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Il monitoraggio degli stagni del Parco al centro di uno studio di rilevante interesse faunistico ed ecologico

Triops-cancriformisContinua a dare i suoi frutti la collaborazione fra l’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia e il Di.S.Te.B.A. (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento) che dal 2012 ha avviato uno studio sulle caratteristiche biologiche ed ecologiche degli stagni del Parco.

Dopo i risultati preliminari, già pubblicati nel corso del primo anno di studio si aggiungono nuove interessanti scoperte che mettono in risalto le peculiarità biologiche tipiche degli stagni del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Lo scorso 16 Febbraio 2016, infatti, è stata pubblicata on-line sulla prestigiosa rivista HYDROBIOLOGIA (http://link.springer.com/[…] ) una ricerca basata su tre anni di monitoraggio sulle comunità a crostacei di 19 stagni con idro-periodo (durata di permanenza dell’acqua) variabile localizzati in area Parco. Crostacei planctonici microscopici come i copepodi, i cladoceri, gli ostracodi, ma anche i grandi branchiopodi fra cui Triops. In via preliminare i dati dello studio erano già stati presentati lo scorso Aprile 2015 nell’ambito di un meeting internazionale tenutosi a Sassari proprio in tema di Stagni Temporanei.

Lo studio ha rivelato che determinate specie di crostacei caratterizzano gruppi di stagni con tre diversi livelli di idro-periodo: stagni temporanei di breve durata (4-20 settimane), stagni temporanei con lungo idro-periodo (oltre 5 mesi), stagni permanenti.

Inoltre, contrariamente rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare, sono proprio gli stagni temporanei di breve durata ad ospitare il maggior numero di specie di crostacei, spesso manifestando comunità biologiche di antica origine e molto ben strutturate, con pochi casi comparabili nel resto dell’area Mediterranea. L’espressione delle stesse comunità di crostacei si ripete nel tempo, in ciascuno stagno, grazie ai forti adattamenti del ciclo vitale di questi organismi che prevedono la produzione di ‘stadi di resistenza’ in grado di aspettare la stagione favorevole (quella con abbondanti piogge che alimentano gli stagni).

I dati emersi dallo studio, rivelano delle analogie con stagni temporanei strettamente tipici dell’area Mediterranea che vede la massima espressione di diversità nelle cosiddette ‘Hemidiaptomus-ponds’ (stagni con Hemidiaptomus) dal nome dei copedodi di grossa taglia del genere Hemidiaptomus, particolarmente caratterizzanti certi ambienti.

Le informazioni derivanti dallo studio dei crostacei hanno dato esiti comparabili e risultati complementari rispetto a quanto viene descritto dalle macrofite che pure mostrano avere maggior numero di specie negli ambienti più ‘temporanei’ fra quelli esaminati (dallo studio sono stati tralasciati gli ambienti effimeri, ovvero quelli con meno di 4 settimane di idro-periodo).

Copepode-calaioide-del-genere-HemidiaptomusLo studio incrociato delle piante ha inoltre permesso di identificare l’habitat prioritario 3170* (Stagni Temporanei Mediterranei) in ben 10 stagni secondo i criteri della Direttiva 92/43/CEE.

Tuttavia, proprio da quanto emerge dalle tipiche comunità a crostacei, la Direttiva Habitat pare non essere sufficientemente in grado di identificare alcuni stagni che necessitano ripristino e/o tutela, specialmente nel caso in cui le opere di aratura compromettono la conservazione delle piante tipiche delle aree degli stagni (oltre alla permanenza di acqua stessa sul suolo) e di conseguenza dell’intero ecosistema-stagno.

Il ruolo ecologico degli stagni nell’area Parco è fondamentale, soprattutto se si considera quanto scarsa sia la risorsa ‘acqua’ in un territorio carsico e prevalentemente secco quale il territorio murgiano.

In questo contesto gli stagni non solo rappresentano una importante oasi di biodiversità, ma un complesso sistema ecologico a supporto del sostentamento della fauna selvatica e come tali necessitano di importanti e mirati misure di salvaguardia e gestione.

Per chi fosse interessato allo studio, e non è abbonato alla rivista Hydrobiologia, può inoltrare richiesta per una copia dell’articolo contattando direttamente gli autori sulla piattaforma on-line ResearchGate al link: https://www.researchgate.net/.

Fonte: Parco Nazionale Alta Murgia