fbpx

Gestione rifiuti nell’ARO Bari 4: Zullo interroga Emiliano

Ignazio Zullo (foto Google)

Il presidente del Gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, ha presentato una lunga e articolata interpellanza rivolta al presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Michele Emiliano, per fare chiarezza sulla gestione dei rifiuti nell’ARO Bari 4 di Altamura, con particolare riferimento alla situazione di Cassano delle Murge.

L’argomento è già stato più volte trattato dal Consiglio Comunale di Cassano, con diverse interpellanze rivolte alla sindaca Di Medio e all’assessore alla qualità dell’ambiente Briano da parte dei consiglieri di opposizioni.

Ora se ne fa carico anche Zullo, in Consiglio Regionale, poiché, scrive in una nota, «c’è necessità di comprendere molti aspetti che riguardano l’attività del Comune, dell’ARO e della Regione in ordine alla conduzione dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani nei Comuni. A mio parere – sostiene Zullo – viene distorto lo spirito della L.R. 24/2012 che nasce per offrire maggiore qualità ed efficienza dei servizi e minori costi di gestione con conseguente riduzione della tassa rifiuti. In realtà sta succedendo il contrario, è depressa la qualità dei servizi e i costi e la tassa rifiuti sono sempre più onerosi».

«La TARI – scrive Zullo in un comunicato – è sicuramente una delle tasse più ingiuste che i pugliesi sono costretti a pagare: non solo perché la tariffa è fra la più alta d’Italia, ma anche perché più che pagare per un servizio i cittadini pagano un disservizio. La situazione dei Rifiuti è emergenziale in tutta la Puglia, ma quello che sta accadendo all’ARO Bari 4 di Altamura, in particolare agli abitanti di Cassano Murge, è paradossale. Tenuto conto che vi è una sostanziale differenza fra gli introiti previsti dal Piano Economico Finanziario per l’anno 2019 per ogni singolo Comune e quello che poi con delibere viene stabilito come costo da ripartire fra i cittadini dai singoli Sindaci. Solo qualche esempio: ad Altamura dove i costi a carico del Comune dovrebbe essere di oltre 7 milioni e 200mila euro lievitano nella delibera di giunta fino a calcolare la TARI per circa 14 milioni, vale a dire il doppio; così anche a Cassano Murge dove a fronte di un costo di circa 1 milione e 700 mila euro, poi, ai cittadini ne vengono richiesti 2 milioni e 400 mila euro.

A Cassano Murge però i cittadini pagano per un servizio che non è stato offerto non solo per la mancata organizzazione, ma perché l’azienda che lo svolgeva è fallita e il Comune in tutta fretta ha assegnato il servizio a un’ATI nella quale partecipava un’azienda che non è stata in grado di sostenere economicamente la raccolta dei rifiuti. Il risultato? Rifiuti dappertutto e bollette salatissime, una situazione non più sostenibile che presenta diversi lati amministrativi oscuri e tutti da chiarire.

Per questo ho rivolto un’interpellanza al presidente della Regione, Emiliano, nella speranza di avere qualche risposta, a cominciare da come sia stato possibile aggiudicare la gara ad un’ATI nel cui raggruppamento insiste un‘azienda che poi si è dimostrata debole sul piano economico-finanziario tanto da recedere dai contratti di Cassano e di altri Comuni (Santeramo) e perché, per quanto riguarda Cassano, le penali alla ditta ASV vengono calcolate dal 21/3/2019 e non dal 21/2/19 termine ultimo per l’avvio del servizio? Quando saranno incamerate affinché si possa assicurare una riduzione della TA.RI per i cittadini? Ma i dubbi sono davvero tanti e riguardano anche le norme del lavoro e igienico-sanitarie che, forse, non vengono totalmente rispettate dall’azienda subentrante».

Riportiamo di seguito integralmente, a beneficio dei lettori, l’interpellanza di Zullo che lo stesso consigliere regionale invita «a leggere per intero» poiché «esaustiva dell’intera questione».

Oggetto: interpellanza gestione rifiuti ARO BARI 4-ALTAMURA/Comune di Cassano Murge

Premesso:

con L.R. 24/2012 e successive modifiche la Regione ha inteso rafforzare le pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei Servizi pubblici locali tra i quali la gestione dei rifiuti al fine di massimizzare l’efficienza, l’efficacia, l’economicità e la qualità del servizio offerto al cittadino su cui ricade la tassazione che per intero deve coprire il costo del servizio, costo che ricopre in sé anche la quota di tempo lavoro che il personale dipendente o comunque contrattualizzato (vedi DEC) impiega per la gestione dei rifiuti.

Trattandosi di servizi pubblici, all’art. 14, co. 9 bis, della L.R. 24/12 è prevista l’adozione da parte degli ARO e conseguentemente la messa a disposizione del cittadino-contribuente della Carta dei Servizi e del sistema di valutazione della qualità del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti sotto il profilo dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità prevedendo altresì la valorizzazione del punto di vista del cittadino/contribuente e la rilevazione della soddisfazione degli utenti e degli operatori ai fini del miglioramento continuo della qualità dei servizi.

In molti contratti è prevista una DEC, ovvero una figura che affiancando i RUP verifica la regolare esecuzione dei contratti.

Purtroppo tutto ciò non è attuato dagli ARO e dai Comuni e ci ritroviamo con servizi molto spesso antieconomici, inefficienti e con tutela del territorio inefficace.

In particolare vengo all’ambito ARO Bari 4 di Altamura e riferisco ciò che succede nel Comune di Cassano delle Murge con disservizi che in ogni caso mi vengono riferiti sussistere anche negli altri Comuni. Intanto riferisco perché evidenziatomi da consiglieri comunali di opposizione del Comune di Altamura che con Deliberazione ARO n. 3 del 08/03/19 viene approvato il Piano Economico Finanziario per l’anno 2019 che come di seguito ripartisce i costi a carico del singoli Comuni e quindi si calcola la TA.RI per i cittadini:

  • Altamura €. 7.213.855,92
  • Gravina €. 4.526.474,86
  • Santeramo €. 2.703.077,96
  • Cassano €. 1.667.066,07
  • Grumo €. 1.647.355,20
  • Toritto €. 872.275,45
  • Poggiorsini € 161.947,93

Successivamente i Comuni approvano proprie delibere con costi differenti e più alti:

  • Altamura €. 13.843.243,64 (DCC 47/19)
  • Gravina €. 7.199.684,07 (DCC 7/19)
  • Santeramo €. 3.726.309,16 (DCC 15/19)
  • Cassano €. 2.387.727,21 (DCC 9/19)
  • Grumo €. 2.319.570,55 (DCC 13/19)
  • Toritto €. 1.376.715,56 (DCC 6/19)
  • Poggiorsini € 221.499,22 (DCC 7/19)

Ovviamente costi differenti, TA.RI calcolata come?

Ma veniamo a Cassano: l’art. 13 della suddetta L.R. prevedendo per il Comune la possibilità di avviare le procedure di risoluzione del contratto con la ditta operante (ATI TRADECO-MURGIA) ha indotto il Comune alla risoluzione del contratto con l’ATI suddetta nonostante, dopo la procedura di fallimento della TRADECO, la Murgia SERVIZI ECOLOGICI con l’avallo dei curatori fallimentari TRADECO, si dichiarasse pronta ad assicurare il servizio fino alla naturale scadenza contrattuale. Ciò è avvenuto senza alcuna valutazione della vantaggiosità per l’ente sotto il profilo della rispondenza agli obiettivi di qualità dettati dalla legge e dalle direttive europee e senza valutazione dell’eccessiva maggiore onerosità dei costi del nuovo servizio, vantaggiosità non accertata da una precedente valutazione effettuata dall’ing. D’Alessandro (ingegnere esterno officiato dal Comune) ma ribaltata in sole 24 ore e a posteriori (ovvero dopo l’avvenuta risoluzione del contratto) con ritardo di alcuni giorni come vantaggiosità sussistente dall’ing. Satalino.

A nulla sono valse le segnalazioni delle forze di opposizione in Consiglio Comunale con le quali si metteva in guardia il Sindaco circa le notizie che si potevano raccogliere con immediatezza ed agevolmente in internet sull’incapacità dell’ASV, nuovo gestore facente parte dell’ATI Teknoservice-ASV-Raccolio, nel sostenere i costi di investimento e di gestione del servizio per gravi difficoltà di ordine economico-finanziario che gravavano sull’ASV, incapacità che puntualmente è emersa nel corso della gestione da questa condotta tanto da arrivare ad una rimodulazione, ad avviso dello scrivente arbitraria e contra legem, del contratto che prevedeva l’onere per ASV di effettuare gratuitamente i servizi aggiuntivi previsti contrattualmente il cui costo era stato già fissato nell’offerta Teknoservice-ASV-Raccolio mentre di contro il Comune avrebbe rinunciato alle penali (di importo di gran lunga superiori rispetto ai servizi ottenuti dal Comune) derivati dalla mancata messa a disposizione dei mezzi, dai disservizi procurati e dal maggior danno subito dalla collettività per l’indecorosa e antigienica conduzione delle attività.

Purtroppo, dopo solo un mese, l’ASV ha dovuto dichiarare l’impossibilità della prosecuzione dei servizi per cui il Comune non ha fruito dei servizi aggiuntivi e non ha incamerato le penali che solo per i mezzi, secondo i miei calcoli, ammontano a 604.000 euro pari a 1.000 euro al giorno di mancata messa a disposizione per ogni mezzo.

Più volte i consiglieri di opposizione hanno fatto istanze al Comune di accesso agli atti con molte difficoltà, con risposte che dirottavano al RUP, all’ARO, alla DEC e senza un reale confronto sulla drammatica situazione della conduzione della gestione dei rifiuti nel territorio Comunale.

Dalle attività di sindacato ispettivo condotta da un Consigliere Comunale nell’esercizio del diritto-dovere del controllo viene accertato che con il verbale del 28/3/2018 n prot 586 la DEC, il RUP, l’assessore all’Ambiente del Comune di Cassano e la Teckoservice convalidavano la revoca dell’affidamento del servizio igiene urbana per il comune di Cassano alla ditta ASV per inadempienze degli obblighi contrattuali e affidavano lo stesso alla ditta Teckoservice assicurando a quest’ultima un determinato affrancamento dalle penali in caso di inadempienze contrattuali nella fase di avvio che non risulta nel verbale essere ben pre-determinata nei tempi. Allo scrivente appare molto ambiguo tale verbale atteso che è tutta l’ATI obbligata verso l’ARO e quindi verso il Comune di Cassano e che, venuta meno l’ASV, avrebbe dovuto essere per corso naturale la Teknoservice-Raccolio ad assicurare il servizio senza pretese senza condizioni da porre al Comune.

Non solo. Dall’atto si evince che le penali alla ditta ASV sono state applicate a partire dal 21/3/2019 termine della proroga e non dal 21/2/2019 data in cui la ditta risultava inadempiente e ciò non può essere perché le penali che dovevano scattare dal 21/02/2019 sarebbero state scontate dai servizi aggiuntivi che l’ASV avrebbe dovuto garantire al Comune per tutta la durata dell’appalto. Si verifica invece che ASV ha ottenuto la revisione del contratto, la non escussione delle penali e la mancata assicurazione dei servizi aggiuntivi e tutto questo sulla pelle dei cittadini che pagano la TA.RI..

Infatti dal 22 febbraio l’ASV avrebbe dovuto pagare al Comune 1.000 Euro al giorno per ciascun mezzo utilizzato non a norma come da capitolato tecnico.

Sempre nello stesso verbale viene fissata la data del 01/05/2019 come termine ultimo per l’avvio del servizio da parte della  ditta capofila del gruppo ATI Teckoservice e il 10/04/19 per la sostituzione dei mezzi non conformi secondo il CSA. Ci ritroviamo in questo modo con i cittadini a pagare la TA.RI. per un servizio che per dopo i primi 90 giorni avrebbe dovuto espletarsi nella piena efficienza e operatività e con il pieno rispetto del contratto che invece ha scontato i primi novanta giorni con l’ASV e i successivi 90 giorni con la Teknoservice e se per ipotesi dovesse venir meno anche Teknoservice, dovremmo mettere in conto gli ulteriori 90 giorni per Raccolio. Insomma da novanta giorni siamo passati a 180 giorni per poter ottenere il pieno rispetto da parte dell’ATI per vicende, note, interne alle Aziende dell’ATI stesse.

Ma che almeno si sia arrivati alla piena aderenza al contratto. Macchè! Va rilevato che:

il fornitore (oggi Teknoservice) entro la data dell’avvio del servizio deve provvedere all’installazione di cestini porta rifiuti (200), all’installazione di distributori di buste per la raccolta differenziata e raccoglitori di sacchetti per deiezioni canine come da descritto nel Capitolato tecnico. Inoltre non sono effettuate le bonifiche del territorio contrattualmente previste nel mentre vengono affidate le bonifiche con i soldi messi a disposizione dalla Regione.

All’avvio del servizio, inoltre il fornitore deve dimostrare la locazione o la proprietà di un cantiere dotato di relative utenze e  di strutture igienico sanitarie conformi alle normative vigenti e che il cantiere deve essere condotto con decoro, igiene e procedure che evitino l’inquinamento del suolo, dell’aria e del sottosuolo.

A tal proposito, ci  risulta che è stata interrotta il 13 settembre u.s. la fornitura dell’acqua potabile presso la sede ove opera Teknoservice adibita a CCR causando disagi e condizioni pessime igienico sanitarie per gli operatori e cittadini che si recano presso il punto di raccolta. Si parla anche che in precedenza è stata interrotta per alcuni giorni l’erogazione dell’energia elettrica. Non è un bel bigliettino da visita per l’immagine aziendale del gestore del servizio e di conseguenza dell’ARO e della Regione.

Non solo. Non sono assicurati i livelli occupazionali previsti e a Cassano come ad Altamura poichè ci risultano essere stati assunti con livello inferiore lavoratori che per clausola sociale voluta dalla L.R. 24/12 non potevano essere penalizzati nelle qualifiche, nel livello di inquadramento e nelle mansioni.

Ed ancora: in violazione dell’art. 14, co. 9 bis, della L.R. 24/12 non esiste una Carta dei Servizi né il sistema di valutazione della qualità del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti sotto il profilo dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità ed è esclusa ai fini del miglioramento continuo della qualità la valorizzazione del punto di vista del cittadino/contribuente e la rilevazione della soddisfazione degli utenti e degli operatori.

Tutto ciò descritto, e considerato il dovere della Regione di effettuare attente verifiche sul pieno rispetto della L.R. 24/2012, La interrogo per conoscere:

  1. come sia stato possibile aggiudicare la gara ad un’ATI nel cui raggruppamento insiste un’Azienda che poi si è dimostrata debole sul piano economico-finanziario tanto da recedere dai contratti di Cassano e di altri Comuni (Santeramo)?
  2. perché, per quanto riguarda Cassano, le penali alla ditta ASV vengono calcolate dal 21/3/2019 e non dal 21/2/19 termine ultimo per l’avvio del servizio? Quando saranno incamerate affinché si possa assicurare una riduzione della TA.RI per i cittadini?
  3. perché il comune di Cassano parte lesa nel contratto ATI dopo aver concesso 30 gg di proroga per l’applicazione delle penali è costretta  a dare un’ulteriore proroga di 30gg anche alla ditta capofila Teknoservice per l’avvio del servizio concedendo assicurazioni sulla non assunzione di penali a carico per le inadempienze contrattuali?
  4. perché non sono state applicate a carico della Teknoservice le penali dal 1/5/19 per la mancata fornitura dei raccoglitori e  distributori di vario genere come previsto dal capitolato?
  5. quali sono le motivazioni che hanno portato alla sospensione della fornitura dell’acqua potabile al CCR  e, se risponde al vero, dell’energia elettrica?
  6. come è possibile rispettare le norme di igiene del lavoro e le norme igienico sanitarie senza utilizzare l’acqua per gestire un CCR?
  7. se non si intende dare sostanza al disposto del citato art. 14 della L.R. 24/12 che al comma 9 prevede il diritto-dovere che il comune nel quale si verificano varie e reiterate inadempienze contrattuali sanzionate da penalità seriali o nel quale si accerta una deficitaria sostenibilità economico-finanziaria del nuovo gestore unitario tale da compromettere la regolare esecuzione del contratto, esercita il diritto/dovere di intimare all’autorità dell’ARO di procedere alla risoluzione del contratto con il nuovo gestore unitario per inadempimento secondo i principi del codice civile e dell’articolo 203 del codice dell’Ambiente?
  8. cosa intende fare affinchè ai nostri cittadini che pagano la TA.RI sia assicurata la Carta dei Servizi e il sistema di valutazione della qualità del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti sotto il profilo dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità assicurando, ai fini del miglioramento continuo della qualità, la valorizzazione del punto di vista del cittadino/contribuente e la rilevazione della soddisfazione degli utenti e degli operatori? In fondo sono i cittadini che pagano il costo della gestione dei rifiuti e hanno il diritto di far sentire la propria voce.
  9. con riferimento ai differenti costi di gestione del servizio deliberati dall’ARO e dai Comuni, si chiede di comprendere il perché se la gestione del servizio deve essere unitaria e deve assicurare proprio per l’unitarietà economie di scala che si riverserebbero sulla tasca del cittadino mediante riduzione della TA.RI e non come avviene con aumento della stessa?
  10. perché la Regione mette a disposizione somme straordinarie per le bonifiche del territorio senza rendersi conto se nei contratti ARO le bonifiche periodiche sono già previste e se vengono effettuate?