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La Regione “abbatte” il superticket sanitario. Zullo: «occorre fare un’operazione verità»

(foto Google)

Nella seduta dello scorso 2 marzo, la Giunta Regionale della Regione Puglia, in conformità alla legge finanziaria, ha deliberato, la riduzione del “superticket” da 10 euro a 0,50 centesimi per le seguenti categorie:

  • assistiti appartenenti a nuclei familiari con reddito annuo fino a 23.000,00 euro, incrementato di 1.000,00 euro per ogni figlio a carico (codice di esenzione E96 e codice di esenzione E94);
  • assistiti minorenni privi di esenzione;
  • assistiti di età uguale o superiore a 65 anni privi di esenzione.

La Puglia ha ridotto al minimo possibile il superticket portandolo a soli 0,50 centesimi per le su richiamate categorie di assistiti. Si tratta di una riduzione di 9,50 euro per ciascuna ricetta.

La riduzione del superticket decorrerà, così come previsto dal Decreto, dopo l’approvazione da parte del Comitato paritetico permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e da parte del Tavolo per la verifica degli adempimenti di cui agli articoli 9 e 12 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.

Entro tale data di avvio saranno predisposti gli adeguamenti ai sistemi informativi regionali senza alcun adempimento da parte degli assistiti. Non sarà dunque necessario per gli assistiti recarsi presso gli uffici Asl per ottenere le esenzioni ma queste verranno operate automaticamente dagli uffici.

Per il presidente del gruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, però, su tale deliberazione della Giunta Regionale «occorre fare un’operazione verità».

«All’annuncio trionfale di Michele Emiliano si è subito unito il consigliere regionale della maggioranza Paolo Pellegrino, ma siamo sicuri che sia solo il primo – scrive Zullo –. Per questo occorre fare un’operazione verità nell’interesse dei pugliesi. Quella della diminuzione del superticket da 10 euro a 0,50 centesimi, poi, richiede anche una spolverata sul passato, in modo particolare sulla gestione Sanità a cura del centrosinistra targato prima Vendola e poi Emiliano.

L’operazione verità è presto detta: la diminuzione non è opera del governo Emiliano, ma è intervenuta una norma nazionale che ha imposto alla Regione Puglia di azzerare il ticket sulle visite diagnostiche, stessa indicazione non è stata data per il ticket sulle ricette farmaceutiche, per cui i pugliesi continueranno a pagare 1 euro in più rispetto agli altri italiani. Una cifra esigua? Provate a chiederlo ai malati cronici (diabetici, ipertesi, cardiopatici etc etc) che in farmacia vanno un giorno sì e l’altro pure.

L’operazione passato, invece, è utile a ricordare ai pugliesi come si è arrivati al superticket di 10 euro pagato in questi 15 anni dai pugliesi per ogni visita specialistica in struttura pubblica. Nell’ottobre del 2005, pochi mesi dopo l’insediamento di Nichi Vendola alla presidenza, il Consiglio regionale certificò un avanzo del Fondo Sanitario Regionale di circa 1,5 milioni di euro. La gestione scellerata da parte della Sinistra ha portato, poco dopo, ad azzerare gli avanzi, a sforare il Patto di Stabilità, a creare un disavanzo nel Fondo Sanitario Regionale e quindi a essere conseguentemente costretti ad entrare in Piano di Rientro. Tutto questo ha comportato per i pugliesi dover pagare in più 10 euro di superticket per ricette specialistiche e 1 euro per ricette farmaceutiche. Non solo, il duo Vendola-Emiliano ha dovuto aumentare Irpef, Irap e Accise sui carburanti.

Il centrodestra, anche dall’opposizione con emendamenti alle Leggi Finanziarie, ha sempre invitato Vendola prima ed Emiliano poi a eliminare gli odiosi balzelli, anche perché nel frattempo l’11% dei pugliesi rinuncia alle cure sanitarie perché troppo costose, e una buona fetta a parità, praticamente, di costi ha preferito fare gli esami diagnostici dai privati. Insomma, un doppio danno per le casse della Sanità pugliese pubblica.

Mi tocca, infine, aprire un altro capitolo: la riduzione del superticket da sola non risolve i problemi di salute dei pugliesi né potrà determinare risparmio alla loro tasca perché con le liste di attesa che il Presidente-Assessore Emiliano ha creato in Puglia se vuoi o vorrai curarti nei tempi giusti comunque devi ricorrere al privato pagando di tasca tua. Per alcuni esami diagnostici o anche semplici visite specialistiche ormai non si parla più di mesi, ma di anni! C’è un dato che deve attrarre la riflessione dei pugliesi: nella propaganda di Emiliano poco coincide con la realtà dei drammi di chi vive nella sofferenza impotente rispetto ad un servizio sanitario regionale che ritarda le cure e che porta ad aggravare lo stato di salute. A meno che non si va a pagamento. Ovviamente per chi può!».