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Lavori in piazza Rossani: «nessuna programmazione e importo superiore ai 100mila euro del Governo». I gruppi di minoranza interpellano l’assessore Giustino

un intervento del capogruppo di Più Cassano, Davide Del Re, che ha letto l’interpellanza, durante il Consiglio Comunale del 4 giugno (foto Facebook)

Grazie ai fondi, pari a 100mila euro, messi a disposizione dal Governo centrale per molti Comuni d’Italia, l’Amministrazione Comunale di Cassano delle Murge ha avviato i lavori per la sistemazione della pavimentazione in piazza Rossani, della Sala Consiliare e del palazzo Municipale.

«I fondi assegnati – come hanno fatto presente i Consiglieri Comunali di opposizione in un’interpellanza rivolta al vicesindaco e assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici, Angelo Giustino – consentivano una molteplicità di interventi di messa in sicurezza sul patrimonio comunale» purché i progetti fossero presentati entro il 15 maggio 2019, quattro mesi esatti dopo l’emanazione del decreto da parte del Ministero dell’Interno (decreto datato 14 gennaio 2019).

Con l’Atto n. 176 del 14 maggio scorso, l’Ufficio Tecnico, a firma dell’ing. Satalino, ha disposto quattro affidamenti diretti ad altrettante imprese di fiducia, «proprio l’ultimo giorno utile, pena la perdita del finanziamento», notano i consiglieri di PrimaVera Cassano, Più Cassano e SìAMO Cassano.

«Ancora una volta un esempio di affanno e scarsa programmazione», si legge nel testo dell’interpellanza: «tralasciando la procedura di appalto che definiremmo a dir poco fantasiosa e creativa, non si comprende in che modo siano state richieste le offerte e come sia possibile che un’offerta non sia nemmeno firmata, invece altre due siano firmate dalla stessa persona; inoltre tutte e tre le offerte presentano un protocollo consecutivo (5895, 5896, 5897).

Il tutto appare come una vera e propria furfanteria.

Ma al netto di tutto ciò, che richiederebbe ulteriori approfondimenti (forse non è questa la sede di discussione ma piuttosto la Procura della Repubblica e l’Autorità Anticorruzione), si rileva:

  • la mancanza di un progetto;
  • che l’intervento andava inserito nel programma delle opere pubbliche, cosa pure non fatta;
  • che l’importo dei lavori commissionati è in realtà pari a 125.000 euro, contrariamente a quanto calcolato nell’Atto, quindi si supera di circa 25.000 euro l’importo erogato dal Governo; infatti i conti non tornano, perché 135 euro a metro quadrato moltiplicato per i 425 metri quadrati conteggiati, sono uguali a 57.375 euro e non 36.550 euro, come erroneamente riportato nella determinazione».

Insomma, per i consiglieri Catucci, Del Re, Lapadula, Santorsola e Venezia «siamo di fronte o a un falso in atto pubblico o ad una insufficiente copertura finanziaria o comunque a un futuro debito fuori bilancio, considerato che il visto di regolarità contabile è per 100.000 euro.

Le imprese che stanno realizzando i lavori o dovranno aspettare per essere pagate e chissà dovranno rivolgersi a un legale per vedersi riconoscere il giusto corrispettivo, o dovranno eseguire i lavori a un prezzo più basso o realizzare una minor quantità».

I consiglieri di minoranza, scrivono nell’interpellanza, assumono una posizione di «tutela verso le imprese a cui si affidano i lavori» ma evidenziano, contemporaneamente, «la mancanza di trasparenza e i continui escamotages adottati per eludere le norme».

I consiglieri di opposizione, dunque, interpellano l’assessore ai lavori pubblici Angelo Giustino per sapere:

  1. Perché è mancata la programmazione dei lavori da realizzare?
  2. Quali sono i motivi della mancanza del progetto e l’utilizzo della modalità dell’urgenza?
  3. Chi è il Direttore dei lavori, chi il Responsabile della sicurezza?
  4. Intende richiamare l’ing. Satalino alla corretta riformulazione del calcolo dell’importo che supera il valore-soglia dei 100.000 euro e quindi annullare in autotutela la determinazione?
  5. Cosa intende fare, realizzare tutti i 425 metri quadrati di basolato o ridurli? O raddoppiare i costi? Insomma che fa, lascia o raddoppia? Ovvero, lascia i lavori fatti male o aumenta i costi sforando il finanziamento ricevuto?
  6. Verranno prelevati ulteriori 25.000 euro (circa o più) dal bilancio dei cassanesi, e in tal caso, da quale capitolo di spesa?
  7. Sceglierà di evitare contenziosi con le ditte esecutrici, facendo realizzare loro opere parziali e non a regola d’arte, oppure impegnerà il pagamento in favore delle imprese esecutrici spendendo in tal modo di più formando, eventualmente, anche un debito fuori bilancio?