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In quarantena, tra il “sacro” e l’“irrazionale”

di Vito Surico

un “frame” dalla diretta Facebook pubblicata sulla pagina della Parrocchia “Santa Maria delle Grazie” di Cassano delle Murge

Piergiorgio Odifreddi, matematico che è stato ospite a CassanoScienza nell’aprile 2018, durante la puntata di “Frontiere” in onda su Rai1, dedicata alla Pasqua e ai riti “rivoluzionati” a causa delle restrizioni imposte per porre un freno al contagio da Covid-19, ha affermato: «se noi oggi abbiamo potuto in qualche modo prevedere quali sarebbero state le reazioni al virus e decidere quali politiche seguire, è stato grazie a coloro che questi virus li hanno non esorcizzati cercando di rivolgersi a potenze soprannaturali o al sacro per combatterli, ma che li hanno studiati nel dettaglio. Quindi io temo che fino a quando la gente continuerà a rivolgersi a quello che purtroppo si può chiamare l’irrazionale, di natura o religiosa o spirituale o sacrale, in realtà ci si allontana dalla soluzione dei problemi».

Soluzione dei problemi che pare ancora più lontana quando le persone assumono anche comportamenti “irrazionali”, per usare la definizione di Odifreddi: ha fatto molto discutere, nello scorso week end, quanto accaduto a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, quando circa un centinaio di persone si sono radunate dinanzi alla chiesa per il Venerdì Santo.

Con numeri decisamente minori, anche Cassano delle Murge ha dato il suo contributo di “irrazionalità” per rinnovare la tradizione dei riti della Pasqua: sul piazzale del Convento, infatti, è stato portato in “processione” il Crocifisso considerato “miracoloso” e la comunità è stata benedetta, con la speranza che la benedizione possa liberarla dalla pandemia, insieme al resto del pianeta.

Il Crocifisso, pare, non lasciava il suo “cappellone” da ben 36 anni. Un evento raro ed eccezionale, come eccezionale è il periodo che stiamo vivendo ed eccezionali sono le misure messe in atto per limitare i contatti e la diffusione del SARS-CoV2, al quale i parroci delle parrocchie cassanesi, insieme alla sindaca Maria Pia Di Medio con tanto di fascia tricolore, non hanno voluto rinunciare.

Il tutto è testimoniato da una diretta Facebook pubblicata sulla pagina della parrocchia Santa Maria delle Grazie: i parroci e i padri agostiniani del Convento portano il Crocifisso sul piazzale dove ad attenderli c’è una decina di persone e la prima cittadina, con loro anche due volontari della Pubblica Assistenza di Cassano delle Murge. Tutti muniti di mascherina. Probabilmente hanno tutti, o quasi, rispettato il distanziamento sociale.

Ma certamente nessuno dei presenti ha rispettato Decreti e Ordinanze che impongono determinate misure di sicurezza. Lo stop ai riti religiosi, tra l’altro, è stato uno dei primi ad essere imposti poiché, come ha affermato il prof. Walter Ricciardi (docente all’Università “Cattolica” di Roma e dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità) sempre nella succitata puntata di “Frontiere”, «purtroppo le cerimonie religiose nella storia delle epidemie sono state molto spesso addirittura i focolai di infezioni».

L’episodio, dunque, oltre che “irrazionale” si rivela anche “irresponsabile” ed è stato segnalato alla nostra redazione lo scorso 10 aprile da una nota, a firma di “alcuni cittadini” che hanno definito l’evento «un’offesa» a chi rispetta le direttive emanate dal Governo e dagli altri Enti, comprese le Ordinanze Sindacali.

Inevitabilmente, la questione ha causato non poche polemiche su Facebook, su profili privati e gruppi di cittadini, e dai commenti ad alcuni post è anche emerso che ci sarebbe stato un “permesso” per lo svolgimento della “processione” del quale però non vi è traccia da nessuna parte.

Sarebbe stato forse più opportuno che a portare in “processione” il Crocifisso sul piazzale del Convento fossero stati solo i padri agostiniani che risiedono nel Santuario e che l’evento fosse trasmesso con le tecnologie che abbiamo a disposizione. Anche perché non ha davvero alcun senso, in un periodo in cui siamo costretti a rispettare rigide regole e a dover stare distanti per non rischiare di contagiarci gli uni con gli altri, correre il rischio in attesa di un miracolo.

E se è vero, come ha scritto la sindaca Di Medio in un post pubblicato sulla pagina Facebook del Comune di Cassano delle Murge sabato 11 aprile, che «per la maggior parte dei cattolici, questi piccoli riti concessi, possano essere di grande consolazione e speranza» è pure vero che, nel rispetto delle regole, i riti religiosi non si fermano in questo periodo tanto che Papa Francesco ha celebrato in solitudine in piazza San Pietro a Roma. Parroci e preti celebrano dai terrazzi delle proprie abitazioni o delle chiese, cercando di essere vicini ai fedeli. Insomma, la tradizione poteva essere rispettata anche in modo “eccezionale”, piuttosto che in modo “irrazionale” come è stato fatto.

Con il rischio che ora la quarantena forzata diventi una guerra di religione: Cassano, specie in questo periodo, non ha certo bisogno di ulteriori spaccature tra i suoi cittadini e, purtroppo, è già balzata all’onore delle cronache nazionali per la questione dei volantini in inglese affissi nel Centro Storico (anche sui portoni di alcune abitazioni in cui risiederebbero cittadini stranieri). Questione che ha sollevato l’ira dell’associazione “Cercasi un Fine”, presieduta da don Rocco D’Ambrosio che, però, sulla “processione” sul Convento non si è espresso.

Dell’argomento ha parlato anche il blogger cassanese Vito Stano chiedendosi se ora, per una sorta di par condicio tra credenti e non, verrà organizzata una celebrazione anche per il prossimo 25 aprile, quando saranno ancora in vigore le misure restrittive. Il giornalista ha rivolto anche alcune domande alla prima cittadina in merito alla gestione della manifestazione religiosa e della sua partecipazione alla stessa, alla quale la sindaca Di Medio ha provato a dare delle risposte.

Quello che accadrà il 25 aprile non lo sappiamo (anche se la sindaca afferma di continuare «ed essere convinta ed attiva sul fronte contenimento»). Sappiamo tutti, però, che ora stiamo affrontando un nemico invisibile e che l’isolamento, adesso, è forse l’unica via verso la Liberazione, comunque la si voglia intendere.

Ci sono strumenti e tecnologie che ci permettono di essere “lontani ma vicini” (com’è d’uso dire in questi giorni) e di amplificare, forse, il messaggio che vogliamo trasmettere anche senza essere necessariamente assembrati in luoghi specifici.