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Diretta streaming del Consiglio Comunale dal profilo “Città Cassanese”: «palese violazione dei dati personali. Il Comune ha denunciato agli organi competenti?»

il profilo Facebook “Città Cassanese”

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, la prevista diretta Facebook non era visibile sul solito canale utilizzato dall’Amministrazione Comunale, la pagina Comune di Cassano delle Murge, e, a Consiglio già iniziato, alcuni Consiglieri Comunali sono stati contattati da cittadini che chiedevano come mai non venisse trasmessa la diretta.

La pagina Facebook Comune di Cassano delle Murge è usata, evidenziano i consiglieri di minoranza, «in maniera estemporanea», poiché non rispetta alcun protocollo per le Pubbliche Amministrazioni. Tuttavia è diventata ormai consuetudine che lo streaming dell’assise venga trasmesso su quel media.

Come accade ogni volta che si riunisce il Consiglio Comunale, i gruppi di opposizione invitavano i propri elettori e la cittadinanza intera a seguire la diretta streaming «preannunciando tramite i social e per vie brevi l’interpellanza finalizzata a disporre una moratoria del pagamento delle tasse e dei tributi comunali da parte dei cittadini fino alla data di incasso del dovuto in esecuzione della sentenza della Corte dei Conti n. 138/2012 e della SENTENZA n. 2785/2018 Tributaria Intercomunale che vede coinvolta il Sindaco in via diretta e tutta la maggioranza in via indiretta poiché chiamata a vigilare sull’effettivo incasso di quelle somme da parte del Comune».

Visto il disguido, e la mancata messa in onda dello streaming sulla pagina consueta, il capogruppo di PrimaVera Cassano, Teodoro Santorsola, ha «chiesto conto al Sindaco Maria Pia Di Medio su cosa stesse succedendo, dato che erano lì presenti i due tecnici che si occupano, oltre che della registrazione vocale dei lavori, anche della diretta Facebook».

Dopo gli opportuni controlli, si è scoperto che la diretta del Consiglio «era regolarmente trasmessa non dalla pagina del Comune bensì da un’altra pagina: “Città Cassanese”. Chi l’abbia aperta e chi la gestisca non si sa, al momento. Si tratta di un “profilo privato”, aperto, cioè, da una persona fisica, un privato cittadino, dunque, che chissà come e perché trasmette la diretta di un Consiglio Comunale!

Anche i tecnici non sapevano spiegare poiché si sono collegati alla pagina Facebook Città Cassanese con le stesse credenziali della pagina solita, quella del Comune, da cui altre volte hanno trasmesso la diretta».

Spontanee, dunque, sono sorte le domande dei gruppi di opposizione: «che cosa succede nel nostro Comune? C’era forse qualcuno che aveva interesse a che i lavori, o almeno una parte degli stessi, non venissero visti ma soprattutto filmati e ve ne fosse traccia video? Magari perché gli argomenti, come anticipato dagli stessi esponenti dell’opposizione, erano particolarmente delicati, vedi il caso della “Tributaria Intercomunale”? Tutti cadevano dalle nuvole.

Tutte domande che al momento restano senza risposta. Almeno al momento, confidando che l’indagine amministrativa che l’assessore Giustino ha promesso di condurre possa fare piena luce su quanto accaduto».

Intanto, però, in un’interpellanza presentata oggi e rivolta alla sindaca Maria Pia Di Medio, i consiglieri di opposizione Linda Catucci, Davide Del Re, Teodoro Santorsola, Amedeo Venezia e Ignazio Zullo, rilevano «che il fatto riveste rilevanza penale (art. 167, 167 bis e 167 ter Codice Privacy adeguato al GDRP) poiché si tratta di introduzione di ignoto/i nella Casa comunale e nelle sue attività allo scopo di utilizzare dati pubblici e di pubblica utilità a proprio uso impedendo il reale godimento da parte dei cittadini; il fatto riveste rilevanza penale (art. 169 Codice Privacy adeguato al GDRP) poiché si tratta omissione da parte di chi è tenuto, di adozione delle misure minime di protezione; che l’Ente, per quanto ci risulta, non ha ancora adempiuto agli obblighi previsti dal GDRP la cui scadenza era fissata al 25 maggio 2018».

Vista, dunque, «la gravità di quanto accaduto nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, con evidente e palese violazione dei dati personali di un sito istituzionale violato», i consiglieri comunali continuano a chiedersi cosa sia potuto succedere «su un fatto di una gravità assoluta» e interrogano la sindaca Di Medio per sapere:

  • se, al di là, dell’indagine amministrativa che si è riservato di condurre il vice-Sindaco, sia stata inoltrata formale denuncia alla Procura della Repubblica e al Garante per la Protezione dei dati personali al fine di scoprire l’autore del misfatto anche al fine di comprendere se tale autore ha libero e incondizionato accesso, attraverso stesse password utilizzate dall’Ente, alla documentazione e all’attività dell’Ente stesso;
  • se, al di là, dell’indagine amministrativa che si è riservato di condurre il vice-Sindaco, sia stata inoltrata formale denuncia alla Procura della Repubblica e al Garante per la Protezione dei dati personali ed alla Polizia Postale al fine di sanzionare chi, pur avendone il compito, ha omesso di adottare le misure di protezione.