fbpx

«Dove finirà la macchina amministrativa?»

Davide Pignatale

Se lo chiede Davide Pignatale, ex segretario del Partito Democratico di Cassano delle Murge che, da quando ha rassegnato le dimissioni dal ruolo ricoperto nel circolo cassanese prova, da “libero cittadino” ma voce autorevole della politica cassanese (visto anche il ruolo di assessore al bilancio ricoperto durante l’Amministrazione Lionetti), prova a fare un’analisi di quanto accade nel nostro paese dal punto di vista meramente politico e amministrativo.

«La divisione dei compiti tra politica e amministrazione è alla base della nuova organizzazione di enti come quello comunale, derivanti dalla famosa riforma Bassanini», riflette Pignatale in un post pubblicato sul suo profilo Facebook: «ciò significa – spiega – che la politica, almeno formalmente, non deve entrare negli aspetti più prettamente organizzativi e gestionali che sono competenza dei funzionari, ma deve dare le linee di indirizzo ed esercitare il controllo.

Quella che viene definita la macchina amministrativa, quindi, si configura come il mezzo, lo strumento operativo per applicare quello che la politica ha indeato come intervento.

Chiunque a questo punto capisce che se non c’è una macchina amministrativa efficiente, qualsiasi bravo amministratore non potrà mai realizzare quello che ha in mente».

Ma cosa sta succedendo alla macchina amministrativa di Cassano? «Viene sistematicamente demolita.

Tra mobilità e pensionamenti, allontanamenti più o meno volontari, in Comune ci sarà una desertificazione che bloccherà ancora di più non solo l’azione politica dei nostri amministratori (poco male perché mi sembra abbiano poco da offrire), ma è la cosa più grave, anche i servizi che questa dovrebbe erogare ai cittadini. Nella realtà di tutti o giorni questo si traduce in tempi lunghi per un certificato, per una pratica, per un contributo e così via».

È un vero e proprio «tsunami», scrive Pignatale per arginare il quale l’Amministrazione Comunale non sta facendo «niente».

«Come in tutti gli altri aspetti della vita politico amministrativa – nota l’ex segretario del PD – naviga a vista. Nessuna programmazione, nessun piano strategico per i dipendenti, in una sorta di harakiri senza senso. È come voler intraprendere un viaggio su un’auto senza ruote.

Indipendentemente dal futuro politico di questa amministrazione che evidentemente ha il fiato corto, mi chiedo dove finiscono le tasse che paghiamo, i servizi di cui dovrei usufruire, come vengono gestite le risorse? Se veramente si tiene alla propria comunità e ai propri cittadini come si vuole intervenire?

Ma ci meritiamo tutto ciò?»