprio contributo alla psicologia con il pensiero dei diversi filosofi i quali in fondo mirano a cercare la “Verità” ,in senso filosofico, che possa rendere concreto quell’“agire secondo i principi filosofici stessi”(Epitteto) e al contempo Alessandro Fino si è mostrato interessato ad approfondire le tecniche psicologiche che possano aiutare a liberarsi dai condizionamenti e dunque a poter raggiungere quella “Verità” o, parlando in termini più psicologici, “Essenza”. I due percorsi quindi, possono incontrarsi in tanti punti e rafforzarsi vicendevolmente in quanto in fondo mirano a raggiungere lo stesso obiettivo anche se con strumenti diversi.

L’evento ha lasciato nei partecipanti il desiderio di approfondire con altri incontri filosofici e probabilmente è riuscito a suscitare nelle menti nei cuori delle persone vari interrogativi che saranno i motori di nuova curiosità e dunque di ricerca per ciascuno.

Ringraziamo la Signora che ha voluto rispondere alle nostre domande e che è voluta rimanere anonima perché “le mie parole non sono mie, potrebbero appartenere anche ad altri e se possono essere utili a qualcuno per crescere sono ben contenta”.

Scese le ombre sul nostro minuscolo giardino, si decide entrare nella sala dove il sano e colorato buffet, preparato dai Soci con passione e dovizia di particolari, è pronto.