Nella riforma delle telecomunicazioni gli eurodeputati chiedono prezzi più bassi per le chiamate internazionali nell’UE e un sistema di allerta in caso di emergenze.

Il Palrlamento si batte per ottenere costi inferiori per le telefonate internazionali.

I prezzi della delle chiamate sono scesi costantemente negli ultimi vent’anni, Ma c’è ancora un aspetto che può rendere le nostre bollette molto salate: le chiamate internazionali.

Presto potremo dire addio anche a loro, perché la Commissione Industria del Parlamento europeo ha proposto che le chiamate da fisso e mobile verso paesi l’UE non superino in maniera irragionevole il costo della chiamate nazionali.

Infatti adesso ci troviamo nella situazione in cui i costi roaming sono spariti definitivamente, quindi quando ci troviamo all’estero spendiamo come a casa per telefonare e navigare su internet. Ma per chiamare numeri UE da casa, cioè quelli col prefisso nazionale diverso dal nostro, restano in vigore le tariffe per le chiamate internazionali, decisamente più elevate di quelle domestiche. Alcune chiamate internazionali possono arrivare a costare anche 1 euro al minuto. I deputati chiedono che le chiamate internazionali fatte a numeri UE abbiano un costo ragionevolmente comparabile alle chiamate domestiche.

Già nel 2016 gli eurodeputati chiesero alla Commissione di trattare la questione delle tariffe abusive applicate alle telefonate e agli SMS transfrontalieri intra-UE.

Nella riforma delle telecomunicazioni gli eurodeputati hanno anche inserito una proposta per aumentare la sicurezza dei cittadini. Potremmo chiamare il sistema “112 al contrario” perché permetterebbe alle autorità nazionali o locali di mandare un’allerta via telefono ai cittadini in casi di disastri naturali o attacchi terroristici.

Queste proposte fanno parte di una più ampia riforma delle telecomunicazioni che mira a stimolare gli investimenti nelle reti di nuova generazione, migliorare l’uso delle frequenze radio e migliorare la protezione della privacy delle comunicazioni.

“Si tratta di circa 500-600 miliardi di investimenti e praticamente tutti, almeno il 90%, sono privati. Quindi affrontiamo queste nuove regole con l’obiettivo di promuovere gli investimenti, di promuovere il dispiegamento di una connettività di alta qualità con reti di grande capacità, attraverso la fibra ottica nelle case, ad esempio” ha spiegato la relatrice della proposta e deputata spagnola Pilar del Castillo (PPE).

La Commissione Industria ha votato tenendo conto dell’opinione della Commissione Mercato interno, per cui è relatrice la deputata ceca Dita Charanzova (ALDE): “La fine del roaming è stata un grande successo. Ma non possiamo fermarci a metà. Dobbiamo risolvere l’assurda situazione in cui costa meno chiamare dall’estero che da casa”.

Dopo questo voto nella Commissione Industria l’assemblea plenaria del Parlamento deve votare affinché possano cominciare i negoziati con il Consiglio dell’Unione europea per raggiungere un accordo sul testo finale.

Fonte: Parlamento europeo