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Il Comune autorizza il prelievo di 7.000 euro per l’acquisto di DPI e per la sanificazione (mirata) delle strade

agenti della Polizia Municipale di Cassano delle Murge impegnati in posti di blocco per controllare gli spostamenti (foto dalla pagina Facebook del Comune di Cassano delle Murge)

La Giunta Comunale, con delibera pubblicata oggi all’Albo Pretorio del Comune di Cassano delle Murge, autorizza il prelievo di somme (7.000 euro) per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale per gli agenti di Polizia Municipale e per i dipendenti comunali.

L’acquisto verrà effettuato mano a mano che arriveranno le disponibilità vista la difficoltà, su tutto il territorio nazionale, di reperire Dispositivi di Protezione Individuale.

L’Amministrazione Comunale ha inoltre disposto l’acquisto di prodotti per la sanificazione, che verrà effettuata in modo contingentato in ossequio alle disposizioni dell’OMS e dell’Istituto Superiore della Sanità.

Non una sanificazione generalizzata all’intero paese, dunque, ma interventi concentrati nei luoghi maggiormente sensibili, in cui le persone stazionano più tempo per fare la fila per le necessità per le quali è consentito uscire di casa (supermercati, fruttivendoli, farmacie, ecc.).

Si tratta di un’implementazione al servizio di sanificazione che già viene svolto dal gestore del Servizio di Igiene Urbana: le strade, infatti, sono già oggetto di pulizia e, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, è stato disposto che vengano utilizzati prodotti sanificanti.

Il Comune ha già chiesto un preventivo per la sanificazione straordinaria. Non indispensabile ai fini della lotta al virus.

L’ARPA Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), infatti, si è espressa, lo scorso 15 marzo, in merito al parere richiesto da parte di alcuni sindaci sull’utilizzo di ipoclorito di sodio, affermando che «non vi è evidenza che spruzzare ipoclorito di sodio all’aperto, massivamente, sui manti stradali, possa avere efficacia per il contrasto alla diffusione del COVID-19 dal momento che le pavimentazioni esterne non consentono interazione con le vie di trasmissione umana (naso, bocca, occhi). Si ritiene invece – continua l’ARPA Piemonte – che iniziative mirate, rivolte a superfici in ambiente interno o esterno destinate a venire a contatto con le mani, possano conseguire risultati migliori in ottica di prevenzione di diffusione del contagio. È comunque da sottolineare che l’ipoclorito di sodio, componente principale della candeggina, è sostanza inquinante che potrà nel tempo contaminare le acque di falda direttamente o attraverso i suoi prodotti di degradazione».

A sostegno della tesi dell’ARPA Piemonte, si è espresso anche l’Istituto Superiore di Sanità il 17 marzo: «in merito al lavaggio (pulizia con detergenti) e la disinfezione stradale e delle pavimentazioni urbane su larga scala, mentre si conferma l’opportunità di procedere alla ordinaria pulizia delle strade con saponi/detergenti convenzionali (assicurando tuttavia di evitare la produzione di polveri e aerosol), la disinfezione risulta invece una misura per la quale non è accertata l’utilità, in quanto non esiste alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del virus. Esistono invece chiare evidenze che la trasmissione dei coronavirus incluso SARS-CoV-2, avviene attraverso contatto stretto tra un soggetto suscettibile e un soggetto infetto o con superfici/oggetti contaminati nelle immediate vicinanze o usati da quest’ultimo. 

È importante sottolineare che esistono informazioni contrastanti circa l’utilizzo di ipoclorito e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria. In Cina l’uso estensivo di prodotti chimici per le strade è stato effettuato prima di osservare l’attuale decremento dei casi di contagio, ma lo stesso China’s Center for Disease Control and Prevention (CCDC), ha avvertito il pubblico che “le superfici esterne, come strade, piazze, prati, non devono essere ripetutamente cosparse con disinfettanti poiché ciò potrebbe comportare inquinamento ambientale e dovrebbe essere evitato.

In altre parti del mondo sono stati sollevati dubbi relativamente alla pericolosità della sostanza.

Infatti l’uso di sodio ipoclorito, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, per la disinfezione delle strade potrebbe essere associato ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente esposizione della popolazione. Il sodio ipoclorito, in presenza di materiale organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti estremamente pericolosi quali clorammine e trialometani e altre sostanze cancerogene. La disinfezione delle strade con questi prodotti non dovrebbe essere pertanto condotta di frequente ma una tantum evitando l’esposizione della popolazione durante l’applicazione. Non è possibile comunque escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare gli approvvigionamenti di acqua potabile. 

[…] La pratica della pulizia e disinfezione andrebbe quindi limitata a interventi straordinari assicurando comunque misure di protezione per gli operatori e la popolazione esposta (by-standers) ai vapori tossici dell’ipoclorito e alla potenziale esposizione al virus attraverso il rilascio di polveri e aerosol generati dalle operazioni di disinfezione».

Dello stesso parere è anche l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che si è espresso in merito il 18 marzo: «l’uso di ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, per la disinfezione delle strade è associabile ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali, va sottolineato che tale utilizzo, qualora indiscriminato, sia in grado di nuocere alla qualità delle acque superficiali arrecando anche un danno alla vita negli ambienti acquatici, nonché alla qualità delle acque sotterranee qualora veicolato tramite acque di scolo non convogliate negli impianti di depurazione».

Con la stessa Delibera di Giunta, inoltre, il Comune autorizza al prelievo di 8.200 euro per la proroga del contratto di un agente di Polizia Locale direttamente impegnato nelle operazioni di Protezione Civile per la durata di 92 giorni.