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Fiera del Levante: l’Intervento del Presidente Emiliano

michele emilianoRivolgo a tutti voi il più caloroso benvenuto.

Questo per me è il discorso più importante dell’anno e devo ringraziare per prima cosa 306 italiani, in prevalenza pugliesi, che ieri pomeriggio attraverso i social network mi hanno aiutato a prepararlo.

Non è stato facile perché tutti noi stavamo anche guardando gli U.S. Open con le lacrime agli occhi per la felicità.

Flavia Pennetta from Brindisi e Roberta Vinci from Taranto hanno dato al loro Presidente e a noi tutti una tra le più grandi soddisfazioni sportive della storia della Puglia, al pari delle grandi vittorie e dei record di Pietro Mennea, indimenticabile amico ed atleta.

A loro giunga tutto il nostro calore!!!

Mi sarebbe tanto piaciuto andare a New York per festeggiare questo evento che intendiamo sottolineare al loro rientro in Patria in modo adeguato.

Ma il mio dovere me lo impedisce.

Per noi qui in Puglia la partecipazione e la responsabilità verso i cittadini sono un metodo consolidato, che presto diventerà una legge regionale, spero tra le più avanzate del mondo.

Oggi sono emozionato di essere qui accanto al sindaco di Bari che si è formato politicamente sin da giovanissimo nella giunta comunale che ho avuto l’onore di guidare, e saluto con affetto e stima tutti i sindaci e i Presidenti delle altre Province pugliesi.

Sosterremo i vostri sforzi per rimediare agli errori e alle mancanze della riforma delle Province che provoca tante angosce e preoccupazioni negli amministratori e nelle famiglie dei dipendenti. Il salvataggio del Conservatorio Paisiello di Taranto che ho fortemente perseguito assieme al Sottosegretario D’Onghia, non doveva neppure porsi come problema. Eppure la cattiva qualità legislativa ci ha messo di fronte a scelte che abbiamo affrontato con determinazione.

Sono felice di aver visto amministratori e cittadini manifestare assieme al sindacato, a piedi nudi, a favore del dovere di accoglienza dei migranti e dei rifugiati.

La chiusura verso lo straniero è un limite allo sviluppo delle nazioni, soprattutto di quelle più progredite, tanto che nei grandi imperi della Storia l’identità etnica è sempre stata un elemento secondario e progressivamente privato di centralità a favore di una convivenza fondata sul principio di eguaglianza tra cittadini e stranieri.

Nessuno tra coloro che mi hanno seguito nella scrittura di questo discorso ha dato suggerimenti xenofobi o contrari all’accoglienza dei nostri fratelli migranti.

Un carattere tutto italiano e pugliese, perché qui affrontiamo il fenomeno da 30 anni con serietà, lucidità, professionalità, senza scandali e soprattutto con umanità semplice e infaticabile.

La nostra terra dunque è per noi motivo di orgoglio e di stimolo: nessun disfattismo e niente gufi metaforici, solo quelli veri che sono la trasfigurazione di Atena, dea della sapienza suggeritrice di Ulisse al quale la scaltrezza non sarebbe altrimenti bastata.

Il cittadino Michele Laporta ci propone: La Puglia sia la punta di diamante per il rilancio del Mezzogiorno…. e la politica dia più spazio a coloro che meritano… la meritocrazia non sia solo uno slogan.

Fabio Wellington mi scrive: cerchi di fare il possibile per questa regione…proteggiamola e diamole il lustro che le serve affinché diventi la locomotiva del sud.

Antonio Lada: Perché paghiamo le stesse tasse del Nord per avere un centesimo dei servizi? Perché non si porta l’alta velocità in Puglia?

Rocco Carrasso: le basi della vita dei “Terroni” è BASATA SUI DIRITTI E DOVERI. Il dovere del Governo è quello di darci le infrastrutture nella stessa misura del nord. Strade, Ospedali, Scuole I meridionali sparsi nel mondo hanno contribuito alla ricostruzione del paese nella stessa misura degli altri. Perché a noi viene concesso poco e male?

Giuseppe Porfido: Non dobbiamo chiedere, ma proporci di fare, di agire, di stimolare noi stessi. Di cambiare radicalmente la pubblica amministrazione, di far funzionare tutti gli uffici pubblici, le scuole le università. Nessuno ti regala nulla.

Rino Desiante: Presidente, o il governo punta allo sviluppo del Sud e non al suo sfruttamento o l’Italia non si salva! Turismo, agricoltura, arte, non trivelle e Idrocarburi per le multinazionali, senza ritorni per il meridione. Basta allo sfruttamento!

Mimino Bianco: Presidente, i problemi del nostro Salento sono tanti e come sostieni, in 15 minuti non si possono affrontare! La forte richiesta è la FRECCIA ROSSA che parte da Lecce, per non essere il Salento emarginato!

E Marcella Favia chiude alla grande queste emozionanti idee con la visione strategica del nostro programma di governo: Signori qui in Puglia abbiamo intenzione di costruire una sezione distaccata del Paradiso…

Veri fuoriclasse questi italiani che continuano a votare e a fidarsi delle loro istituzioni, della politica come governo delle cose reali e anche come arte della riconciliazione e dell’unità tra gli uomini di buona volontà per mettere insieme energie positive.

I pugliesi sono un popolo positivo, che non si rassegna alla mediocrità, alla prepotenza, alla sgarbata superficialità che ogni tanto utilizzano contro di noi.

Essi fanno parte del popolo del sud che resiste, lavora e ama l’Italia, nonostante le ingiustizie subite e le responsabilità che assumiamo davanti alla Storia.

Per questa ragione crediamo nel riscatto del nostro Paese attraverso l’impegno e il sacrificio di coloro che fanno il proprio dovere nel rispetto della Costituzione e delle Leggi.

Per questa ragione sosteniamo ogni Governo della Repubblica Italiana come abbiamo fatto in precedenza con i tanti Presidenti del Consiglio che in questi 79 anni sono arrivati qui per inaugurare la Fiera del Levante.

Apprezziamo la svolta generazionale e di parità di genere espressa con la scelta dei Ministri cui auguriamo buon lavoro e con i quali collaboriamo lealmente.

Riteniamo inoltre che anche Ministri non originari del sud Italia possano tutelare questa porzione del nostro territorio con la stessa passione e determinazione di ogni altro italiano.

Ma il Paese non può fare a meno dei cittadini del sud.

Nessuno può pensare di fare per noi senza di noi. Vogliamo partecipare al gravoso lavoro che il governo inizierà per affrontare i limiti di sviluppo evidenziati dal rapporto Svimez, che purtroppo ha confermato dati economici ben conosciuti da molti anni. Ma che in Puglia trovano un principio di inversione: nel primo semestre dell’anno la Puglia recupera rispetto al dato negativo del primo trimestre (-5,5%), segnando un +2,6% di PIL. Non è un dato eccezionale rispetto all’Italia (nella graduatoria generale la Puglia è undicesima) tuttavia è interessante per le ottime performance nei settori tradizionali (+64,2 prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, + 53,5% prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere, +12,5% mobili, +7,8 prodotti tessili), per l’exploit nei paesi extra UE (+22%), e per il fatto che nella crescita questa volta non c’è l’acciaio, visto che la categoria “metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti” è in calo del 44,6%.Computer, apparecchi elettronici etc. crescono dell’83,4%, apparecchi elettrici del 28,7%, mezzi di trasporto del 21,6%, Coke e prodotti petroliferi +55,3%.

Qui non facciamo piagnistei: sono superflui e possono far pensare a una nostra indolente debolezza. Semmai siamo accusati di essere troppo orgogliosi.

Piangiamo di solito solo ai funerali, dei lavoratori che purtroppo ancora muoiono per la colpevole volontà di sfruttamento, degli imprenditori che non resistono alla fine delle loro aziende o che resistono eroicamente al pizzo che viene loro richiesto, dei magistrati e dei tutori dell’ordine uccisi dalla mafia, dai giornalisti assassinati e fatti sparire per sempre.

In questi ultimi anni abbiamo fatto cose straordinarie in Puglia, apprezzate da tutti nel mondo, anche se durante la più grave e lunga crisi economica dello Stato unitario la nostra lotta è stata durissima.

Ecco perché abbiamo stabilito nel nostro programma di dar vita ad uno strumento universale di contrasto alla povertà, che abbiamo chiamato “reddito di dignità” perché verrà erogato in cambio di prestazioni sociali, compresa la formazione e la riqualificazione professionale per evitare che divenga un disincentivo a cercare un lavoro.

Vogliamo qui ribadire gli impegni che intendiamo assicurare al Governo.

Innanzitutto ci adopereremo affinché alle genti del sud sia assicurato il diritto di fondare la propria vita sul lavoro di impresa o dipendente e sull’apprendimento e la formazione permanenti, senza pretendere privilegi o remunerazioni che violino l’eguaglianza o mortifichino il merito.

Ci impegneremo a far sì che ciò avvenga attraverso la formazione, la scuola e le università pubbliche che devono assicurare pari opportunità in ogni parte del territorio nazionale, evitando la disgregazione delle nostre comunità causa di nuovi fenomeni migratori per mancanza di lavoro.

Una lunga vita felice, il titolo del nostro programma di governo, significa aumentare la capacità della Puglia di essere un luogo dove si può lavorare, contenendo l’esodo verso il Nord attraverso nuove opportunità.

Siamo fieri delle risorse umane pugliesi apprezzate ovunque all’estero.

Dobbiamo rendere la Puglia una terra dove i talenti restino o ritornino. Come?

Il presidente del CNR Luigi Nicolais ha rilevato che in Puglia alla luce di un investimento enorme in ricerca abbiamo attratto numerose multinazionali creando un circuito virtuoso.

Ora bisogna passare alla fase della industrializzazione della ricerca, evitando che le imprese trasferiscano altrove il know how acquisito qui.

Possiamo farlo attraverso il sostegno alle start up, organizzando politiche di investimento sul capitale di rischio delle nuove aziende.

Creeremo in Puglia acceleratori di impresa sul modello nord-americano in cui il pubblico sostiene la parte di ricerca pre-industriale, ma la selezione in entrata e in uscita delle iniziative, idee, brevetti che possono avere uno sviluppo, deve esser fatto da operatori privati che ritengono di poter poi investire su quei progetti.

L’idea che la ricerca debba trasformarsi in impresa deve valere per tutti i settori, a cominciare dalla agroindustria.

La lotta alla xylella attraverso la ricerca di una cura, può diventare un grande investimento, perché ovunque nel mondo questa malattia fa danni enormi senza che esistano ancora rimedi efficaci.

La nostra nuova governance regionale obbliga gli assessorati ad agire in maniera integrata. Ad esempio, tra sviluppo economico e agricoltura. È in corso un tavolo negoziale, il primo in Italia, per verificare le modalità del passaggio di alcune risorse imputate al PSR (quindi agricoltura in tema di trasformazione dei prodotti agricoli) al FESR.

Questo significa che i due assessorati dello Sviluppo economico e dell’Agricoltura ragionano, nel rispetto delle filiere produttive, con l’obiettivo di sostenere l’industria agricola. Se noi abbiamo l’ambizione di consentire alle nostre risorse umane di rimanere o tornare, cosa più dell’agricoltura può aprire spazi di mercato?

Ovviamente questo passa attraverso un rafforzamento e un sostegno alla ricerca applicata all’industria. E dall’individuazione di schemi e modelli di collocazione del prodotto sul mercato che consentano di saltare una parte dei passaggi della filiera distributiva, che oggi sono il vero punto di debolezza del nostro sistema produttivo agricolo.

Vogliamo promuovere il marchio “prodotto di Puglia” e intendiamo tutelare in ogni sede, anche europea, le produzioni e le aziende agricole italiane che non devono essere pregiudicate dalla lontananza dai mercati.

Grottaglie può diventare un grande hub logistico utilizzando la piastra del freddo (che già esiste per usi industriali) a fini agricoli, creando una interconnessione delle infrastrutture con la Basilicata e la Calabria e dando poi concreta prospettiva di rilancio al Porto di Taranto ed al suo retro porto.

L’interconnessione con le altre Regioni del Sud deve essere favorita anche dalle strategie dell’Acquedotto Pugliese che può ambire a diventare gestore sovraregionale della distribuzione dell’acqua.

Il definitivo decollo dell’Acquedotto ha però un limite perché la sua concessione scade nel 2018.

Allo stesso modo intendiamo favorire, anche attraverso i Comuni e le Regioni, investimenti italiani e stranieri nel nostro territorio senza pregiudizio per l’ambiente e la salute, anche al fine di aumentare il nostro contributo tributario alla Nazione.

Assumiamo quale priorità nazionale la parità di accesso al credito su tutto il territorio e identiche condizioni assicurative, di prezzi e di salari.

Affermeremo ovunque il diritto di tutti a viaggiare e a far viaggiare merci su treni, aerei, vie d’acqua, strade ed autostrade agli stessi prezzi per chilometro e nelle stesse condizioni di manutenzione e sicurezza in tutto il territorio nazionale.

Pretendiamo tendenziale parità di valori per gli investimenti infrastrutturali in tutto il territorio nazionale secondo una valutazione di priorità effettuata dal Parlamento. Chiediamo che il sistema delle accise sui carburanti tenga conto dello stato dell’economia delle singole zone del Paese dove devono essere applicate.

Ci impegniamo ad usufruire nei termini previsti delle politiche europee di coesione e dei relativi fondi strutturali al solo fine di colmare i ritardi delle zone sottoutilizzate e a impedire in ogni sede alle regole del patto di stabilità di bloccare, ostacolare o anche solo rallentare gli investimenti strategici.

Attendiamo che la promessa del Governo di esentare i cofinanziamenti dal rispetto del patto di stabilità sia immediatamente mantenuta.

Difenderemo i fondi destinati al Mezzogiorno e ci opporremo a che vengano utilizzati per usi diversi, come accaduto in passato per le multe delle quote latte e per le coperture degli sgravi fiscali del Jobs act per 3,5 miliardi di euro.

Il successo che il governo sta ottenendo sulle trasformazioni dei contratti è dunque anche frutto del sostegno del Mezzogiorno che generosamente, e senza essere stato interpellato, sta contribuendo. Anche se molti sindaci ai quali erano stati assegnati i fondi adesso devono fare i conti con contratti di appalto per opere pubbliche che avevano stipulato e che non possono essere eseguiti.

Siamo convinti che nelle Regioni ad obiettivo coesione siano possibili deroghe concesse dalla UE che ripristinino il credito di imposta per gli investimenti produttivi.

Desideriamo anche rilanciare il progetto di una banca del sud che supporti in modo speciale le iniziative economiche e infrastrutturali del Mezzogiorno.

Intendiamo anche difendere il lavoro dei Magistrati e delle Forze di polizia che tutelano la legalità e che lottano contro le mafie operanti in tutto il territorio nazionale. Crediamo nell’antimafia sociale secondo la lezione di Giovanni Falcone e di Don Luigi Ciotti e nella necessità che in tutti i Comuni d’Italia siano istituiti appositi uffici che si occupano della educazione dei cittadini alla legalità ed al civismo, finanziati aumentando le facoltà di costituzione di parte civile degli enti locali in tutti i processi nei quali siano lesi detti interessi.

Siamo pronti a sostenere norme contro il degrado urbano che per un verso rendano punibili tutte le condotte che violano la sicurezza, il decoro, la bellezza, l’igiene e la percezione della sicurezza da parte delle comunità e per altro consentano nelle periferie urbane la dichiarazione dello stato di emergenza da degrado urbano prevedendo in questi casi deroghe alle normali tempistiche sui lavori pubblici e privati.

Voteremo in Consiglio Regionale una legge sulla tutela della bellezza delle città e del paesaggio rurale che i sindaci del sud, partendo da Pollica, città di Angelo Vassallo, hanno proposto assieme a Legambiente: è nostro intendimento ripulire città e campagne da immobili brutti, condonati in zone di pregio o sottoposte a tutela, inutili, che consumano vanamente territorio consentendo, in aree preventivamente individuate nei Pug, lo spostamento con premialità dei volumi demoliti lasciando dunque anche all’iniziativa privata ed al mercato il ripristino del disegno urbano e del paesaggio.

Consideriamo l’investimento sulla prevenzione del dissesto idrogeologico e sulla tutela del nostro patrimonio culturale come vero impulso all’economia del Paese, consapevoli che tali opere sono in grado di produrre la più alta intensità di posti di lavoro.

Chiediamo inoltre che le compensazioni ambientali siano esentate dal patto di stabilità per evitare l’assurdo di non poterle investire a tutela del paesaggio e della salute pubblica.

Siamo pronti a prenderci la nostra responsabilità nella diminuzione della spesa pubblica improduttiva, procedendo ad ogni livello istituzionale ed in ogni comparto dello Stato, a tagli che consentano di rispettare gli impegni europei senza ledere i diritti fondamentali delle persone previsti dalla Costituzione e senza violare il principio di eguaglianza. Chiediamo che in ogni comparto dello stato ed in particolare in quello sanitario non ci siano discriminazioni sulla ripartizione dei fondi.

In particolare siamo convinti che sia necessario imporre il sistema dei costi standard per l’erogazione e l’acquisto di beni o servizi, con identico effetto su tutto il territorio nazionale al fine di tutelare il principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e renderlo effettivo attraverso la lotta agli sprechi ed alla corruzione.

Vogliamo che eguaglianza e merito, pari opportunità e solidarietà nazionale, siano nuovamente la misura del nostro vivere quotidiano e del nostro amore per l’Italia unita.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Puglia – Sistema Puglia, Fiera del Levante 2015, Area Politiche per lo Sviluppo – Redazione Sistema Puglia