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Giorno della Memoria, Di Medio: «educare al rispetto degli altri»

di Maria Pia Di MedioSindaco del Comune di Cassano delle Murge

Maria Pia Di Medio, sindaco del Comune di Cassano delle Murge (foto d'archivio scattata da Annarita Mastroserio)
Maria Pia Di Medio, sindaco del Comune di Cassano delle Murge (foto d’archivio scattata da Annarita Mastroserio)

Parlare di “Memoria” è sempre più attuale, nonostante siano passati quasi ottant’anni dall’ultima Guerra europea, e nonostante tutti si scandalizzino alla sola parola razzismo. L’ipocrisia regna sovrana. Ci si commuove e si dice “poveretti” quando si vedono in tv gli sbarchi dei profughi, i barboni che muoiono di freddo nelle stazioni delle grandi città o i bambini che muoiono di fame nell’entroterra africano o nelle favelas o… nella casa accanto alla nostra. Ma non si fa nulla. Si resta nelle proprie case, con le proprie abitudini senza un minimo di impegno sociale, che non costerebbe niente.

Ci si scandalizza anche se il calciatore di colore viene offeso sul campo o se il ragazzo gay si toglie la vita perché è stato oggetto di offese da parte degli altri. Ma non si fa niente. Non si educano i propri figli alla presenza della diversità, che possa essere di genere, di cultura, di religione o semplicemente di aspetto fisico. Il razzismo, inteso come non accoglienza di chi è in qualche modo diverso da noi stessi, vive nel nostro essere perché è un retaggio della nostra “animalità”, ma il bene dell’intelletto, che distingue la nostra specie dalle altre, ci dà la possibilità di “superare” questo limite e quindi di evolverci.

Il “Giorno della Memoria” ci serve per non dimenticare ciò che l’essere umano può riuscire a fare ad altri esseri umani. La Shoah è stata forse (perché nel resto del mondo vengono compiuti crimini probabilmente peggiori anche se di dimensioni ridotte) il più grande crimine contro l’umanità perché realizzato con metodicità quasi scientifica, con addirittura la costruzione di strutture apposite (campi di concentramento con le camere a gas) per “eliminare” i diversi, gli indesiderati e coloro che erano “non allineati” con il Regime. E’ stato l’inno alla negazione di qualsiasi libertà di esistere se non si è conformi ad un prototipo.

Il nostro impegno, oggi, se vogliamo che 6 milioni di esseri umani innocenti (colpevoli solo di avere un credo diverso o idee diverse) non siano morti invano, se vogliamo veramente onorare questo giorno simbolico, deve essere quello di educare continuamente il nostro io al rispetto degli altri, chiunque e comunque essi siano, in modo da essere in grado di educare nello stesso modo i nostri figli o coloro che ci vengono affidati. E’ l’unica strada per la pace. E’ l’unica strada per farci diventare Cittadini del Mondo.