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Ex Casa Bianca, basolato piazza Moro, randagismo, extracomunitari, bagni pubblici: le interpellanze di Amedeo Venezia

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Il consigliere comunale del gruppo PrimaVera Cassano, Amedeo Venezia (componente della seconda Commissione Consiliare Permanente e iscritto al PD), ha postato sul proprio profilo Facebook, lo scorso venerdì 15 settembre, cinque interpellanze rivolte alla sindaca Maria Pia Di Medio.

La prima, inerente l’utilizzo della struttura comunale ex Casa Bianca, era già stata esposta nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, tenutosi il 31 luglio scorso: Venezia interrogava la sindaca per sapere l’orientamento dell’Amministrazione Comunale sull’utilizzo di quell’immobile e per conoscere cosa intende fare per la gestione socio-sanitaria di quei cittadini che vivono in condizioni di “fragilità” di tipo psichico e fisico.

Venezia ravvisava un’“emergenza sociale” rappresentata dal disagio delle famiglie che accudiscono persone portatrici di disabilità fisiche e psichiche, l’assenza di un Centro Diurno Comunale polifunzionale di assistenza socio-sanitaria nel nostro paese e la necessità di accorpare in un’unica struttura i diversi servizi sanitari dell’ASL Bari dislocati sul nostro territorio comunale (facendo seguito all’istanza del Partito Democratico).

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Le altre quattro interpellanze portano la data del 31 agosto 2017, sono state regolarmente protocollate presso il Comune di Cassano delle Murge e riguardano: la condizione del basolato in piazza Moro, via maggior Turitto e via Marconi, il fenomeno del randagismo e la situazione strutturale del canile comunale, numero e provenienza dei cittadini extracomunitari residenti a Cassano, i servizi igienici pubblici del nostro Comune.

Nello specifico, in merito alla questione del basolato delle zone centrali del paese, Venezia chiede alla sindaca Di Medio se l’Amministrazione «è consapevole del grave stato in cui versano le suddette strade» e se non siano necessari interventi manutentivi, se si ritenga di intervenire con urgenza per garantire la pubblica sicurezza (vista anche la presenza, in quelle aree, di un parco giochi, del Comune e della Sala Consiliare, della Chiesa Matrice e di attività commerciali che richiamano cassanesi di tutte le età), perché gli interventi su via Marconi (di qualche settimana fa) siano stati solo parziali e se sono previsti «interventi di ripristino completo delle suddette strade cittadine e con quale tempistica».

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Randagismo e canile: Venezia ricorda alla sindaca che è compito dell’Amministrazione Comunale attuare i piani di controllo delle nascite di cani e gatti, risanare il canile comunale e costruire rifugi per cani, gestire canili e gattili direttamente o tramite convenzioni con associazioni, organizzare percorsi formativi per i proprietari dei cani, identificare e registrare in anagrafe canina i cani rinvenuti sul territorio o ospitate nei rifugi e nei canili. Il Comune di Cassano delle Murge, ricorda ancora Venezia, «è proprietario del canile-rifugio denominato “Dog House” […] ed è convenzionato con il canile “Natura Center Soc. Coop.”». Tenuto conto, inoltre, «che la presenza di cani randagi, di varia taglia, sovente riuniti in branco e vaganti nel centro abitato, in particolare durante le ore notturne, mette a repentaglio sia l’incolumità fisica dei cittadini sia determinando, con le deiezioni di tali animali, condizioni igieniche ed ambientali molto precarie nel nostro paese, in particolare nel centro storico e nelle zone adiacenti», Venezia chiede alla sindaca quali strumenti concreti l’Amministrazione Comunale intende adottare per limitare il fenomeno del randagismo, se sia in grado di fornire il numero dei cani accalappiati negli ultimi sei mesi e quali sono le condizioni strutturali del canile municipale ed il numero dei cani attualmente ospitati.

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Per quanto riguarda la questione extracomunitari residenti nel nostro territorio comunale, Venezia evidenzia le difficili situazioni presenti nel centro storico, dal punto di vista del decoro urbano, dell’igiene e della vivibilità «in virtù del comportamento poco consono ad un vivere civile, evidenziandosi in conflitti interpersonali spesso fisici e violenti a cadenza pressoché quotidiana nonché in deturpazione di muri e di infrastrutture, presenza di deiezioni umane ed animali e da disturblo della quiete pubblica, in particolare durante le ore notturne, tenuto sia da persone extracomunitarie sia da talune persone di etnia europea nonché italiani […] poco inclini ad un rispetto del territorio e del vivere sociale».

Visti tali disagi, dunque, Venezia chiede se l’Amministrazione Comunale sia a conoscenza di queste situazioni, se conosca il numero dei cittadini extracomunitari censiti e residenti nel nostro Comune (in particolare nel centro storico), quante di esse sia munite di regolare permesso di soggiorno, quali abitazioni occupano e se sono in possesso di un regolare contratto di affitto e se si intende procedere «con la massima urgenza, nei riguardi di tutti coloro che deturpano il centro storico al fine di tutelare i tanti cittadini che sono costretti a vivere in condizioni di degrado igienico e civile».

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L’ultima delle interpellanze riguarda i bagni pubblici: il nostro Comune ne ha tre, situati nei pressi di piazza Dante, in piazza Merloni e in piazza Galilei. «Tali servizi igienici pubblici – scrive Venezia – versano in condizioni igieniche ed architettoniche pessime e pericolose per l’incolumità dei cittadini nonché risultano costantemente chiusi al pubblico utilizzo durante le ore diurne».

Venezia quindi chiede se esiste un personale comunale addetto alla pulizia dei bagni pubblici, se esiste un orario entro il quale usufruire di tali strutture e se lo stesso sia esposto pubblicamente, se si intende migliorare, sia dal punto di vista strutturale sia da quello igienico la condizione dei bagni e se si intende permettere l’utilizzo di tali strutture per un periodo di tempo maggiore, soprattutto quando è maggiore la presenza dei cittadini, in particolare gli anziani, negli ambienti del nostro paese.