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Il lavoro e il ruolo dei sindacati in emergenza sanitaria: l’approfondimento del PD di Cassano

di Vito Surico

la videoconferenza del PD di Cassano delle Murge dedicata a lavoro e sindacati. In alto, da sinistra: Domenica Busto (responsabile Camera Sindacale Comunale UIL di Cassano delle Murge), Maria Faccio (componente del direttivo PD di Cassano), Enza Battista (segretaria del PD di Cassano). In basso, da sinistra: Palma Zambetta (componente della direzione regionale FISAC/CGIL) e Franco Busto (segretario regionale UIL)

Come sta cambiando il mondo del lavoro ai tempi del coronavirus? Come stanno affrontando la situazione le diverse organizzazioni sindacali? Quali gli aiuti dello Stato e quali sono le principali richieste delle persone a patronati e CAF?

Sono le principali domande a cui ha provato a rispondere il Partito Democratico di Cassano delle Murge nel quinto approfondimento in videoconferenza al quale hanno partecipato, insieme alla segretaria Enza Battista e alla componente del direttivo del circolo cassanese Maria Faccio, il segretario regionale della UIL Franco Busto, la componente della direzione regionale FISAC/CGIL Palma Zambetta e la responsabile del Camera Sindacale Comunale della UIL Domenica Busto.

Milioni di italiani sono interessati a un argomento che, ha affermato in apertura Enza Battista, sta creando «enormi problemi»: persone senza reddito, una “Fase 2” con la graduale ripresa del lavoro ad ora ancora incerta per tempi e modalità, Partite IVA, cassa integrazione. Oltre 5milioni di lavoratori che aspettano pagamento cassa integrazione che doveva essere effettuata entro l’11 aprile.

Un «sistema farraginoso e l’alta burocratizzazione non rendono semplice l’avvio degli aiuti», ha spiegato Battista parlando anche dell’«enorme mole di lavoro sulle banche che devono garantire la liquidità con il personale che ha avuto non pochi problemi di sicurezza».

La componente del direttivo PD di Cassano, Maria Faccio, ha introdotto gli ospiti chiedendo subito a Franco Busto quale è stato il «ruolo dei sindacati in questo periodo di emergenza. Come è cambiato il ruolo del sindacato sia nel rapporto con i lavoratori, sia in quello con le parti datoriali».

Nonostante le limitazioni e le restrizioni imposte, ha spiegato il segretario regionale della UIL, «il ruolo dei sindacati non è cambiato il ruolo del sindacato. Continuiamo a stare accanto ai lavoratori, interloquiamo con le aziende, verifichiamo tutte le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ma verifichiamo anche quello che sta succedendo. Non eravamo preparati, come credo nessuno, a questo tsunami che ci ha travolto. Abbiamo chiuso le sedi, ci siamo messi a disposizione attraverso lo smart working che potrà rivelarsi un’opportunità se sarà regolamentato evitando speculazioni e sfruttamento sui lavoratori. Il nostro ruolo si è intensificato. Con i lavoratori abbiamo dovuto interloquire in modalità diversa, con quello che ci ha messo a disposizione la tecnologia. Abbiamo continuato a mantenere contatti giornalieri. In un primo momento noi abbiamo pensato esclusivamente a mettere in sicurezza i lavoratori. Con l’emergenza viene “rivalutato” il ruolo del sindacato: è la dimostrazione che ancora oggi noi ci siamo perché i lavoratori hanno bisogno di noi e noi li rappresentiamo».

I sindacati confederati, ha spiegato poi Franco Busto, hanno sostenuto fin dal primo momento che «era necessario mettere in sicurezza innanzitutto i lavoratori e poi l’azienda stessa. Il lavoratore messo in sicurezza può lavorare tranquillamente, mentre un lavoratore non messo in sicurezza danneggia se stesso, la sua famiglia e l’azienda stessa che da quel momento viene chiusa per tutta una serie di questioni».

Pensare alla ripartenza, dunque, significa anche pensare che bisogna «riprendere a lavorare in sicurezza per poter pensare al futuro. Molte aziende hanno immediatamente messo in atto tutta una serie di protocolli insieme ai rappresentanti della sicurezza di CGIL, CISL e UIL e lì dove si è trovato un modus operandi che andasse bene a lavoratori ed azienda si è continuato a lavorare».

In futuro, però, bisognerà venire in contro a tante situazioni nuove anche per i sindacati: tra persone che hanno perso il posto di lavoro e nuove modalità di lavoro: «l’unico vero salvacondotto per una vita diversa è quello di avere un lavoro dignitoso. Ma questo è un problema non legato solo al coronavirus. Dobbiamo pensare a un nuovo modello di sviluppo perché tutto quello che conosciamo e che abbiamo vissuto fino ad oggi sarà condizionato da questi due mesi. Spesso si dice, anche impropriamente, che “niente sarà come prima”: è vero. Non eravamo abituati a pensare che da un momento all’altro tutto si potesse fermare. Non si può far fronte immediatamente, con tranquillità, a tutta una serie di problematiche con scale al rialzo inutili. Non dobbiamo solo creare ricchezza e lavoro, ma dobbiamo capire da dove reperire risorse che in questo momento non ci sono. La povertà purtroppo è sempre esistita, ma nel 2020 si possono immaginare persone che non possono mangiare. Siamo in emergenza e dobbiamo pensare a spegnere l’incendio, ma contemporaneamente dobbiamo creare le premesse per pensare a qualcosa di diverso».

Alcuni interventi sono già stati previsti dal Governo centrale (il Decreto Cura Italia, il Decreto Liquidità, ecc.) e spesso hanno coinvolto anche le banche che, ha spiegato Palma Zambetta, «hanno subito consistenti aumentati dei carichi di lavoro che mal si conciliano con le disposizioni dei vari DPCM in materia di sicurezza. È un’impresa: a tutto l’ordinario si aggiungono una serie di iniziative, sacrosante, e altre che le banche hanno messo in campo con tutte le procedure che, però, sono rimaste tali e quali. Non c’è stato uno snellimento delle procedure perché siamo stati tutti colti di sorpresa. Tutto questo lavoro dovrebbe essere fatto a distanza, online. Ma spesso le banche non sono organizzate. Le misure di sicurezza sono centrali in questa fase e i sindacati sono stati molto attenti. Nelle banche non è stato facile avere subito i DPI e adottare misure per il distanziamento di sicurezza. Non possiamo gestire “in ordinario” una fase emergenziale. In questa fase i sindacati non stanno recriminando cose ordinarie, non si rivendicano situazioni personali: collaboriamo per mettere in sicurezza l’intera comunità».

Zambetta, rispondendo a una domanda di Maria Faccio, ha toccato anche un altro aspetto che rende il lavoro ancora più difficile, specie per le donne: la difficoltà nel conciliare la vita lavorativa con la gestione della casa e quella dei figli che, appunto, sembra sia tornata ad essere una questione soprattutto femminile.

«Il problema della genitorialità è fondamentale in questo periodo – ha affermato Zambetta – ma per entrambi i genitori che sono ulteriormente impegnati. Bisogna cercare ancora di più di conciliare i tempi del lavoro con i tempi di vita. Spesso abbiamo pensato allo smart working come un aiuto alla genitorialità. In questo le banche sono state pronte. L’emergenza ha decuplicato il numero dei bancari che lavorano in smart working. Siamo nel pieno di una rivoluzione e questa fase emergenziale ha messo i sindacati di fronte al cambiamento che dobbiamo gestire in presenza costante con lavoratori e lavoratrice e intercettare anche i punti di debolezza nello smart working. C’è bisogno di continuo confronto con le aziende».

Per concludere, nella videoconferenza del Partito Democratico di Cassano delle Murge, è intervenuta Domenica Busto, responsabile UIL a Cassano, che ha spiegato come «tutte le sedi sindacali e che offrono servizi sono pienamente operative. Siamo chiusi ma aperti seppure con modalità differenti rispetto a quelli tradizionali. È stato disposto che patronati e CAF restino chiusi fisicamente, ma che adottino modalità a distanza. Siamo a disposizione di tutti a mezzo mail e telefono garantendo la continuità di tutti i servizi che fino a ieri offrivamo».

Domenica Busto ha dunque illustrato alcuni degli aspetti di maggiore interesse per i cittadini: dalla “riscrittura” del calendario fiscale a causa dell’emergenza sanitaria (il 730 slitta al 30 settembre, i CU al 30 aprile e la precompilata al 5 maggio) ai 600 euro a disposizione di liberi professionisti titolari di Partita IVA, lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, commercianti, artigiani, coltivatori diretti, lavoratori stagionali del turismo, operai agricoli a tempo determinati con almeno 50 giornate lavorate nel 2019, lavoratori dello spettacolo, fino alla cassa integrazione ordinaria e in deroga, ai congedi parentali straordinari per massimo 15 giorni, al bonus per baby sitter.