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Giornata della memoria: Cassano ricorda

di Giulia Masiello

(foto di Giulia Masiello)

Un fascio di rose rosse posato su un vecchio, lungo binario.

Con questa immagine Cassano ha voluto ricordare le vittime dell’orrore in quella che dal 2005 è chiamata Giornata della Memoria. A darsi appuntamento nella sala conferenze del palazzo “Miani-Perotti” di Cassano le associazioni combattentistiche locali, gli Amici della biblioteca, No more – Difesa Donna e il Club Unesco, oltre ai numerosi cittadini che si sono uniti alla solenne commemorazione.

A rompere il silenzio l’intervento di Angela Diceglie, presidente dell’associazione Amici della Biblioteca, seguito da numerose ed emozionanti letture di brani ormai celebri sull’Olocausto, alternate all’angoscioso e toccante racconto di video testimonianze dei sopravvissuti. Tutto questo è stato accompagnato dalle melodie strazianti del violino classico, le cui note graffianti hanno vivamente contribuito a rievocare l’idea di un evento storico tanto drammatico quanto atroce, oltre a rendere palpabile la commozione dei presenti al ricordo dello stesso.

E di atrocità del passato e del presente, in particolare nei confronti delle donne, ha parlato Rossella Casamassima, consigliera dell’associazione No more – Difesa Donna, la quale nel suo intervento ha affermato la necessità di «rieducare al ricordo non solo di Auschwitz», bensì di tutti quei paesi che sono stati sede di strutture concentrazionarie, ovvero luoghi in cui si sono consumati terribili reati nei confronti dei presunti “diversi”, degli “esseri non conformi” e di tutti coloro allora ingiustamente definiti “rifiuti della società”.

Storie incredibili di detenuti sono state ripercorse dalla voce di Emanuele Cavallone, membro degli Amici della biblioteca, mentre Maria Simone, presidente del Club Unesco di Cassano, ha illustrato l’importanza del «ruolo dei siti storici e dei musei nell’educazione all’Olocausto», tema scelto quest’anno dall’Unesco per promuovere la conoscenza e l’educazione, quali indispensabili valori per «tessere legami con l’umanità, per far sì che, attraverso lo strumento del dialogo, questa possa diventare più unita e pacifica», a fronte di una realtà in cui gli echi dell’odio sono tutt’oggi ancora troppo forti.