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Giovani, opportunità e politica: Progetto in Comune riparte nel segno della “politica generativa”

di Vito Surico

in sala consiliare la presentazione della bozza di proposta di legge sulle pari opportunità generazionali. Da sinistra: Antonio Paciolla (Progetto in Comune), Natale Pepe (sociologo del SERD di Matera) e Giulio Calvani (Fondazione Guglielmo Minervini)

Progetto in Comune riparte dai giovani: “investiamo sui giovani perché sono il nostro futuro […] anche con attività educativo/formative e culturali sulle tematiche dello sviluppo sociale, dei diritti umani e della cittadinanza globale”, recitava una parte del programma con cui Progetto in Comune si è presentato alle elezioni dello scorso maggio.

E se amministrativamente il gruppo non può agire, non avendo ottenuto seggi in Consiglio Comunale, può però farlo restando sul territorio e partendo, appunto, dai ragazzi del nostro territorio.

L’occasione è stata la presentazione della bozza di proposta di legge sulle pari opportunità generazionali, ultimo lascito dell’ex assessore regionale alle politiche giovanili Guglielmo Minervini (1961-2016), e del suo libro “La Politica Generativa”, tenutasi ieri, giovedì 9 novembre, nella sala consiliare di piazza Rossani.

Antonio Paciolla è partito proprio dall’ultimo paragrafo del libro per introdurre la serata, affermando che «con questo Progetto in Comune abbiamo l’ambizione di arrivare dove le istituzioni falliscono puntualmente: dare l’opportunità ai giovani di sentire proprio questo territorio, accompagnandoli dove possibile per raggiungere questo obiettivo. E che le istituzioni falliscono su questo punto non siamo noi a dirlo, ma solo le istituzioni stesse».

Paciolla, insieme ad altri componenti di Progetto in Comune, è stato tra i protagonisti della stagione della “Puglia migliore”, quella in cui Minervini, fidandosi dei giovani pugliesi, ideò e mise in pratica azioni come i Bollenti Spiriti e i suoi sottoprogrammi che puntavano sulla più grande risorsa della nostra Regione: i giovani, appunto. E fino all’ultimo dei suoi giorni, Minervini ha continuato a credere nella parte migliore della Puglia, come si evince anche dal preambolo alla proposta di legge: «i giovani sono la risorsa più pregiata di cui dispone la Puglia per la sua crescita democratica, lo sviluppo culturale, sociale, ambientale ed economico del territorio».

Si tratta di una bozza da portare all’attenzione del Consiglio Regionale della Puglia: un bozza scritta dallo stesso Minervini e che continua a camminare sulle gambe di coloro che hanno collaborato alla sua stesura e della Fondazione Guglielmo Minervini che la sta portando in giro per la Regione per farla conoscere prima di avviare una raccolta firme (ne serviranno 12.000) affinché diventi una proposta di legge di iniziativa popolare e possa essere finalmente discussa in Consiglio Regionale.

L’intento è dunque quello di creare una rete sul territorio per diffondere il messaggio della legge. E in questo Progetto in Comune, come ha evidenziato Maria Antonietta Pedone, coordinatrice della serata, si rende disponibile.

Giulio Calvani, della Fondazione Guglielmo Minervini, presenta la bozza di proposta di legge sulle pari opportunità generazionali

«Questa sarebbe stata la dimensione ideale in cui Guglielmo avrebbe dato il meglio di sé», ha affermato Giulio Calvani, della Fondazione Gugliemo Minervini, rivolgendosi alla nutrita platea di giovani (molti studenti dell’IISS Leonardo da Vinci e diversi componenti di altre associazioni cassanesi) presenti in sala consiliare.

Calvani ha ripercorso la storia politica e la vita di Guglielmo Minervini, sottolineando la «fiducia che ha sempre riposto nei giovani. Si è inventato da zero un assessorato regionale, quello alle Politiche Giovanili che prima di allora non c’era mai stato. Ha preso le poche risorse economiche presenti e ha deciso di attivare le vere risorse della nostra Regione: i giovani. Fino ad allora considerati un problema, per Minervini loro dovevano essere i protagonisti del proprio futuro. E Minervini non ha fatto altro che fornirgli le risorse. Questo è un esempio di quella che per Guglielmo era la “Politica Generativa” di cui il suo libro parla. È sostanzialmente il suo testamento morale [il libro è uscito nell’aprile del 2016, Minervini è scomparso il 1° agosto dello stesso anno, n.d.r.]. Per Guglielmo, che era sì un politico, la politica non rappresentava un disvalore, ma era un valore, la massima forma di espressione umana. La politica deve essere capace di aprirsi alla società per creare con essa un rapporto virtuoso che consenta di dare risposte concrete».

E una risposta concreta alle necessità delle giovani generazioni è la proposta di legge sulle pari opportunità generazionali: «è una bozza che aveva già in mente quando ricopriva la carica di assessore. Ha preferito agire prima. Ha deciso di praticare le pari opportunità generazionali. Poi, da semplice consigliere ha lavorato alacremente sulla proposta di legge perché sentiva l’urgenza di andare avanti con questo lavoro: è un patrimonio che merita di essere portato a compimento».

L’idea della proposta di legge è quella di dare pari diritti a tutti i giovani pugliesi: porli tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto così da avere tutti la possibilità di realizzarsi come meglio credano. Avendo, però, le condizioni ideali per “competere”.

l’intervento di Natale Pepe, sociologo del SERD di Matera, su “Giovani e futuro: spazi di generatività”

Una proposta che punta a stimolare le aspirazioni dei giovani, come ha evidenziato Natale Pepe, sociologo del SERD di Matera, spiegando come queste non sia semplici desideri, ma la volontà di realizzare ambizioni future cominciando a lavorare sul presente. Pepe, che da ragazzo ha frequentato Minervini grazie all’esperienza dei boy scout (il suo intervento si è aperto con due foto che li ritrae, insieme ad altri ragazzi cassanesi e non, nella Foresta Mercadante e davanti alla Grotta del Lupo con l’uniforme da scout), ha evidenziato come l’esperienza educativa, l’educare alle aspirazioni, fosse centrale per Guglielmo Minervini e come per i ragazzi sia importante «saper riconoscere il futuro che quotidianamente ci viene in contro».

L’ampio dibattito che si è sviluppato al termine degli interventi ha coinvolto attivamente i giovani cassanesi, con gli interventi di Gianfranco Lanzolla (che da pochi mesi ha cominciato l’Università) e Michele Caterino (rappresentante d’istituto dell’IISS Leonardo da Vinci) che hanno posto l’attenzione sulla necessità di porre le basi affinché i ragazzi comincino a vedere il territorio come una fonte di opportunità. Il desiderio di restare, di crescere come comunità.

Il dibattito si è allargato poi ad altri studenti e agli adulti, sfiorando a tratti il “conflitto generazionale”: due modi diversi di vedere le cose, con la volontà di cercare un punto di contatto così da poter camminare insieme. Insomma, nella sala consiliare, lontano dalle scaramucce di un Consiglio Comunale, si è tornati a parlare di politica, con la P maiuscola, quella politica che i ragazzi sono «stanchi di vedere in tv». Una politica che non è solo PD, Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle, ma una politica fatta di persone che dibattono e parlano tra loro per cercare soluzioni e discutere di temi. Una politica per i giovani, fatta con i giovani.