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Giochi “innocenti” per… al tempo del Coronavirus

di Leonardo Lositopresidente “Murgia Enjoy”

(foto Murgia Enjoy)

Certamente le attuali restrizioni stanno mettendo a dura prova un po’ tutti, ma ancor più i giovani adolescenti che, delle belle giornate di sole, immaginavano da tempo le passeggiate nei campi, le corse in bici nei tanti sentieri o, per i più fortunati, le gite in ciclomotore nei vicini boschi.

Purtroppo così non può essere e tutti siamo chiamati a rispettare regole e restrizioni che non piacciono, ma che dobbiamo attuare per il bene nostro, della comunità in cui viviamo e dell’Italia tutta.

Sì, Italia, perché solo il prendere coscienza comune che lo sforzo del singolo individuo può salvare una Nazione intera, può dar fiducia e può essere di stimolo anche in chi, con la sua condotta, dimostra di non aver sufficientemente compreso la necessità di arginare il contagio del nemico invisibile.

A volte sembra che le agghiaccianti immagini in tv, gli inviti esortati sui social dalle dirette di alcuni Sindaci o le raccomandazioni di cui, oramai, siamo tempestati su ogni emittente televisiva, non bastino.

Così, al tramonto di venerdì 3 aprile, ma è solo il caso più recente, alcuni adolescenti e meno giovani hanno pensato di “divertirsi” su quel tratto del canale dell’acquedotto che sembra essersi trasformato, soprattutto al tramonto, in un corso perché consente passeggiate indisturbate dai controlli, che si limitano alle strade asfaltate.

La denuncia di ripetuti danneggiamenti a colpi di piccone ai danni della vegetazione spontanea è arrivata da più persone all’associazione culturale Murgia Enjoy poiché tale scellerato gesto, nel silenzio di questi giorni, si è propagato alle vicine abitazioni insieme alle voci di quegli adolescenti che, approfittando anche dello scarso presidio del territorio da parte degli stessi residenti e non trovando miglior sfogo alle loro ire, le hanno inveite contro povere piante non conoscendo, quasi certamente, nemmeno il tempo necessario perché ricrescano.

Gesti che, uniti ad insulti gratuiti che passano sui social al controllo degli amministratori di alcuni gruppi cittadini e diretti ai danni di persone più grandi per una semplice divergenza di opinioni o ai post resi pubblici da chi ritiene di aver diritto a zittire un residente perché non di origini cassanesi, mettono in discussione la reputazione di un’intera fascia sociale nella quale, probabilmente, ci sono già giovani Uomini che non condividono questi gesti.

Purtroppo è sufficiente osservare le campagne limitrofe al paese per comprendere che l’episodio non è l’unico ai danni della vegetazione e, fra dediche e simboli realizzati con la vernice spruzzata sugli alberi, rami recisi, picconate inferte con crudeltà e una sempre maggiore quantità di rifiuti abbandonati (ma questo argomento merita tutto un capitolo a sé), le dimostrazioni di uno scarso interesse per il territorio sono tante!

Il plauso dell’associazione Murgia Enjoy va a quanti, forti nel denunciare, nel segnalare, nell’intervenire mostrano interesse per quel territorio che in passato è stato osservato con invidia e nel quale questi episodi evidenziano la necessità di una educazione ambientale perché la cultura al rispetto della natura a molti manca.

E, questa volta, la solita scusa, che spesso circola sui gruppi social cittadini e che attribuisce la colpa di ogni malsano gesto ai visitatori o ai villeggianti baresi, regge poco.

Purtroppo, a volte, come è accaduto in questo caso, segnalare non basta perché il Comando di Polizia Municipale, dopo un’ora di tentativi, non ha risposto alle varie telefonate, probabilmente perché impegnato in altre emergenze.

Alla stessa maniera non sono bastate le urla, lanciate contro quei giovani, di chi quel territorio lo ama al punto di essersi trasferito a Cassano e rischia di compromettersi nel tentativo di dare una meritata lezione di buone maniere a chi compie questi atti vandalici ai danni di un bene comune vanificando anche l’impegno di chi, per anni, quel bene ha cercato di promuoverlo con tantissime iniziative e oggi, complice il disinteresse di chi dovrebbe sostenere tale impegno, non trova giusti stimoli per continuare a farlo lasciando il compito a chi continua, evidentemente, a trarne profitto come già documentato in passato.

Ma cosa può spingere degli adolescenti a compiere tali miserevoli gesti se non menti malsane o una scarsa educazione?