di Nicola Surico

il presidente del Comitato festa patronale Damiano Baldassarre (foto d’archivio scattata da Annarita Mastroserio)

Come consuetudine, anche quest’anno il presidente del Comitato Feste Patronali, Damiano Baldassarre, ha snocciolato i dati relativi al bilancio della Festa Patronale in un incontro pubblico che si è tenuto in piazza Moro, dinanzi alla sede del Comitato Feste, domenica 9 settembre.

I dati meramente numerici dicono che tra offerte varie, contributi degli sponsor e contributi del Comune sono stati raccolti 51.763,48 euro (con una flessione rispetto al 2017 di circa il 5%, vale a dire circa 3.000 euro in meno), a fronte dei quali, con una gestione prudenziale della spesa, ci sono state uscite per 48.561,31 euro. Si è chiusa, quindi in attivo la gestione 2018, che ha consentito di ripianare il disavanzo 2017 (pari a euro 1.495,00) e avere un saldo attivo in banca pari a euro 1.607,17.

Al termine della presentazione del bilancio ai cittadini, il presidente Baldassarre ha rassegnato le dimissioni dall’incarico, provocando di fatto anche lo scioglimento dello stesso Comitato Feste Patronali. Noi de “L’Obiettivo” lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Presidente Baldassarre, partiamo dal bilancio della festa: questa volta si è chiuso in attivo, avendo anche risanato il deficit precedente…

Sì, una gestione oculata lo ha reso possibile. È chiaro che abbiamo operato delle economie e dei tagli: in particolare, abbiamo risparmiato 1000 euro sui costi delle luminarie, abbiamo eliminato la seconda banda del giorno 2 agosto con un risparmio di 2000 euro. Ulteriore risparmio di 500 euro lo abbiamo avuto commissionando ad una sola impresa un solo fuoco d’artificio, decisamente più corposo, che abbiamo pagato 7500 euro (i due fuochi degli anni scorsi costavano complessivamente 8000, ma non avevano soddisfatto i cittadini, che quest’anno invece hanno espresso giudizi positivi). E devo aggiungere che i commenti riguardanti le luminarie, le bande e il fuoco d’artificio quest’anno sono stati più che lusinghieri.

Nelle voci di spesa rientrano anche le azioni di carità…

Per quanto concerne l’azione di carità (che, è bene ricordarlo, ci viene ricordata dalla Conferenza Episcopale Regionale), quest’anno è stato possibile ampliarla, facendo dono di pacchi agli extracomunitari per tutte e tre le giornate per un importo di 450 euro; dando dei servizi a due famiglie per un importo di euro 400; e donando 250 euro alla Caritas parrocchiale della Chiesa S. Maria Assunta e 250 euro alla Caritas della Chiesa Madonna delle Grazie.

La risposta dei cittadini, in termini di offerte, è stata inferiore o identica agli anni precedenti?

Nella raccolta si registra, purtroppo, un trend in discesa rispetto agli anni scorsi, con una flessione all’incirca del 5% (circa 3000 euro in meno). Invariato, invece, il contributo dell’amministrazione comunale.

La partecipazione popolare alla processione, nonostante i suoi reiterati inviti, rimane piuttosto scarsa…

In un paese di circa quindicimila abitanti, è chiaro che ci si può aspettare una maggiore partecipazione. Quest’anno è stata quella che tutti avete visto, è auspicabile che per gli anni a venire ci possa essere una maggiore partecipazione alla processione della sera del 2 agosto, in particolare da parte dei bimbi che fanno la prima comunione, nonché quella delle congregazioni religiose.

Veniamo alle sue dimissioni. Solo una provocazione, stanchezza o cosa?

Non sono una novità. Ogni anno, a fine festa, mi è sembrato opportuno rimettere il mandato nelle mani del parroco. Non sono mai state rese pubbliche e ogni volta ho ricevuto il reincarico da don Francesco. Avendo sempre, ad ogni incontro pubblico celebrato, fatto invito ai cittadini a partecipare e collaborare come componenti del comitato festa, quest’anno per rendere ancor più efficace il mio invito ho ritenuto di rendere pubbliche le mie dimissioni, determinando di conseguenza lo scioglimento del comitato stesso affinché questo possa eventualmente generare un ricambio, anche generazionale, dei componenti, avendo alcuni degli uscenti manifestato una certa stanchezza. E quando il parroco lo riterrà opportuno, convocherà certamente quanti manifesteranno interesse al fine di comporre un nuovo comitato.

Se don Francesco riterrà di rinnovarle la fiducia, è pronto a rimettersi in gioco?

Non so quali saranno le intenzioni di don Francesco. In futuro avremo modo tutti quanti di conoscere le sue determinazioni. Se dovesse contattarmi per un eventuale ulteriore impegno, e ci dovessero essere le condizioni per fare magari anche meglio di quello che sono riuscito a fare in questi anni, non mi tirerò indietro.

 

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