Nella seduta del 2 ottobre, il Parlamento europeo ha duramente condannato la decisione degli Stati Uniti di bloccare i fondi destinati all’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi.

“Terribilmente imperfetta”, sono state queste le parole usate dalla portavoce Heather Nauert, sottosegretaria di stato per la diplomazia e gli affari pubblici degli Stati Uniti, nel comunicare la decisione presa dagli USA di bloccare i fondi destinati all’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi.

L’agenzia è stata istituita nel 1949 per far fronte ai problemi sociali causati dal conflitto arabo-israeliano. Da allora si preoccupa di fornire i servizi essenziali per circa cinque milioni di rifugiati palestinesi distribuiti lungo Gaza, la Cisgiordania, la Giordania, il Libano e la Siria.

Le reazioni dalla plenaria del 2 ottobre

Nella seduta plenaria del Parlamento europeo di martedì 2 ottobre, tutti gli eurodeputati e i commissari sono stati pressoché unanimi nel condannare la decisione degli Stati Uniti di bloccare le sovvenzioni all’Unrwa.

Neoklis Sylikiotis, della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica e presidente della Delegazione per le relazioni con la Palestina, ha commentato: “Ci sono 5 milioni di rifugiati che stanno soffrendo in questo momento a causa dei tagli da parte degli Stati Uniti. L’8% delle persone che si trovano a Gaza dipendono completamente dal supporto fornito dall’Unrwa”.

José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, del Partito popolare europeo, ha aggiunto: “Questa decisione ricade su 5 milioni e mezzo di uomini, donne e bambini che non possiamo semplicemente ignorare”.

Johannes Hahn, commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati per l’allargamento nella Commissione Juncker, ha infatti dichiarato: “Senza l’aiuto di Unrwa e la prospettiva della soluzione a due Stati, ci saranno solo caos e violenza sia per i cittadini israeliani sia per quelli palestinesi”.

Il commissario ha però aggiunto che l’Unione Europea continuerà a essere “un sostenitore forte, affidabile e prevedibile? per l’agenzia”. Ha poi ricordato la dichiarazione fatta in occasione dell’assemblea ONU tenutasi a New York il 27 settembre in cui l’UE si impegnava a stanziare 40 milioni di euro supplementari a sostegno dell’Unrwa.

I paesi membri dell’Unione e l’UE stessa finanziano l’agenzia con un gettito di fondi pari a metà dell’intero budget dell’Unrwa, per un totale di donazioni pari a circa un miliardo e mezzo di euro nei soli tre scorsi anni.

I timori per il futuro di Gaza

Elena Valenciano, dell’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici, ha commentato la decisione statunitense sottolineando il pericolo che possa suscitare diffusi rancori e ostilità: “Gli Stati Uniti stanno cercando di rendere impossibile la soluzione a due Stati facendo sentire i giovani palestinesi sempre più abbandonati”.

Hilde Vautmans, dell’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa, si è chiesta se Donald Trump vuole “essere ricordato come quello che ha sepolto la soluzione a due Stati”, e ha aggiunto che “la nostra continuità nel sostenere l’Unrwa riveste un ruolo centrale per il futuro dello stato palestinese”.

Rosa d’Amato, dell’Europa della libertà e della democrazia diretta, ha detto: “Il supporto europeo è stato garantito a quattro generazioni di rifugiati palestinesi. Nell’amministrazione di Unrwa c’è senza dubbio spazio per dei miglioramenti, ma credo che i tagli degli Stati Uniti siano tutto tranne che produttivi per una prospettiva di pace nel Medio Oriente”.

Margrete Auken, dei Verdi – Alleanza libera europea e vicepresidente della Delegazione per le relazioni con la Palestina, parlando di Unrwa ha invece sottolineato il suo “fantastico lavoro”, e riferendosi alla, “sistematica sfida di Israele al diritto internazionale”, ha chiesto “qual è la risposta dell’Europa? Qualche mormorio preoccupato e una manciata di euro extra”.

Altre visioni

Bas Belder, dei Conservatori e riformisti europei e vicepresidente della Delegazione per le relazioni con Israele, ha invece puntato l’attenzione sul fatto che la decisione presa dagli Stati Uniti dà all “comunità internazionale un grande opportunità per poter cambiare e introdurre nuovi e razionali criteri per i rifugiati palestinesi”. Belder ha fatto riferimento ai “grandi deficit” dell’Unrwa e ha spinto l’Europa a “sostenere Washington nel suo campanello d’allarme contro la leadership palestinese”.

Marcus Pretzell, di Europa delle nazioni e della libertà, ha detto “è un vero e proprio scandalo il fatto che il governo tedesco si sia offerto di garantire una larga parte degli ex fondi statunitensi all’Unrwa. Dovremmo piuttosto chiudere quest’agenzia e cancellare tutte le sue risorse”.

Nella risoluzione approvata l’8 febbraio il Parlamento ha complimentato l’UNRWA per gli “sforzi straordinari” e ha espresso preoccupazione per il fatto che una riduzione dei fondi può danneggiare l’accesso all’assistenza alimentare di emergenza per 1,7 milioni di rifugiati palestinesi, alle cure mediche di base per tre milioni di palestinesi e all’istruzione per più di mezzo milione di bambini.

Fonte: Parlamento europeo