Sono iniziati i negoziati tra le istituzioni europee sul bilancio del 2019. L’eurodeputato italiano dei Socialisti e democratici Daniele Viotti spiega le priorità del Parlamento in una intervista sul bilancio 2019.

Come descriverebbe la proposta del Parlamento sul bilancio del prossimo anno?

Abbiamo lavorato su due questioni molto importanti per l’Europa: la prima riguarda i giovani mentre la seconda è legata alla crisi migratoria, anche se non la definirei una crisi ma piuttosto uno stato di fatto. Ci siamo concentrati in particolare sui programmi europei per la ricerca (Horizon), per le infrastrutture (Meccanismo per collegare l’Europa, CEF), per le piccole e medie imprese (COSME) e per i giovani (Garanzia Giovani). Vogliamo ripristinare tutti i tagli al bilancio proposti a luglio dal Consiglio.

Vogliamo contestare il Consiglio sul tema dell’immigrazione, sia per affrontare le sfide geopolitiche europee che per aiutare gli immigrati attuali e potenziali. Vogliamo combattere la povertà e la fame nel mondo e aiutare i paesi in Africa e altrove a sviluppare il settore industriale, l’economia e le infrastrutture. Spero che il Consiglio capisca che stiamo rispondendo alle preoccupazioni di molti stati membri. Se il Consiglio mi chiedesse di tagliare dei fondi, sarei contrario. Questa sarà una delle sfide maggiori durante i negoziati.

Per una volta tutte le istituzioni europee propongono un bilancio più elevato rispetto a quello dell’anno precedente. Perché secondo lei?

I nostri programmi si stanno ampliando. Università, piccole e medie imprese e autorità locali richiedono sempre più finanziamenti per i loro progetti. Questo è il motivo per cui per l’anno prossimo abbiamo bisogno di più fondi. Adesso ci troviamo a metà dell’attuale bilancio a lungo termine dell’UE (il cosiddetto quadro finanziario pluriennale), ossia il momento in cui si iniziano a distribuire i finanziamenti, e non vorrei ritrovarmi con una mancanza di fondi com’è già successo nel 2014.

Il Consiglio ha proposto dei tagli a un certo numero di programmi per il prossimo anno. Con quali tagli non è d’accordo e quali sarebbero le conseguenze?

Innanzitutto non sono d’accordo con la visione del Consiglio sul budget del 2019. Non sono contro un taglio qui o là ma contro la loro visione limitata dell’Europa. Chiedono alla Commissione di fare di più in situazioni di emergenza, ma ogni anno vogliono spendere meno.

I tagli che non condivido sono quelli ai programmi Horizon, CEF, COSME e Garanzia Giovani, perché significherebbero tagliare sul nostro futuro. Se vogliamo affrontare paesi come la Cina, gli Stati Uniti e l’India, dobbiamo investire in ricerca, energia e sviluppo. Per questo non capisco i motivi di simili tagli.

Secondo le proiezioni, solo il 19,3% del bilancio dell’UE per il 2014-2020 andrà a favore di misure legate al clima, il che è inferiore all’obiettivo del 20%. Cos’è successo?

Non saprei, ma questo è uno dei motivi per cui vogliamo rafforzare le misure volte a combattere il cambiamento climatico. Abbiamo provato a mettere quanti più fondi possibili in questo campo ma per il prossimo anno non penso che riusciremo a rispettare l’obiettivo del 20%. Comunque, parallelamente stiamo lavorando al prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, in cui puntiamo a fondi più ambiziosi per contrastare il cambiamento climatico.

Fonte: Parlamento europeo