fbpx

La Legge di Stabilità 2015: principali novità

a cura dello Studio Arganese&Partners

(foto Google)
(foto Google)

Siamo a metà ottobre ed il Consiglio dei Ministri (che si è riunito proprio il 15 ottobre 2014) ha approvato il disegno della Legge di Stabilità per il 2015. È probabile che la versione definitiva del provvedimento sarà diversa, ma vediamo a grandi linee le principali aree d’intervento attualmente previste dal Governo Renzi.

Taglio dell’IRAP e del cuneo fiscale

Il provvedimento di maggior impatto e forse il più robusto incentivo fiscale al mondo imprenditoriale arriva sull’IRAP: la componente Irap sul lavoro (pertanto sarà deducibile il costo del lavoro) verrà eliminata già dal 2015, per un esborso da 5 miliardi di euro. A questo si affiancherà per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato la cancellazione per un triennio dei contributi previdenziali (spesa per lo stato da 1,9 miliardi di euro); tali norme vanno ad affiancare quelle già previste nel Jobs act.

Forfait per le partite Iva di minori dimensioni

Per le partite Iva con reddito annuale sotto i 15 mila euro l’esecutivo introduce una tassazione forfettaria (si ipotizza anche di elevare il tetto a 40 mila euro). Tale regime semplificato andrebbe a sostituire quello dei contribuenti minimi e gli altri regimi forfettari minori. L’aliquota prevista sarà comunque maggiore di quella del 5% prevista per gli attuali contribuenti minimi.

Bonus IRPEF in busta paga

Si stabilizzerà il bonus di 80 euro al mese a favore dei lavoratori dipendenti.

Decontribuzione – Incentivate le assunzioni a tempo indeterminato. Infatti, le imprese che intendono assumere dal prossimo anno un lavoratore con la formula del contratto a tempo indeterminato, sarà esente dal pagamento dei contributo per ben tre anni. Quindi, verranno azzerati i contributi, sia il 32,70% a carico dell’azienda che il 9,19% a carico del lavoratore. L’agevolazione avrà un limite massimo annuo di 6.200 euro. Conti alla mano, l’azzeramento dei contributi arriverebbe fino a circa 19.000 euro di salario. L’agevolazione, in particolare, non varrà per il lavoro agricolo, per il lavoro domestico e per l’apprendistato. Restano esclusi, altresì, le assunzioni di lavoratori che nei sei mesi precedenti sono stati occupati con contratto a tempo indeterminato “presso qualsiasi datore di lavoro” e non spetta alle persone che abbiano già avuto benefici su assunzioni a tempo indeterminato. Pertanto, il lavoratore assunto deve essere alla ricerca di prima occupazione o disoccupato da almeno sei mesi o con contratti di lavoro diversi da quello standard a tempo indeterminato. A tal fine, il Governo ha destinato 1,9 miliardi di euro. Alcuni dubbi permangono ancora circa la tempistica di attuazione, visto che probabilmente s’intende attendere l’attuazione del contratto a tutele crescenti promosso dal Jobs act.

Bonus per ricerca e sviluppo

Viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura tra il 25 e il 30% a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Contemporaneamente vi è un’apertura della normativa italiana alle start-up innovative Europee che hanno una sede produttiva o un filiale nel nostro paese. Incremento di un anno, da 4 a 5, del limite temporale entro il quale poter essere considerate start-up innovativa dalla data di costituzione della società, estendendo del medesimo periodo la relativa facoltà di godere del particolare statuto normativo ad essa dedicato. Introduzione di un regime opzionale di tassazione agevolata per le società e gli enti commerciali per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali.

Il credito d’imposta del 25% sarà riconosciuto, fino a un importo massimo annuale di euro 5 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute dalle imprese spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 30 mila.

Patent box

Regime opzionale di tassazione agevolata per le società e gli enti commerciali con riferimento ai redditi derivanti sia dalla concessione in uso delle opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di marchi d’impresa nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, beni immateriali sia da quelli rivenienti dall’utilizzo diretto degli stessi nell’esercizio della propria attività di impresa. L’esclusione del 50% del reddito derivante dall’utilizzo di beni immateriali è la misura minima di esclusione che può rendere attraente il regime in parola per le imprese.

Tfr in busta paga – La prima vera novità è la tanto discussa possibilità per il lavoratore di poter anticipare su base volontaria il proprio trattamento di fine rapporto in busta paga. La misura, che diventerà operativa in via sperimentale per un triennio a partire dal 2015, riguarda i lavoratori del settore privato (restano esclusi dall’intervento i lavoratori pubblici, domestici e agricoli). Su quest’ultimo punto, però, occorre effettuare un’importante precisazione. Infatti, secondo le ultime bozze circolate nella giornata di ieri, chiedere l’anticipo sarà sconveniente per i lavoratori, in quanto la tassazione che si applicherà sarà quella ordinaria e non quella agevolata come si pensava. Quanto detto è contenuto nell’art. 6 della bozza, il quale precisa altresì che la richiesta, se fatta, è irrevocabile fino al 2018 e scatterà per le retribuzioni dal primo marzo 2015 al 30 giugno 2018. Su quest’ultimo aspetto, però, si attende il testo ufficiale, poiché il Ministero dell’Economia ha parlato di 1° gennaio 2015. Inoltre, per garantire la liquidazione della prestazione, le banche anticiperanno alle imprese le risorse necessarie. Può aderirvi anche chi ha deciso di destinare il Tfr ai fondi di previdenza integrativa. Come detto, il Tfr entrerà a far parte della busta paga a decorrere dal 2015, con effetto retroattivo di un anno; quindi si potrà riscattare anche il Tfr maturato nel 2014.

Start-up

Esenzione per un quinquennio dal pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale per l’iscrizione della start-up nella sezione speciale del registro delle imprese.

Intervento sulla disciplina che regolamenta il cosiddetto equity crowdfunding per le start-up innovative, ovvero la possibilità per queste società di utilizzare portali online per la raccolta di capitale di rischio attraverso gestori specializzati.

La modifica proposta intende ampliare la possibilità di raccogliere capitale in crowdfunding ai veicoli di investimento, siano essi Oicr o società di partecipazioni che investono prevalentemente in start-up innovative.

Favorendo così la raccolta dei capitali da parte delle start-up e tale possibilità rappresenta certamente l’elemento più decisivo per la crescita dell’ecosistema start-up.

Fondo di garanzia Pmi

Ridisegnato il funzionamento del fondo centrale con l’obiettivo di rendere lo stesso più efficiente ed efficace anche alla luce delle iniziative europee finalizzate al sostegno del credito alle piccole e medie imprese.

Nell’ambito degli strumenti a disposizione del fondo, la novità principale è rappresentata dalla possibilità per il fondo di garantire le c.d. tranche mezzanine emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi come sottostante prestiti alle piccole e medie imprese. Nello stesso contesto, si innesta una revisione della governance del fondo volta a prevedere un comitato di monitoraggio e valutazione che abbia al suo interno anche i rappresentanti del mondo delle imprese e del sistema finanziario.

Lotta all’evasione fiscale nel settore dei giochi

Il governo accelera sulla lotta all’evasione fiscale nel settore dei giochi. Verrebbe istituita una tassa sull’attività delle agenzie di scommesse collegate a bookmaker esteri privi di concessione statale. Ciascun punto vendita non autorizzato dovrebbe versare al Mef un’aliquota forfettaria annuale dell’8% sulla propria attività di scommessa, esattamente il doppio delle agenzie collegate a Sogei. La base imponibile per il calcolo della tassa sarebbe costituito dalla media provinciale di incasso delle agenzie controllate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Termini dell’accertamento

Il disegno di legge di stabilità andrebbe a modificare i termini per avvisi di accertamento e cartelle di pagamento, ancorandoli agli elementi rettificati.

Il disegno di legge di stabilità approvato dovrebbe quindi contenere altre innovazioni concernenti l’accertamento.

Fra le norme tributarie si nasconde anche un incentivo all’istituto del ravvedimento operoso, che ha l’intento di recuperare base imponibile per volontà dei contribuenti.

Reverse charge esteso al settore energetico

Nel disegno di legge di stabilità anche nuove norme anti frode IVA e split payment per le operazioni con enti pubblici. Lo split payment è uno dei possibili metodi per semplificare la riscossione dell’IVA. Il meccanismo dell’inversione contabile dovrebbe essere esteso alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici.

Spending review per gli enti locali e pubbliche amministrazioni

Una delle più importanti fonti di finanziamento per la Legge di stabilità è un’ulteriore cura dimagrante per la spesa pubblica quantificata in 15 miliardi di euro.

Aumento delle aliquote IVA

Fra le norme di copertura previste, si nasconde un possibile aumento delle aliquote IVA del 10% e del 22% (a partire dal 2016) e delle accise sui carburanti.