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Coronavirus, aumentano i contagiati a Cassano. Di Medio: «restate a casa, per favore!»

«Il coronavirus continua il suo cammino. A Cassano sta galoppando. Da un caso di 15 giorni fa, da ieri si stanno susseguendo nuovi ricoveri e sospetti».

Lo afferma, in un comunicato, la sindaca Maria Pia Di Medio dopo che, questo pomeriggio, è stata diffusa la notizia del ricovero di due cassanesi (un uomo e sua madre) presso la sezione dedicata al Covid-19 dell’Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti.

«La ricerca morbosa dell’identificazione dei contagiati è sì importante per stabilire eventuali contatti – continua la prima cittadina – ma purtroppo è occasione per alcuni ignoranti maleducati e senza umanità,  di messa alla gogna, sui social, dei poveri malcapitati. Per questo da parte istituzionale non si porta a conoscenza l’identità dei malati. Anche perché comunque, e soprattutto alla luce dei nuovi contagi, è ancora più necessario RISPETTARE LE REGOLE. BISOGNA STARE A CASA. USCIRE IL MENO POSSIBILE. INCONTRARE ALTRI, ANCHE SE PARENTI, IL MENO POSSIBILE», ammonisce la sindaca Di Medio che continua: «siamo in emergenza sanitaria. Non ci sono abbastanza reattivi per i tamponi. Non ci sono mascherine, tute isolanti e sistemi di protezione per il personale sanitario. Si lavora “a mani nude”.  Sicuramente i contagiati che hanno solo una forma tipo “raffreddore” oppure “portatori sani” sono decine di volte più numerosi di quanto si possa pensare. Sicuramente sono quei soggetti che faranno da “scudo” perché stanno sviluppando anticorpi cosiddetti “di gregge” e aiuteranno a limitare la diffusione del virus. Ma il virus è comunque aggressivo, soprattutto verso i soggetti più fragili e per questo non bisognerà abbassare la guardia per molto tempo. Ma se facciamo lo sforzo maggiore adesso potremo sviluppare le nostre difese immunitarie che sono le sole che ci garantiranno una protezione fino alla disponibilità del vaccino (circa 18 mesi)».

L’appello di Maria Pia Di Medio è lo stesso che da più parti si continua a ripetere dall’inizio dell’emergenza: «chiedo a tutti – scrive – di rispettare il lavoro dei sanitari (medici, infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia, personale OSS…) perché, se si ammalassero non potrebbero curarci e non c’è possibilità di sostituzione. Anche le pubbliche amministrazioni sono allo stremo, i servizi sociali esplodono perché ci sono famiglie che non hanno più la possibilità di acquistare alimenti e farmaci. I Sindaci ce la stanno mettendo tutta. Dobbiamo far fronte ad ogni tipo di problema, con personale ridotto al lumicino: dai controlli sul territorio alle ordinanze per gli adempimenti dei vari decreti, dalla sorveglianza dei soggetti in quarantena ai bisogni delle famiglie in condizioni di criticità. Qui al Sud siamo soli… non arriva nessuno a darci una mano… e nemmeno una mascherina. RESTATE A CASA… PER FAVORE!!!».