da Legambiente Cassano delle Murge

(foto da comunicato stampa)

L’imponente Gelso bianco (Morus alba) ubicato nello spiazzo su via Colamonico è divenuto nel corso della sua lunga vita, quasi centenaria, uno dei simboli del patrimonio ambientale di Cassano delle Murge e per questo va assolutamente tutelato e salvato.

«Non si tratta di un albero qualunque – spiega Pasquale Molinari, presidente Legambiente Cassano – ma rappresenta un’importantissima testimonianza della civiltà contadina. Ed è proprio il suo significato di “custode delle antiche tradizioni” che ci ha spinto a cercare una alternativa all’abbattimento e quindi alla sua morte: uno spettacolare trapianto del grande albero in altro luogo, magari in un’area ricadente nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, dove poter avviare, nella tranquillità della natura, un recupero strutturale dello stesso attraverso l’installazione permanente di una struttura di sostegno oltre ad un recinto di protezione. A intervento completato, per curarlo “basterà bagnarlo e fertilizzarlo da terra”. E così, il Gelso Bianco potrà restare una preziosa parte del paesaggio murgiano per molti altri anni a venire.

Un’operazione straordinaria, senza precedenti, che vorremmo fosse coordinata, sinergicamente, dal Comune di Cassano delle Murge, Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Vivai presenti sul Territorio e Legambiente. Per questo, in queste ore, stiamo inviando a tutti gli attori una richiesta di rete, partecipazione e contributo.

Perché l’albero è per sua natura un essere vivente a “crescita indefinita”, per cui in condizioni favorevoli di suolo, esposizione, clima e cure può raggiungere, come è ben noto, età, dimensioni, caratteristiche eccezionali e quindi resistere e ancorarsi al terreno.. alla vita con le sue radici.

Allora questa azione corale, se condivisa e messa in atto, potrebbe portare la nuova dimora del Gelso verso un progetto ancora più ampio di Educazione Ambientale per le Scuole: l’Albero Salvato e le Sue Radici. E questa storia di salvataggio potrebbe diventare un’attrazione per i tanti escursionisti delle nostre murge: il Gelso Bianco, un Monumento alla Resilienza.

Prima di arrivare a questa nostra richiesta – continua Molinari – abbiamo interpellato un agricoltore di Vivaro, Mauro Rizzotti, che si occupa da più di vent’anni della salvaguardia e della cura dei Gelsi antichi, in dialetto fruliano i “morâr”, spesso utilizzati per consolidare il terreno lungo i canali e le strade, ma da secoli utilizzati sia per la produzione di frutti, bianchi o neri, sia per la raccolta delle foglie fresche, destinate ai bachi da seta. Nella sua proprietà ne ha messi a dimora «circa un migliaio» e corre da una parte all’altra dell’Italia del Nord e del centro per curare e salvare gli ultimi esemplari. Mauro ha condiviso e supportato la nostra idea verde con foto di diverse operazioni di salvataggio di Grandi Gelsi e alcune indicazioni da far seguite durante l’eventuale intervento straordinario».

… Molti anni fa, ero ancora agli inizi, da un giorno all’altro, quaranta alberi persero le foglie. Chiamai la forestale e il tecnico che venne a vedere le piante mi disse: ti moriranno tutte, sono state intaccate dai funghi, non c’è niente da fare. Ma io non lo accettavo, non potevo rassegnarmi. In un’altra delle tante notti trascorse senza dormire, per via dei suoi alberi, ha cercato di pensare a come salvarli. Ho fatto quello di cui secondo me avevano bisogno: li ho bagnati e fertilizzati direttamente da terra. Li ho salvati tutti… Mauro Rizzotti

Pertanto come volontari Legambiente, da sempre difensori del territorio, della natura e delle sue tradizioni, ci auguriamo che questa nostra richiesta torvi presto una corale partecipazione e fondamentale contributo da parte di tutti i soggetti chiamati in causa per salvare e mettere in sicurezza un pezzo di storia cassanese dal grande valore di biodiversità ed ecologico, così da procedere celermente ad un intervento di potatura di riduzione, espianto dell’albero e sua piantumazione, ovvero ri-collocazione.

In questi giorni di festa ambientale, ricordiamo che le alberature sono fondamentali per il miglioramento della qualità dell’aria nelle città, intercettando i metalli pesanti e abbattendo la CO2 atmosferica, e per regolare il microclima urbano, questa sorta di termoregolazione avviene attraverso un processo chiamato “evapotraspirazione”: le foglie fogliari rilasciano vapore acqueo nell’ambiente facendo in modo che la temperatura dell’aria si abbassi.

Pertanto suggeriamo di continuare a piantare e curare gli alberi urbani dedicando loro una costante manutenzione e una vitale quanto adeguata aiuola di terra.

 

Tags: , , ,