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Incontro con l’autore: Stefano Valenti ospite del “Leonardo-Platone”

stefano valenti al liceoStefano Valenti, vincitore della cinquantaduesima edizione del Pemio Campiello Opera Prima, sarà ospite domani, martedì 10 marzo, del liceo scientifico-classico “Leonardo-Platone” di Cassano delle Murge per presentare il suo “La fabbrica del panico”.

L’incontro con l’autore si terrà presso l’auditorium dell’istituto scolastico cassanese alle ore 16:00.

Stefano Valenti ha tradotto numerosi libri, sia di narrativa sia di saggistica, per diverse case editrici (fra cui “Questo non è un Manifesto” di Michael Hardt e Antonio Negri, Feltrinelli, 2012 e “Invecchiando gli uomini piangono” di Jean-Luc Seigle, Feltrinelli, 2013). Per i classici ha tradotto “Germinale” (2013) di Émile Zola e “Il giro del mondo in ottanta giorni” (2014) di Jules Verne.

Con il suo primo romanzo, “La fabbrica del panico”, pubblicato da Feltrinelli nel 2013, ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2014.

Il libro

la fabbrica del panicoUna valle severa. In mezzo, il lento andare del fiume. Un uomo tira pietre piatte sull’acqua. Il figlio lo trova assorto, febbricitante, dentro quel paesaggio. È lì che ha cominciato a dipingere, per fare di ogni tela un possibile riscatto, e lì è ritornato ora che il male lo consuma. Ma il male è cominciato molto tempo prima, negli anni settanta, quando il padre-pittore ha abbandonato la sua valle ed è sceso in pianura verso una città estranea, dentro una stanza-cubicolo per dormire, dentro un reparto annebbiato dall’amianto. Fuori dai cancelli della fabbrica si lotta per i turni, il salario, per ritmi più umani, ma nessuno è ancora veramente consapevole di come il corpo dell’operaio sia esposto alla malattia e alla morte. Lì il padre-pittore ha cominciato a morire. Il figlio ha ereditato un panico che lo inchioda al chiuso, in casa, e dai confini non protetti di quell’esilio spia, a ritroso, il tempo della fabbrica, i sogni che bruciano, l’immaginazione che affonda, il corpo subdolamente offeso di chi ha chiamato “lavoro” quell’inferno. Ci vuole l’incontro con Cesare, operaio e sindacalista, per uscire dalla paura e cominciare a ripercorrere la storia del padre-pittore e di tutti i lavoratori morti di tumore ai polmoni. È allora che il ricordo diventa implacabile e cerca colori, amore, un nuovo destino.

Dai primi romanzi di Paolo Volponi nessuno è riuscito a “entrare” in fabbrica con la potenza, il nitore, la stupefazione di Stefano Valenti, e quello che sembra un mondo perduto torna come il rimosso infinito della sopraffazione.

Ecco il booktrailer.