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Gestire lo stress e sviluppare la resilienza, la dott.ssa Caporusso: «utilizziamo le risorse presenti in ognuno di noi»

la dott.ssa Loredana Caporusso, psicologa e psicoterapeuta esperta in psicologia dell’emergenza e membro della Società Italiana di Psicologia dell Emergenza – sessione Puglia

A seguito dei tanti feedback positivi ricevuti per il video sulla comprensione e gestione della sfera emotiva in questo periodo di emergenza sanitaria, la dott.ssa Loredana Caporusso, psicologa e psicoterapeuta esperta in psicologia dell’emergenza e che sta collaborando con il Centro Operativo Comunale per fornire supporto e sostegno psicologico a cittadini e operatori, torna a fornire i suoi consigli su un altro aspetto delicato: lo stress e la salvaguardia del benessere attraverso, soprattutto, lo sviluppo della resilienza.

La resilienza, termine molto usato e, spesso, abusato, è, come spiega la dott.ssa Caporusso, «la capacità dell’individuo di far fronte in maniera positiva ad eventi negativi e può essere sempre potenziata in ciascuno di noi».

Sviluppare la resilienza, dunque, è uno dei modi per rispondere allo stress causato dall’isolamento forzato e, comunque, dalle restrizioni sociali: «per svilupparla occorre adottare un atteggiamento costruttivo. Organizzarsi restando sensibili ed aperti alle opportunità che la vita ci offre in ogni situazione, anche quelle negative, senza alienare la propria identità».

La dott.ssa Caporusso consiglia, dunque, di imparare ad utilizzare le nostre risorse in modo utile per noi stessi e per chi ci circonda provando, ad esempio, ad intendere la casa «come un rifugio, anziché come una prigione», il tempo come «ritrovato, anziché perso».

Dobbiamo, insomma, «imparare ad annoiarci un po’: questo tempo ritrovato può essere occasione per riscoprire il nostro quotidiano e imparare a conferire opportunità e dignità ad ogni aspetto della nostra giornata.

Tutte le emozioni che si provano e le reazioni che si hanno in questo momento sono condizionate dalla situazione e vengono amplificate dalla limitazione della libertà personale», continua la dott.ssa Caporusso: «dobbiamo leggerle in ottica nuova e prenderne la giusta distanza».

È dunque consigliabile, spiega Loredana Caporusso, «applicare il minimalismo digitale (riflettendo sul valore che hanno per noi i social, cosa aggiungono o tolgono alla nostra quotidianità), informarsi solo attraverso fonti ufficiali e aggiornarsi sull’andamento della situazione al massimo una o due volte al giorno».

Per chi lavora da casa, invece, la dott.ssa Caporusso consiglia di «organizzare la propria giornata con limiti e routine. Separare gli ambienti di lavoro da quelli casalinghi per quanto possibile. Mantenere orari di lavoro definiti».

È importante, poi, «prendersi cura di sé come se ci si preparasse per una giornata qualsiasi», ma anche «non sottovalutare l’attività fisica: il moto ha benefici notevoli e importanti sulla nostra capacità di concentrarci, sull’umore, sul sonno e in generale sul benessere psicologico aiutando a scaricare la tensione, liberando endorfine e spostando l’attenzione dal rimuginio alle nostre sensazioni corporee», e dedicare il giusto tempo al riposo: «insieme all’attività fisica e all’alimentazione corretta e adeguata, per il nostro benessere è importantissimo il riposo notturno (una doccia calda, una tisana, qualche pagina di un libri, un po’ di musica rilassante possono accompagnare verso un sonno ristoratore, fondamentale per recuperare energie e aiutare sistema immunitario)».

Pur nel rispetto di «spazi personali ed esigenze di pensiero e solitudine proprie e altrui», è fondamentale, inoltre, fare un buon uso dei mezzi di socialità che abbiamo a disposizione (pc, smartphone, tablet) per restare in contatto con amici e parenti. Ma allo stesso tempo ci si può dedicare a nuove abitudini provando a spostare la nostra attenzione su altro rispetto alle continue informazioni sull’andamento della pandemia: un buon libro, l’ultima serie Netflix, il nostro disco preferito. «Concentrarsi su altro è un buon rimedio contro il rimuginìo», afferma la dott.ssa Caporusso.

Insomma, pur essendo normale, in questo periodo, avere la giusta paura (che ci aiuta anche a proteggerci dai pericoli inducendoci ad attuare misure cautelative, per la dott.ssa Caporusso «diventa cruciale ritagliarsi momenti in cui non pensare all’emergenza: ci consente di mantenerci il più vicino possibile alla quotidianità, ma anche di vivere emozioni positive che sembra abbiamo dimenticato. Le emozioni positive aiutano ad ampliare il nostro repertorio di pensieri ed azioni e ci evitano di entrare nel tunnel della paura. Osserviamo le cose nella giusta prospettiva. Riflettiamo sulla possibilità di poter stare a casa e ringraziamo coloro che a casa non possono stare».

Conclude la dott.ssa Caporusso, «è tempo di fermarci per ritornare più forti. Dobbiamo imparare ad immaginare la situazione che stiamo vivendo come un giardino: impariamo ad osservare i fiori e non le erbacce presenti nel giardino di ciascuno di noi».