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Covid-19, il “Miulli” al servizio della Sanità Pubblica pugliese: «l’Ente Ecclesiastico a disposizione con senso di responsabilità e abnegazione cristiana»

di Vito Surico

l’ingresso alla zona Covid-19 dell’Ospedale “Miulli”

«La sanità pugliese che fronteggia il Coronavirus può contare anche sull’Ente Ecclesiastico “Miulli” di Acquaviva delle Fonti»: lo annuncia il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, con un post sulla propria pagina Facebook informa che, su sua disposizione, la Sanità Pubblica pugliese potrà contare sul nosocomio acquavivese come Ospedale Covid-19.

Il grande lavoro svolto per mettere in sicurezza i quattro piani del “Miulli” interamente dedicati al Covid-19 è illustrato in un video (che riportiamo in calce a questo articolo): «in stretta collaborazione con la ASL Bari – scrive Emiliano – il “Miulli” ha dedicato oltre la metà dei propri posti letto accreditati alla presa in carico dei pazienti colpiti da Covid-19, divenendo uno dei punti di riferimento del dispositivo definito dalla Regione Puglia. L’Area Covid conta su 4 interi piani dell’edificio principale in cui sono state collocate Terapia Intensiva, Malattie Infettive e Pneumologia.

A regime – continua Emiliano – la dotazione potrà superare i 300 posti letto interamente dedicati al Covid-19, di cui 240 per le degenze di Malattie Infettive e Pneumologia, mentre la Terapia Intensiva potrà essere ulteriormente potenziata sino a un massimo di 70 posti letto. La ASL Bari ha inoltre dislocato presso l’Ospedale sei specialisti infettivologi.

La riorganizzazione logistica e strutturale è stata realizzata con lo spostamento di interi reparti e la realizzazione di spazi ex novo.

Importante anche il potenziamento della diagnostica, con apparecchiature al servizio della nuova area e, in più, una modernissima TAC 256 slices, che è stata fisicamente collocata nell’area Covid.

Infine, è stato approntato un percorso differenziato per le donne gravide con sospetto Covid, rendendo così assolutamente sicuri anche i momenti più delicati della maternità e della nascita».

Michele Emiliano coglie l’occasione anche per ringraziare mons. Domenico Laddaga, delegato del Vescovo per la gestione ordinaria dell’Ospedale “Miulli”, e a tutto il personale sta lavorando senza sosta, con forza e professionalità.

L’Ospedale “Miulli” ha risposto prontamente alla richiesta d’aiuto del Presidente Emiliano «mettendo a disposizione tutto quello che poteva», ha affermato mons. Laddaga: «quando è chiaro, con il tampone, che il paziente è positivo, viene indirizzato al “Miulli” dove ha un percorso dedicato, completamente esente da interferenze con altri reparti o servizi o percorsi dell’ospedale. Poi viene allocato in due sezioni: i pazienti pneumologici in una sezione, quelli solamente infettivi in un’altra. Se invece si tratta di un paziente che ha bisogno di terapia intensiva va nella rianimazione.

Abbiamo innalzato nuovi muri e murato porte affinché non vi fosse commistione tra i reparti. Ci sono cinque ascensori completamente dedicati alla zona Covid».

Le misure adottate dal “Miulli” fanno sì che tutto si possa svolgere in estrema sicurezza per medici e parenti: in appositi gazebo prima dell’entrata, ad esempio, vengono disinfettati tutti i carrelli che accedono all’ospedale. A disposizione dei pazienti, inoltre, ci sono anche cellulari con i quali sarà possibile comunicare con i parenti all’esterno all’aiuto degli infermieri, poiché nell’area Covid non è possibile accedere liberamente.

«Si è partiti andando ad individuare una unità di crisi – ha concluso il dott. Fabrizio Celani, Direttore Sanitario del “Miulli” – poi abbiamo proceduto ad individuare gli spazi, cioè il numero dei letti distribuiti su quattro piani dell’ospedale e, all’interno di quest’area, abbiamo anche individuato uno spazio di relax-riposo. Non possiamo escludere che un paziente ricoverato in area Covid non abbia bisogno di un intervento urgente e su questo sono stati organizzati tutta una serie di percorsi. C’è una parte grigia, cioè di quelle persone che vengono al Pronto Soccorso per svariate situazione e che hanno dei segni di possibile positività. È chiaro che queste persone vanno trattate come se fossero Covid-19 fino a quando il tampone non esclude la positività».

«L’Ente Ecclesiasticoaggiungono dall’Ospedale “Miulli”ha risposto prontamente, con senso di responsabilità e abnegazione cristiana, alla richiesta di supporto inviata dalla Regione Puglia, dando vita ad una vera e propria “alleanza” a difesa della salute delle persone.

Si tratta di uno sforzo imponente, condiviso con tutto il personale che lavora presso l’Ente, che ha dovuto affrontare dapprima una formazione apposita e ora un lavoro particolarmente oneroso e al servizio della comunità. A queste persone va un grande ringraziamento per la loro forza e abnegazione alla causa».