exportGermania e Francia frenano il made in Italy e rendono meno rotondo il bilancio dell’export nazionale. Positivo del 3,7% su base annua, spinto in particolare dal balzo delle vendite extra-Ue grazie allo scatto degli Stati Uniti. La performance europea è positiva dell’1,1% grazie agli ottimi risultati di Spagna, Polonia e Regno Unito mentre i due maggiori mercati di sbocco del made in Italy, Germania e Francia, perdono terreno nel mese rispettivamente dello 0,9 e del 4,8%.

In termini assoluti gli incassi delle aziende a febbraio sono lievitati di 1,1 miliardi rispetto allo stesso mese 2014, una crescita che rispecchia esattamente lo sprint di Washington, con acquisti rilanciati sia dalla forza del dollaro che dalla vendita di alcune navi, dunque commesse una-tantum. Spinta più che sufficiente per bilanciare invece il crollo del 28,5% in Russia, gap da oltre 200 milioni in un solo mese.

Il bilancio complessivo del made in Italy comunque migliora escludendo dal calcolo l’energia, in frenata per effetto dei lisitini più “magri”: per la manifattura il mese si chiude in crescita del 4,9%.

Tra i settori brillano in particolare le auto (+31,6%) e realizzano buone performance anche alimentari e mobili. Per il resto oscillazioni limitate, con segni meno non incoraggianti nel tessile, nella farmaceutica e nei macchinari.

Qualche segnale più interessante arriva dal lato delle importazioni, aumentate in media di un punto , del 6,8% se si esclude dal calcolo l’energia. La crescita (a febbraio a doppia cifra) di beni strumentali e beni di consumo durevole è ormai presente da qualche mese, segnalando una ripresa del ciclo di investimenti di imprese e famiglie.

Il saldo commerciale migliora a 3,5 miliardi, quasi un miliardo in più rispetto all’anno precedente.

Fonte: Il Sole 24ore.com – Sistema Puglia, Rassegna Stampa, Area Politiche per lo Sviluppo, Economia – Redazione Sistema Puglia