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L’appello di due imprenditori cassanesi al presidente Conte: «non ci abbandoni. Faccia quello che farebbe un padre di famiglia»

uno scorcio della Murgia vista dall’Agriturismo “Fasano”, i cui titolari, Anna e Domenico Caponio, hanno rivolto un accorato appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto Facebook)

L’emergenza sanitaria e le misure messe in atto per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19 stanno, a tutti i livelli, creando non poche difficoltà.

È ormai un mese che siamo chiusi in casa, in attesa che la situazione migliore. E, ora che qualche spiraglio comincia a vedersi, specie dal punto di vista sanitaria, ma sappiamo che la situazione è ancora lontana dall’avere una soluzione, si comincia a pensare al dopo.

Si parla di “Cura Italia”, decreti per la liquidità, interventi sempre più incerti dell’Unione Europea. E a farne le spese sono soprattutto quei piccoli imprenditori che, con sacrificio, hanno tirato su un’impresa o semplicemente portato avanti e sviluppato l’iniziativa imprenditoriale avviata dai propri genitori o nonni.

Imprese che, nonostante gli annunci, al momento non riescono a vedere la luce in fondo al tunnel.

Anna e Domenico Caponio sono i titolari dell’agriturismo “Fasano” di Cassano delle Murge. Portano avanti la propria attività ma hanno bisogno di aiuto, come tutti gli imprenditori, specie nel settore turistico.

Riportiamo di seguito, integralmente, la lettera che i signori Anna e Domenico Caponio indirizzano al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

Gentilissimo Presidente,

le scriviamo poche righe per dirle che siamo due piccoli imprenditori che hanno il desiderio di mollare tutto, di mandare a casa tutti i dipendenti, di non investire tempo per i nostri sogni, di non regalare sorrisi più a nessuno in quanto i nostri si sono già spenti; stiamo ferendo, per non dire uccidendo, i cuori dei nostri genitori che hanno consegnato nelle nostre mani i lori sacrifici.

Ora le chiediamo da uomini a uomini se lei ha mai provato almeno una volta nella vita quello che stiamo provando noi giovani imprenditori assopiti da un incubo che si chiama “fallimento”.

Il virus fa meno paura perché trovate le contromisure si contrasta… ma la voglia di mollare tutto non si ferma con un prestito o con una moratoria. 

Se non vuole che questi giovani sorrisi diventino lacrime, non abbandoni questa generazione.

Faccia quello che farebbe un padre di famiglia, darebbe anche la vita per vedere felice i suoi figli.

Una serena Pasqua a tutti

Caponio Anna e Domenico