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IC “Perotti-Ruffo”: didattica a distanza e non solo… la lettera della dirigente Lazazzera ad alunni e genitori

(foto Facebook)

A poco meno di una settimana dall’avvio della didattica a distanza all’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo”, la dirigente scolastica Ippolita Lazazzera torna a rivolgersi a genitori e alunni della scuola cassanese, con una comunicazione «dai toni “poco ufficiali”» che «nasce dal pensiero verso bambini e ragazzi che non viene mai meno».

Una comunicazione che vuole rappresentare tutta la vicinanza della dirigente agli alunni nonostante, come disposto dal DPCM dell’11 marzo 2020, le scuole in tutto il territorio nazionale resteranno chiuse fino al 3 aprile 2020.

L’insegnamento, però, continua come dicevamo a distanza grazie all’utilizzo delle videolezioni, di piattaforme e app specifiche, del registro elettronico, delle mail, di WhatsApp e di tutti gli strumenti necessari per fare lezione pur stando lontani fisicamente.

Una «grande sfida» che, assicura la prof.ssa Lazazzera, «i docenti stanno affrontando con dedizione e attenzione per tutti i bimbi e ragazzi» e che presto verrà implementata grazie all’introduzione di «nuove e più coinvolgenti modalità così come da indicazioni del Ministero che ci aggiorna periodicamente».

La didattica a distanza, però, non può prescindere dalla «dimensione “umana” e relazionale» che la prof.ssa Lazazzera ha chiesto di coltivare ai docenti dell’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo” «sia perché è fondamentale l’aspetto della socializzazione sia perché, se già noi adulti avvertiamo un senso di smarrimento di fronte ad una situazione “ignota”, immaginiamo la difficoltà dei più piccoli, meno “attrezzati psicologicamente”, alla mercè di quella che l’OMS definisce infodemia, ovvero epidemia di cattiva informazione con allarmi, notizie false, ripetute, drammatizzate. La ridondanza di informazioni e notizie – continua la dirigente dell’IC “Perotti-Ruffo” – incombe sulla serenità di tutti non meno di questo virus che mi auguro quanto prima ci lasci andare e ci faccia tornare alle nostre vite pur banali, ma che in questo momento tanto auspichiamo».

È proprio su questo punto che, aggiunge la prof.ssa Lazazzera, «il ruolo di noi adulti è fondamentale per aiutare bambini e ragazzi a decodificare quello che sta accadendo. Per loro sono venute meno le routine rassicuranti: la scuola al mattino, gli amici, le uscite, le attività il pomeriggio…».

In questo «stravolgimento totale», nel difficile momento che tutti stiamo vivendo, pur tra mille difficoltà (genitori costretti a lavorare e, contemporaneamente, gestire i figli a casa tutto il giorno; l’ombra della precarietà economica per qualcuno; le difficoltà di connessione o l’assenza di dispositivi digitali per alcuni; la mancanza di supporto per ragazzi e bambini che hanno più bisogno di altri di essere seguiti), gli adulti devono essere «dei “fari”, un punto di riferimento sicuro a riva, proprio come per le navi. Se si getta troppa luce, non si illumina il tragitto delle navi, le si abbaglia…».

Un atteggiamento che per la prof.ssa Lazazzera gli adulti devono tenere sempre «ma in particolare in questo momento in cui mostrarci tutti forti e autorevoli rassicura le loro paure, anche quelle inespresse.

(foto Facebook)

Bisogna supportarli nella didattica a distanza, senza sostituirsi, sostenerli e soprattutto essere intransigenti sulle regole. Bisogna stare a casa per tornare prima a scuola.

Non ci sono deroghe, se non quelle previste dalle leggi e il nostro esempio sarà la migliore indicazione che si possa dare».

La prof.ssa Lazazzera rinnova, poi, l’«invito a leggere ai bambini piccoli o a far leggere a quelli più grandi libri “di qualità”» poiché questa pandemia ci insegna «quanto siano importanti le solide competenze non solo scientifiche, ma culturali nel senso più ampio del termine, perché la causa di comportamenti non rispettosi delle regole e superficiali va rintracciata sicuramente in una mancata o limitata lettura delle fonti ufficiali di ogni notizia».

Non solo. In questo periodo sarà anche importante offrire a bambini e ragazzi «spazi di svago in famiglia e soprattutto di condivisione della gestione della casa (cucinare, pulire, occuparsi di animali e piante)» poiché «la normalità rassicura e rasserena i nostri figli».

La prof.ssa Ippolita Lazazzera, infine, assicura il suo impegno e la sua attenzione nel continuare a gestire la scuola con una «comunità di persone che lavora alacremente e alunni che stanno proseguendo con lo studio. Questa nostra collaborazione reciproca basata sullo stare vicino a bambini e ragazzi e sul non derogare a nessuna delle regole previste sarà il migliore dei flash mob».