La Legge Regionale n. 30 del 3 novembre 2016, “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato”, mira a garantire protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dall’esposizione dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di matrice ambientale, confiurati da cocnentrazioni di gas radon negli edifici residenziali e non residenziali.

Il radon è un gas naturale che si sprigiona dalla crosta terrestre, molto pesante, pericoloso per la salute umana poiché può provocare il cancro se inalato.

Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che, accumulandosi in ambienti di vita confinati diventa una delle principali cause di tumore polmonare.

Si stima che sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea ogni anno ed oltre 3.000 in Italia.

Queste sono le premesse di una nuova interpellanza presentata dal gruppo consiliare SìAMO Cassano alla sindaca Maria Pia Di Medio.

La capogruppo Linda Catucci e il consigliere Zullo, inoltre, ricordano che la su citata legge regionale «specifica che sino all’approvazione del Piano regionale radon e agli adeguamenti degli strumenti urbanistici comunali, e salvo limiti di concentrazione più restrittivi previsti dalla legislazione nazionale, ovvero limiti specifici previsti per particolari attività di lavoro, per gli edifici esistenti, definiti dalle lettere a) e b) che di seguito indichiamo, sono fissati i livelli limite di riferimento, misurati con un valore medio di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due semestri primaverile-estivo e autunnale-invernale:

  • per gli edifici destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva;
  • ◦ per gli edifici non destinati all’istruzione, e aperti al pubblico con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva».

La Legge, ricordano i consiglieri di SìAMO Cassano, prevede che il Comune almeno per gli edifici indicati alla lettera a) di cui è proprietario, provveda, entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, ad avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon da svolgere su base annuale suddiviso in due distinti semestri (primavera-estate e autunno-inverno) e a trasmettere gli esiti entro un mese dalla conclusione del rilevamento ad ARPA Puglia.

In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il comune provvede Il mancato adempimento comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità e può essere disposto il conseguente sgombero forzoso dell’immobile.

Catucci e Zullo ricordano alla sindaca Di Medio che «siamo prossimi allo scadere dei diciotto mesi e a noi non risulta che il Comune abbia provveduto ad osservare le disposizioni di legge sopra menzionate» e appellandosi «alla Sua coscienza di mamma e di medico» chiedono di sapere se «il Comune di Cassano ha adempiuto alle disposizioni di legge avviando le misurazioni per gli edifici destinati all’istruzione, compresa la scuola materna al fine di tutelare la salute dei bambini e del personale docente e non docente e se gli esiti sono stati trasmessi ad ARPA Puglia: nel caso abbia provveduto (a noi comunque non risulta), se intende riferire sugli esiti delle misurazioni ai componenti del Consiglio Comunale e se i livelli di concentrazione sono entro il limite di legge; nel caso l’esito delle misurazioni (ovviamente sempre se effettuate) ha evidenziato un livello di concentrazione superiore al limite fissato dalla legge, se è stato predisposto il piano di risanamento con allegati tutti i contenuti formali e sostanziali per la realizzazione delle opere previste, con relativa proposta di crono-programma di realizzazione delle opere le cui previsioni non potranno superare un anno; se il piano di risanamento – ove predisposto – è stato sottoposto ad esame e parere alla ASL competente.

Ed inoltre, nel caso non abbia adempiuto, si chiede di conoscere tempi e modalità che si intendono seguire per assicurare la tutela della salute di piccoli e grandi che frequentano gli edifici scolastici di proprietà comunale».

Scarica l’interpellanza di SìAMO Cassano.

 

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