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ETS, RUN, RTS… ancora molti i dubbi nel settore dell’associazionismo

di Leonardo Losito

La Riforma del Terzo Settore continua a rimanere un vero rebus per tutte quelle associazioni che non masticano il linguaggio ostico presente nei lunghissimi D.L. 117/2017 e 112/2017.

Per molti, inoltre, quella del 2 agosto 2019, termine per la richiesta di riconoscimento, resta una data che rivoluzionerà la propria associazione non sapendo che il “passaggio” non è assolutamente obbligatorio!

Per offrire la possibilità alle associazioni di avere qualche delucidazione sull’argomento, il 29 maggio scorso, si è tenuto a Cassano un incontro durante il quale due esperti avvocati hanno sommariamente illustrato i decreti e si sono soffermati sulle responsabilità delle associazioni.

In attesa dell’inizio dell’incontro, avvenuto oltre mezz’ora dopo l’orario previsto, a far notizia più della nuova riforma, però, è stata l’erogazione di € 4.000 per un recente evento tenuto da una compagine di associazioni. L’episodio lascia ben sperare tutte quelle associazioni che hanno voglia di impegnarsi, ma che non hanno fondi sufficienti per coprire le spese necessarie per realizzare concretamente eventi. Sarà, quindi, forse questa l'”Estate Cassanese” che vedrà TUTTE le associazioni coinvolte e supportate?

Tornando all’incontro, i relatori si sono soffermati sulla necessità per le associazioni di svolgere attività di interesse generale previste dall’art. 5 del D.L. e sulle attività civiche, solidaristiche e di utilità sociale che di fatto consentono alle associazioni l’iscrizione nel Registro Unico Nazionale (R.U.N.), prima opportunità offerta dalla nuova riforma.

Interessate dalla riforma risultano le Organizzazioni di Volontariato, le Associazioni di Promozione Sociale, le Imprese Sociali, le Reti di Associazioni, le Società di Mutuo Soccorso e gli Enti Filantropici.

Con l’iscrizione all’albo, previa richiesta di riconoscimento da inoltrare necessariamente tramite notaio, si ottiene la personalità giuridica. Ovviamente la modifica dello statuto per l’adeguamento deve essere approvata da un’assemblea straordinaria dei soci ma, in questo caso, è consentito un quorum differente da quello della maggioranza qualificata. Altro vantaggio per i futuri E.T.S. risulterà il bilancio semplificato (bilancio dell’esercizio e conto economico e patrimoniale) per quelle associazioni che hanno un rendiconto economico inferiore ad € 200.000. Ulteriori agevolazioni per i nuovi E.T.S. saranno l’esenzione dall’imposta di registro, dai bolli e dalle tasse di successione per quelle fortunate realtà che risulteranno beneficiarie di donazioni immobiliari. Ancora più complicato il caso di quelle associazioni che impiegano personale retribuito e che deve risultare numericamente inferiore al 50% dei volontari ed al 5% degli associati.

I rappresentanti delle associazioni presenti, una decina in tutto, hanno potuto formulare varie domande mostrando difficoltà nel comprendere la complessa riforma che sembra essere stata studiata per controllare i bilanci di esercizio di associazioni che ora sembreranno più realtà imprenditoriali e meno semplici gruppi di volontari che hanno desiderio di divertirsi proponendo attività utili alla comunità.

La facoltativa e complicata attuazione della “trasformazione” si aggrava con la confusione in ambito fiscale, non trattata nell’incontro e che imporrebbe ai volontari costose consulenze presso commercialisti o, ancor meglio, associazionisti, figure esperte in materia, ma ancor poco presenti.

Nonostante la presenza di un paio di rappresentanti dell’amministrazione comunale resta, inoltre, incerta la posizione dell’amministrazione che, in futuro, potrebbe agevolare, con l’erogazione di contributi pubblici, solo i volontari che decideranno di iscrivere la propria associazione al nuovo Registro Unico Nazionale.