Il 20 novembre la Commissione per l’occupazione e gli affari sociali ha votato a favore dell’aggiornamento delle norme per facilitare la mobilità del lavoro e assicurare un equo accesso alla sicurezza sociale per i lavoratori mobili.

Perché abbiamo bisogno del coordinamento dei regimi di sicurezza sociale? – Tutti i cittadini europei sono liberi di viaggiare e trasferirsi in un altro stato europeo, per stabilirsi in modo definitivo, oppure per lavorare per un periodo limitato o per studiare. Circa 14 milioni di europei (lavoratori , disoccupati, cittadini economicamente inattivi) non vivono nel loro paese di origine. Le comuni norme europee assicurano loro l’accesso alla previdenza sociale e alla salute che gli spetta di diritto: queste regole stabiliscono a quale sistema nazionale il cittadino “mobile” è soggetto ed evitano che venga lasciato senza protezione oppure che ne usufruisca da più di uno stato.

Coordinamento, non armonizzazione – La legislazione europea copre le previdenze per la malattia, la maternità/paternità, la famiglia, la disoccupazione e simili. I regimi di sicurezza sociale sono ancora soggetti, comunque, all’esclusiva responsabilità dei singoli stati membri: sono i paesi a decidere quali previdenze sono concesse e quali sono i contributi elargiti. L’UE regolarizza solo il coordinamento e l’interazione tra i sistemi nazionali.

Cosa significa in pratica? Ecco degli esempi – Come regola di base, i lavoratori mobili sono soggetti alla legislazione del paese nel quale effettivamente lavorano. Chi è in cerca di lavoro può godere dell’indennità di disoccupazione dal proprio paese anche se per un certo periodo di tempo si trova in un altro stato membro per trovare un nuovo lavoro. Chi è in pensione, e ha lavorato in differenti paesi, può combinare i diversi periodi di contributi per ottenere una pensione completa. Infine, i turisti hanno accesso ai servizi per la salute durante i loro soggiorni temporanei grazie alla tessera sanitaria europea.

Quattro principi alla base del coordinamento dei regimi di sicurezza sociale:

  • Si può godere della previdenza elargita dal regime di sicurezza sociale di un solo stato e pagare i contributi a un solo stato
  • Chi ha diritto a godere delle previdenze offerte, è soggetto agli stessi diritti e doveri dei cittadini dello stato che elargisce la copertura sociale
  • Se necessario sono tenuti in considerazione anche i precedenti periodi di assicurazione, lavoro o residenza in altri paesi
  • Le indennità pagate da un paese generalmente dovrebbero essere garantite anche se si vive in un altro paese

Nuove norme per le previdenze per i disoccupati, la famiglia e l’assistenza a lungo termine – Per accrescere le opportunità per chi cerca lavoro in un altro paese europeo, la Commissione Occupazione è a favore dell’estensione dell’indennità di disoccupazione “all’estero” fino a un minimo di sei mesi (rispetto ai tre precedenti), con la possibilità di ulteriore proroga fino al termine del periodo concesso per l’indennità.

Gli eurodeputati hanno inoltre stabilito che i lavoratori frontalieri e trans-nazionali dovrebbero poter decidere se ricevere le indennità per la disoccupazione dall’ultimo stato membro in cui hanno lavorato o da quello di residenza.

I sussidi in denaro alle famiglie dovrebbero essere intesi come delle entrate mensili personali di chi decide di non lavorare per dedicarsi alla cura della famiglia e dovrebbero essere considerati separatamente dagli altri sussidi familiari.

Gli eurodeputati inoltre concordano sull’offrire supporto necessario per chiarimenti legali e trasparenza a chi necessita di assistenza a lungo termine.

I prossimi passi – Il Parlamento, il Consiglio e la Commissione europea devono iniziare i negoziati per l’aggiornamento delle norme.

Fonte: Parlamento europeo