fbpx

Divisione Calcio a 5: campionati sospesi fino al 15 marzo. Real Cefalù – Atletico Cassano non si gioca

di Vito Surico

Dopo aver annunciato il prosieguo dei campionati a porte chiuse solo nella giornata di ieri, la Divisione Calcio a 5 cambia completamente le carte in tavola e, nel pomeriggio di oggi, emana il Comunicato Ufficiale n. 738 con il quale sospende l’attività fino al 15 marzo 2020 compreso.

L’incertezza dei massimi vertici della Divisione crea un danno di non poco conto all’Atletico Cassano che era già in viaggio verso la Sicilia dove, domani, avrebbe dovuto giocare la partita della 22ª giornata del Girone C di Serie A2 a Palermo, in casa del Real Cefalù.

«Con riferimento alla emergenza sanitaria, visto il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo – si legge nel comunicato della Divisione Calcio a 5 – considerate le difficoltà logistico/organizzative manifestate da società, comuni e gestori degli impianti di gara, la Divisione Calcio a 5, nella persona del Presidente Andrea Montemurro, comunica che tutte le attività dei campionati nazionali di calcio a 5 sono sospesi con effetto immediato dalla pubblicazione del presente C.U. fino a domenica 15 marzo 2020 compreso».

Ai “pellicani”, dunque, non resta che tornare indietro in attesa di sapere come la Divisione Calcio a 5 intende riprogrammare il calendario (è previsto un successivo Comunicato Ufficiale). Divisione che, intanto, «si riserva di adottare diversi ed ulteriori provvedimenti in ottemperanza a nuove Ordinanze e/o Decreti che dovessero essere pubblicati successivamente».

Intervistato da Davide Menolascina per Puglia5, il direttore generale dell’Atletico Cassano Mimmo Vitulli si dice «sconcertato dalla decisione per una duplice ragione: non capisco come sia possibile ribaltare una decisione presa solo dodici ore fa e non avvisare per tempo la nostra società, che nella mattinata di oggi era partita alla volta della Sicilia per affrontare il match di domani nelle migliori condizioni.

Nel momento della pubblicazione del comunicato che sanciva lo stop dei campionati – continua Vitulli – il nostro pullman con a bordo giocatori, staff e dirigenti si trovava a Messina. Capite benissimo cosa significa adesso per la nostra società tornare indietro, sobbarcandosi le spese per la trasferta, oltre a tutti i sacrifici fatti per poter partecipare alla trasferta da parte della nostra dirigenza che ha rinunciato ad impegni personali e lavorativi.

Ritengo che se ci fosse stata un’idea di questo genere da parte dei vertici della Divisione, sarebbe stato opportuno avvisarci per tempo.

Capisco quali sono le difficoltà organizzative – conclude Vitulli – ma capisco e conosco anche quali sono i nostri problemi e le nostre esigenze. Rimaniamo molto delusi da questa decisione, che se posso aggiungere non è neanche in linea con il decreto del Governo di ieri, in cui era evidente l’indicazione di disputare le gare a porte chiuse».