fbpx

La legge regionale sulla bellezza: «un’idea che guarda al futuro». I progetti per Cassano nel “mosaico pugliese”

di Vito Surico

in Sala Consiliare l’incontro “La legge regionale della ‘Bellezza’ e i progetti per Cassano”. Da sinistra: Domenico Nicoletti (direttore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia), Maria Pia Di Medio (sindaca del Comune di Cassano delle Murge), Francesca Marsico (presidente seconda commissione consiliare), Alfonso Pisicchio (assessore alla pianificazione territoriale e all’urbanistica della Regione Puglia), Michele Laporta (consigliere delegato al bilancio e alla viabilità della Città Metropolitana di Bari) e Michele Campanale (assessore alla rigenerazione urbana)

Esistono parametri oggettivi per definire il concetto di bellezza?

Si può imporre la bellezza per legge?

Forse no. Ma certamente esiste un diritto dei cittadini alla bellezza. E la politica, in Puglia, ha deciso di favorire la bellezza attraverso l’armonia del territorio e il benessere delle persone: «ho immaginato che la bellezza fosse la massima espressione della qualità», ha affermato Alfonso Pisicchio, promotore della Legge sulla Bellezza del Territorio Pugliese, ospite ieri nella Sala Consiliare di Cassano delle Murge per presentare il suo disegno di legge.

«Vogliamo promuovere un sistema che renda qualitativamente migliori i luoghi in cui viviamo – ha continuato l’assessore regionale alla pianificazione territoriale e all’urbanistica – ponendo l’uomo al centro della nostra azione attraverso norme che garantiscano una qualità di vita migliore».

La Legge sulla Bellezza del Territorio Pugliese nasce come legge partecipata e condivisa, una Legge che nasce dal basso attraverso il coinvolgimento delle comunità del “mosaico pugliese” grazie al Tour della Bellezza che, in otto tappe, ha toccato l’intera Regione riscontrando una partecipazione forte, attenta e attiva in un confronto, fatto anche di critiche, serio e costruttivo.

«Certo – ha affermato Pisicchio – ragioniamo su un’idea, ma con questa Legge vogliamo porre le basi per fare qualcosa che serva al presente ma soprattutto al futuro. È una Legge per le persone: se salvaguardiamo le persone, salvaguardiamo anche tutto ciò che le circonda partendo dall’idea che se la globalizzazione omologa, noi vogliamo recuperare l’identità, la memoria, la storia e il futuro dei luoghi e del territorio».

La Legge, dunque, prova a definire cos’è la bellezza per un territorio e come fare per porla in atto, per creare delle città dal valore umano attraverso la valorizzazione e la protezione del territorio pugliese, la riduzione del consumo del suolo, la rigenerazione urbana, la rimozione dei detrattori di bellezza del paesaggio, la valorizzazione degli elementi che formano il “mosaico pugliese” partendo dal presupposto che, come affermava Peppino Impastato (citato in apertura della Legge) “se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Ma come contribuisce Cassano alla bellezza del territorio pugliese?

Durante l’incontro in Sala Consiliare, moderato dalla presidente della seconda commissione consiliare Francesca Marsico, la sindaca Maria Pia Di Medio, l’assessore alla rigenerazione urbana Michele Campanale e il consigliere delegato alla viabilità della Città Metropolitana di Bari Michele Laporta hanno provato a rispondere attraverso la presentazione dei progetti in via di realizzazione.

«Cominciamo a muoverci in maniera più spedita sugli interventi per rigenerare il tessuto urbanistico – ha affermato la prima cittadina – perché è importante vivere in un posto bello e dobbiamo valorizzare la vocazione ambientale di Cassano sfruttando le opportunità che si presentano. Con la Legge sulla Bellezza avremo le armi per combattere gli interventi non in linea con l’armonia del territorio».

«Abbiamo colto le possibilità di ottenere finanziamenti attraverso diversi bandi», ha aggiunto l’assessore Campanale accennando al bando SISUS. al quale Cassano ha partecipato con Acquaviva (ottenendo 2 milioni di euro) per la rigenerazione del Garden Village e la sistemazione della pista ciclabile sul canale dell’Acquedotto Pugliese, e a quello per le Infrastrutture Verdi (1,3 milioni di euro) che permetterà la riqualificazione della “cava grande”, della strada che conduce alla “Panoramica” e del piazzale del Convento.

Altre opportunità per Cassano, poi, arrivano dalla Città Metropolitana di Bari che, ha spiegato il consigliere Laporta, si occupa anche di pianificazione territoriale: il progetto Periferie Aperte ha consentito, grazie a un finanziamento di 400mila euro, la riqualificazione del quartiere Sacro Cuore (e grazie ad un protocollo con l’Accademia delle Belle Arti di Bari è prevista anche l’installazione di un’opera d’arte); con il Patto per Bari e il Biciplan Metropolitano Cassano entrerà nella Ciclovia delle Lame (che andrà dall’aeroporto di Bari fino a Mercadante) incentivando così la mobilità ciclistica che, per Laporta, è «una forma di incentivazione turistica».

Cassano, inoltre, sarà interessata anche dalla Ciclovia dell’Alta Murgia che attraverserà anche Gravina e Matera.

Per quanto riguarda, invece, la viabilità quotidiana sono stati avviati i lavori per la realizzazione di una rotatoria sulla Cassano-Acquaviva, sono stati stanziati 680mila euro per la manutenzione straordinaria della Cassano-Mellitto mentre per la Cassano-Sannicandro e per la Cassano-Santeramo sono previsti lavori di manutenzione.

Quello che rende più prezioso il territorio di Cassano è l’appartenenza al Parco Nazionale dell’Alta Murgia che, come ha evidenziato il direttore Domenico Nicoletti intervenuto all’incontro, si è subito candidato ad ospitare una tappa del Tour della Bellezza: «viviamo una stagione di forte individualismo – ha affermato – ma l’Italia è il Paese delle Comunità e dobbiamo capire perché ne stiamo perdendo il senso. Dobbiamo tornare a esprimere quello che realmente siamo. Abbiamo rilanciato l’ipotesi di educare alla bellezza attraverso il confronto perché riteniamo che la cittadinanza attiva e responsabile sia uno strumento per riappropriarsi del paesaggio, inteso come quella parte del territorio così come percepita dalle popolazioni, in cui ci riconosciamo e ritroviamo la nostra identità. Bisogna tornare ad essere protagonisti, attori, cittadini attivi poiché viviamo in un territorio che è un’eccellenza del Paese: la sfida è difendere la nostra identità, il nostro paesaggio. Ed è una sfida che il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha colto per difendere il bene di tutti».

Le condizioni per costruire bellezza, dunque, ci sono. La strada è certamente ardua, ma ne va del nostro futuro e servirà l’impegno di tutti perché se è vero, come affermava Dostoevskij, che “la bellezza salverà il mondo”, è altrettanto vero che, con Dante, “la bellezza risveglia l’anima dell’agire”. Agire per il bene comune.

E, a proposito di bellezza, la serata di ieri si è chiusa con le note del “Progetto Venere”.

l’esibizione dei “Progetto Venere”