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Emergenza sanitaria: Di Medio relaziona al Consiglio Comunale. Le minoranze: «è mancato il coinvolgimento»

di Vito Surico

la sindaca Di Medio relazione sulla gestione dell’emergenza sanitaria nel corso del Consiglio Comunale in videoconferenza del 22 maggio

La presidente Gatti e il segretario comunale nella Sala Giunta del Palazzo Municipale, i consiglieri di minoranza a debita distanza nella Sala Consiliare di piazza Rossani, la sindaca Di Medio nel suo ufficio in Municipio, gli assessori e i consiglieri di maggioranza collegati dalle proprie abitazioni:  è andato in scena ieri il primo Consiglio Comunale di Cassano delle Murge in videoconferenza per rispettare le norme di distanziamento sociale imposte per la limitazione del contagio da Covid-19.

Superati i primi, inevitabili, problemi tecnici, la prima cittadina ha subito relazionato al Consiglio in merito alla gestione dell’emergenza dal punto di vista sanitario (relazione che doveva essere il primo punto all’ordine del giorno, ma che poi è stata fatta nei preliminari di seduta).

La sindaca Di Medio ha provato subito a spegnere alcune delle polemiche che hanno impazzato in questi due mesi e mezzo a partire dalla disinfezione delle strade: «le ho sempre contestate perché inutili e dannose – ha affermato – come anche suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che non le ha ritenute indispensabili». Di Medio ha anche accennato alla difficoltà nel reperimento dei dispositivi di protezione individuale (mascherine, gel per la pulizia delle mani e guanti) chiarendo che le mascherine giunte dalla Regione sono state distribuite alla maggior parte degli ultrasessantacinquenni, mentre le restanti sono a disposizione dei Servizi Sociali che provvederanno a fornirle a chi ne ha necessità.

La prima cittadina ha affermato che c’è stata «massima attenzione affinché tutti rispettassero le regole» e, a tal proposito, ha provato a spegnere un’altra delle polemiche che hanno tenuto banco specie nella prima parte del lockdown: i cartelli in inglese affissi nel Centro Storico per informare anche i residenti stranieri. Polemiche che la sindaca ha definito «accese, inutili e sterili» perché intento dell’Amministrazione Comunale era quello di «far giungere il messaggio agli stranieri. È anche anacronistico e vile – ha aggiunto – mascherare la realtà e le difficoltà di questi soggetti che hanno il diritto di essere aiutati e protetti».

Non è stato semplice, per la prima cittadina, e «qualcuno è sfuggito, ma la Polizia Municipale e la Protezione Civile hanno svolto il proprio dovere senza risparmio di energie soprattutto nel controllo degli spostamenti e negli aiuti verso le persone in difficoltà».

La gestione dell’emergenza è stata resa ancora più complicata dal fatto che «i sindaci sono stati “sterilizzati” dal potere di ordinanza. In questo periodo non abbiamo potuto emanare ordinanze di maggiore apertura rispetto ai DPCM, abbiamo dovuto attenerci ai Decreti ma c’è stata grande collaborazione tra Comuni e un filo diretto con l’ANCI nazionale».

Altra criticità dell’emergenza ha riguardato la difficoltà di essere messi a conoscenza di contagi sul territorio: nonostante il Comune abbia attivato il COC il 12 marzo e medici di base e pediatri di libera scelta abbiano dato massima disponibilità alla sorveglianza e al controllo dei soggetti in quarantena o in isolamento fiduciario, non è stato possibile reperire in tempo reale informazioni dal Dipartimento di Prevenzione della ASL che doveva comunicare i dati alla Prefettura che, a sua volta, li comunicava ai sindaci.

«I dati – ha detto la dott.ssa Di Medio – arrivavano anche con una settimana di ritardi ed è anche per questo che si è cercato di collaborare strettamente con medici e pediatri che potevano comunicarci i casi di cui erano a conoscenza così come comunicatigli dall’ospedale in modo che potessimo intervenire in maniera efficace laddove il paziente fosse reinviato al proprio domicilio».

Con l’alleggerimento della pressione sugli ospedali, però, le cose sono un po’ migliorate e i report arrivano giornalmente dalla Prefettura.

A tre mesi esatti dall’inizio dell’emergenza, però, un po’ di numeri ci sono: «dopo il primo mese, in cui ci sono stati anche dei ricoveri, la situazione a Cassano si è stabilizzata con la presenza di pochi casi positivi e sintomatici. La maggior parte dei positivi è asintomatica. Dal 23 febbraio ad oggi – ha detto la sindaca Di Medio – abbiamo avuto 3 ricoveri (guariti e tornati a casa), 50 tamponi effettuati dal Dipartimento della ASL, di cui 15 positivi posti in quarantena ed isolamento. Ci sono dati di una RSSA in cui sono stati effettuati 110 tamponi con 3 positività asintomatiche (poste immediatamente in isolamento e ad oggi i pazienti stanno bene). Sono state numerosissime le autosegnalazioni per l’arrivo a Cassano da altre Regioni. Il che dimostra l’estremo senso di responsabilità».

Gli ultimi dati di ieri mattina parlano di 6 casi positivi a Cassano, di cui 5 non residenti (si tratta di persone solo domiciliate in paese e per i quali non è possibile reperire costantemente i dati perché hanno i medici in altro Comune).

Tutto sommato, per la sindaca Di Medio, «i dati dimostrano che le misure di contenimento attuate hanno dato i risultati sperati. Credo che bisogni continuare su questa strada e sarò continuamente impegnata in questo senso. Con l’arrivo del caldo che porta a stare fuori sarà effettuata, adesso sì che è necessaria, una sanificazione delle strade a partire dal Centro Storico e dai borghi e degli arredi urbani, utilizzando il prodotto acquistato in tempi non sospetti in bassa diluizione e la procedura sarà ripetuta più volte (in particolare sugli arredi urbani) dalla Protezione Civile».

Gli interventi dei Servizi Sociali, invece, saranno oggetto di un approfondimento nel corso del prossimo Consiglio Comunale (in programma per il 27 maggio) quando, ha detto la sindaca Di Medio, «saremo in grado di dare anche i numeri» ma la prima cittadina ha voluto accennare alle famiglie in difficoltà per la mancanza del lavoro giornaliero e ai contributi arrivati dallo Stato e dalla Regione: «prima ancora che intervenisse lo Stato, l’Amministrazione si è mossa con una donazione alle Caritas che si sono fatte carico di acquistare generi alimentari e di fornire la spesa quotidiana attivando il Carrello della Carità. I 121mila euro dello Stato sono stati distribuiti con l’erogazione di buoni spesa in due tranche in modo da dare la possibilità a quanti più possibile di essere aiutati. Per quanto riguarda i fondi della Regione, invece, dobbiamo attendere l’approvazione del bilancio e saranno immediatamente utilizzati anche per aiuti diversi da quelli alimentari».

In conclusione la sindaca Di Medio ha annunciato che il Comune è al lavoro «per gli interventi di sostegno cui è data facoltà agli Enti Locali. E speriamo di attuarne quanti più possibile», ha aggiunto, facendo appello anche ai consiglieri di minoranza affinché in «questa fase di ripresa, l’impegno di tutti, ognuno con le proprie competenze e disponibilità, sia fondamentale: la ripresa economica è trasversale e non ha colori politici. Il bene di uno è il bene di tutti».

i gruppi di minoranza hanno partecipato dalla Sala Consiliare al Consiglio Comunale in videoconferenza

Proprio da qui è partita la capogruppo di SìAMO Cassano, Linda Catucci che ha evidenziato come i gruppi di minoranza si siano comportati in maniera responsabile senza “ostacolare” l’Amministrazione nella difficile gestione del complesso periodo. Tuttavia Catucci ha lamentato il mancato coinvolgimento dei consiglieri di opposizione e la mancata rendicontazione del sindaco in questi due mesi è mezzo: «questo ha fatto sì – ha detto – che il sindaco e la sua amministrazione abbiano potuto procedere, nel migliore dei modi sì, ma da soli. Sono convinta che l’unione faccia la forza: insieme avremmo potuto fare qualcosa in più per il paese. Il sindaco, poi, avrebbe dovuto rendicontare almeno settimanalmente ai cittadini in merito alla situazione nel nostro Comune».

Catucci ha poi evidenziato come sarebbe stata necessaria, in questo periodo, almeno la pulizia delle strade, se non una vera e propria sanificazione e ha poi concluso affermando che «solo insieme potremo dare un maggiore contributo alla collettività. Non ci è stato permesso. Me ne rammarico».

Il concetto è stato ribadito anche dal capogruppo di PrimaVera Cassano Teodoro Santorsola che ha evidenziato come i gruppi di minoranza abbiano «rappresentato la totale disponibilità a collaborare ma avete ritenuto di non avvalervi delle nostre franche e sincere disponibilità. Eppure le minoranze hanno capitale umano per poter davvero essere utili. Questa mancata collaborazione e coinvolgimento – ha aggiunto – ha causato più che scadenti risultati. C’è stata una gestione pressoché pessima dell’intero territorio. La comunicazione è stata approssimativa e scarsamente istituzionale. È vero, bisognava prendere decisioni in emergenza ma questo non giustifica il non voler coinvolgere le altre forze politiche. Non basta proclamarsi il sindaco di tutti, bisogna esserlo sul campo e con i fatti e a nostro chiaro e determinato avviso non lo è stato. Ha perso l’occasione per recuperare quel gap che la separa dalla realtà e dalla città», ha concluso Santorsola.

Il capogruppo di Più Cassano Davide Del Re, invece, ha voluto «ringraziare tutte le persone di buona volontà, coloro che hanno rispettato le regole e a chi ha semplicemente fatto il proprio dovere in questa emergenza senza pari», ricordando anche coloro «che sono stati colpiti dal Covid-19 e hanno superato una prova molto dura. Siamo contenti di essere una comunità che ha assunto un comportamento diligente ed esemplare e ancora oggi con grandi difficoltà rispettiamo le regole. Ringraziamo Protezione Civile, Forze dell’Ordine ma soprattutto quelle persone di buona volontà che hanno assunto un comportamento rispettoso facendo il proprio dovere. Ringraziamo i cittadini».

Cittadini che, però, sono stati un po’ “strigliati” dal consigliere di PrimaVera Cassano Amedeo Venezia che ha vissuto direttamente l’emergenza dal punto di vista professionale, lavorando nel reparto Covid-19 del “Miulli”: «mi fa amaramente riflettere come in molti suoi esponenti e cittadini Cassano abbia mostrato un volto disumano», ha detto. «Non c’è stata una vera solidarietà. Anzi, c’è stato un distanziamento, oltre che fisico e sociale, anche umano. Molti cittadini mi chiedevano i nominativi delle persone che erano contagiate: cosa che mi ha moralmente mortificato. C’è stato quasi un atteggiamento “delatorio” da parte di cittadini verso altri cittadini. Cassano ancora una volta ha perso un’opportunità: quella di mostrarsi un paese solidale». Questi comportamenti, per Venezia, sono dovuti alla mancanza di «una corretta educazione sanitaria. Il Covid-19 ci ha insegnato che anche in una società evoluta come la nostra è prevalso purtroppo il concetto che coloro che approfondivano la conoscenza di questa pandemia sono stati meno considerati di coloro che parlavano e basta. Sono prevalsi i numeri rispetto alla solidarietà. Invece che solidali, siamo stati delatori. Mi auguro che questa frattura che c’è stata tra i cittadini di Cassano non sia conseguenza di una frattura che c’è a livello amministrativo. Abbiamo ancora una volta dimostrato di essere un paese fazioso».