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La mozione di sfiducia contro Giustino è irricevibile: «è fuffa» per la maggioranza. L’opposizione: «la verità vi fa male»

di Vito Surico

Teodoro Santorsola (capogruppo di PrimaVera Cassano) legge, a nome dei gruppi di minoranza, la mozione di sfiducia contro il vicesindaco Angelo Giustino

Protocollata il 30 ottobre, resa pubblica il 1° novembre, la mozione di sfiducia contro il vicesindaco Angelo Giustino era sicuramente il punto all’ordine del giorno più atteso del Consiglio Comunale di ieri. E, pur essendo il sesto e ultimo, non ha certo deluso le attese.

Nella mozione (corredata da proposta di deliberazione) illustrata ieri dal capogruppo di PrimaVera Cassano Teodoro Santorsola, i gruppi consiliari di minoranza chiedevano le dimissioni dell’assessore alla legalità o, nel caso non fossero arrivate, che la sindaca Di Medio sfiduciasse il suo vice revocandogli le deleghe, per presunte irregolarità commesse dallo stesso nell’approvazione della Delibera di Giunta n. 78 dell’8 agosto 2019 (presieduta proprio da Giustino) con la quale il Comune approvava uno schema di transizione per porre rimedio a diverse vertenze ancora pendenti.

Il Revisore dei Conti avrebbe “scovato”, secondo i gruppi di minoranza, diversi aspetti di illegittimità nella Delibera (dal rischio di mancanza di trasparenza e di corruzione rilevabile nelle transazioni in generale alla mancanza della somma da transigere; dalla mancanza di appropriate relazioni all’estensione di una pratica da parte del dipendente comunale che sarebbe stato oggetto del risarcimento) invitando la Giunta Comunale ad annullare la Delibera, cosa che è stata effettivamente fatta il 17 ottobre.

Per i gruppi di minoranza, dunque, Giustino avrebbe dovuto ammettere l’errore e dimettersi.

Per il vicesindaco, invece, chi fa opposizione «ignora i fatti o mena il can per l’aia sperando di colpire qualcuno». Giustino ha precisato che è stata la stessa Giunta ad inviare la Delibera al Revisore dei Conti (e non quest’ultimo a “scovarla”) chiedendo, come da TUEL, un parere che è opportuno ma non obbligatorio. Un’azione, quella della Giunta, «volta a garantire la massima trasparenza». Giustino ha dunque chiarito come, pur essendo vero che le transazioni in generale sono poco trasparenti e a rischio corruzione (l’Amministrazione ne è a conoscenza), le stesse avrebbero portato un risparmio alle casse dell’Ente e comunque la Giunta, ha spiegato, ha approvato solo lo schema di transazione, senza procedere all’invio della proposta ai destinatari e decidendo, infine, di ritirare la Delibera n. 78 dell’8 agosto 2019 per evitare dissidi tra gli uffici comunali poiché alle osservazioni del Revisore dei Conti facevano da contraltare pareri opposti di altri uffici.

Insomma, per Giustino i gruppi di minoranza sono «maestri a gettare fumo negli occhi» ed è dunque passato al contrattacco presentando una questione pregiudiziale (firmata dallo stesso vicesindaco con gli assessori Caprio e Michele Campanale e il capogruppo Pasquale Campanale) e chiedendo il ritiro della mozione per inammissibilità.

Da Regolamento del Consiglio Comunale (art. 41 che va letto in “combinato-risposto” con l’art. 40), infatti, i gruppi di minoranza possono presentare una mozione solo nel caso in cui non si ritengano soddisfatti di una risposta a un’interpellanza. La stessa può dunque diventare mozione da approfondire in Consiglio. In questo caso non vi era nessuna interpellanza sull’argomento da parte dei gruppi di minoranza.

l’assessore Giustino si difende dalle accuse dei gruppi di minoranza

Da Statuto del Comune di Cassano delle Murge (art. 30), poi, può essere presentata una mozione di sfiducia nei confronti di un componente del Consiglio ma deve essere firmata da almeno due quinti dei componenti l’assise escluso il sindaco (in questo caso sarebbero servite 6 firme su 16 consiglieri, la mozione delle minoranze ne aveva solo 5). Inoltre, bisogna discuterla almeno 10 giorni dopo che la mozione di sfiducia sia stata protocollata: in questo caso ne sono passati 7.

La mozione dei gruppi di minoranza, dunque, non ha nessuna delle caratteristiche per poter essere ritenuta tale e la presidente del Consiglio Antonella Gatti ha accolto la richiesta del vicesindaco Giustino ponendo ai voti l’inammissibilità.

Il consigliere Santorsola ha stigmatizzato il comportamento «non corretto» della maggioranza che ha consentito a Giustino di “autodifendersi” salvo poi negare la discussione sul punto all’ordine del giorno: «perché non avete posto la questione pregiudiziale in sede di Commissione? – ha chiesto Santorsola – L’autodifesa di Giustino era fondata su atti che non abbiamo. Non volete discutere perché la verità vi fa male!».

Il capogruppo di Più Cassano Davide Del Re, invece, avrebbe «voluto sentire il parere degli altri consiglieri di maggioranza. Ma visto che volete ritirare la nostra mozione, valga il nostro pensiero politico: non ci fidiamo di Giustino». «È una questione etica e morale», ha aggiunto la capogruppo di SìAMO Cassano Linda Catucci.

«I regolamenti ci sono e vanno rispettati», ha chiosato il capogruppo di X Te Pasquale Campanale: «l’assessore Giustino ha spiegato la “fuffa” che sta alla base della vostra mozione. L’avete diffusa ovunque prima di venire a discuterla in Commissione o in Consiglio e solo stamattina ci avete chiesto gli atti che citate nella mozione. Su cosa avete fatto questa mozione? Il vostro obiettivo è solo quello di gettare fango su questa amministrazione. La maggioranza è qui compatta a dirvi che avete scritto “fuffa” nella mozione. Presentatela nei modi e nei tempi corretti e facciamo un Consiglio apposta per discuterla».

La discussione è proseguita con toni accesi per poi arrivare al voto per l’irricevibilità e dunque il ritiro della mozione: la maggioranza ha votato a favore, contro la minoranza. 11-5. Mozione ritirata.

un intervento della sindaca Maria Pia Di Medio

È stato ritirato anche il quinto punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di ieri: quello sulla convenzione con il Comune di Grumo Appula per il Segretario Generale che avrebbe prestato servizio anche a Cassano, ma “part-time” per tre mesi. La convenzione è stata chiesta poco prima che cadesse l’Amministrazione Comunale grumese e il Commissario Prefettizio del vicino Comune ha chiesto di rivederla, pertanto non ha più senso quella portata in approvazione ieri. Per Santorsola «il nostro Comune non può più fare a meno del segretario. Si approvi comunque lo schema di convenzione e si autorizzi il sindaco a utilizzarlo anche nel caso di accordi con altri Comuni. L’augurio è, però, che si trovi un Segretario a “tempo pieno”, perché serve che stia qui notte e giorno per porre rimedio a quello che avete combinato in Comune». La sindaca Di Medio ha ribadito che è necessario rielaborare la convenzione per venire in contro alle richieste del Commissario Prefettizio di Grumo e che sarebbe inutile approvare quella portata in Consiglio. Il punto è stato dunque ritirato.

Sono stati approvati a maggioranza, invece, la ratifica di una variazione di bilancio sulla redistribuzione delle somme per la prevenzione degli incendi boschivi e due debiti fuori bilancio (per circa 4mila euro complessivi). Un altro punto riguardante un debito fuori bilancio è stato ritirato per errori di calcolo.

In apertura dei lavori Santorsola ha chiesto che l’azione dell’Amministrazione Comunale sul blocco all’installazione di nuovi ripetitori sul territorio sia più concreta. Che si passi dalle parole ai fatti ed ha poi presentato un’interpellanza sul Museo del Territorio di Cassano delle Murge e dell’Alta Murgia, non ancora aperto nonostante sia pronto da quasi tre anni.

Prima dell’avvio, infine, il Consiglio Comunale ha ricordato Anna Maria Centrulli, recentemente scomparsa, per il suo grande impegno nel volontariato a Cassano delle Murge.