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L’Elemosiniere del Papa riattiva la corrente in uno stabile occupato a Roma. Rocco D’Ambrosio: «motivazione umanitaria. È disobbedienza civile»

Rocco D’Ambrosio (foto cercasiunfine.it)

«Il gesto compiuto dal cardinale Konrad Krajewski si pone come un autentico gesto di ‘disobbedienza civile’».

Rocco D’Ambrosio, docente di Etica Politica alla Pontificia Università Gregoriana, non usa mezzi termini per commentare il gesto dell’Elemosiniere del Papa che ha “riportato la luce” in uno stabile occupato da oltre quattrocento persone a due passi da Santa Croce in Gerusalemme a Roma.

«Se da un lato è stato giustamente fatto notare che togliere i sigilli è un atto illegale – dichiara il presidente dell’associazione Cercasi un Fine all’ANSA – dall’altro, bisogna notare la motivazione di fondo del gesto e il modo in cui è stato attuato.

La motivazione – ha spiegato il prelato cassanese – è quella di soccorrere quanto prima, in stato di emergenza, piccoli e ammalati fortemente compromessi dalla mancanza di energia elettrica. Il modo è quello, estremamente corretto, di aver prima sollecitato, ancora una volta, l’intervento delle istituzioni pubbliche locali, di essersi assunta la piena responsabilità del gesto come dimostrano il biglietto da visita lasciato sul luogo e la dichiarazione successiva, la disponibilità a sanare economicamente la situazione.

Tutto ciò – conclude don Rocco – è tipico della disobbedienza civile: per motivi umanitari gravi andare contro una legge, ma non contro l’autorità, assumendosi le relative responsabilità».