fbpx

Manifesti nel Centro Storico, ID: «accusa demagogica». E il vicesindaco Giustino chiarisce: «i volantini sono affissi dappertutto»

i manifesti affissi nel centro storico (foto dal profilo Facebook del Comune di Cassano delle Murge)

«Sulla questione manifesti affissi nel centro storico sentiamo il dovere di intervenire in questa vicenda che ha preso la strada per un vicolo cieco. Le dichiarazioni di un uomo di Dio, oggi guidato da un papa come Francesco che nella sua storica apparizione in piazza San Pietro ha catalizzato l’attenzione dell’umanità su quella che è l’essenza attuale ci sembra fortemente stridere con le polemiche che si continuano a  fomentare nella nostra comunità che hanno come soggetti immeritati l’amministrazione e la polizia municipale perché accusati di razzismo». 

Lo scrive il movimento Iniziativa Democratica di Cassano delle Murge, rappresentato in Consiglio Comunale dalla sindaca Maria Pia Di Medio e da Francesca Marsico, consigliera di maggioranza, che aggiunge: «la paventata accusa di condotta razzista ci pare un attacco di non poco conto e di estrema gravità poiché la nostra amministrazione è da sempre ispirata da principi di solidarietà e benessere dell’intera comunità e il nostro amministrare ne è un esempio quotidiano concreto. Ciò che invece ci lascia molto turbati è come sia possibile, in tempi di guerra a un virus dove le azioni di forza per combattere il morbo si avvicinano all’infinito, si abbiano pensieri di tal genere che rimandano a tempi che gli italiani hanno relegato nella storia trapassata.

Non possiamo che leggere, pertanto, il goffo tentativo di “distrazione di massa” come una caduta di stile che probabilmente affonda in altri fini lontani dagli intenti della nostra amministrazione che, di contro, ogni istante è impegnata nel rispetto della salute dei concittadini tutti. In ultima istanza, la nostra attenzione è stata catalizzata dalla mancanza di mascherine e guanti e soprattutto dal luogo in cui è avvenuta l’intervista televisiva: la sede dell’associazione. Ci poniamo solo una domanda: qualora ci fosse stato un controllo dalle forze dell’ordine quale sarebbe stata la motivazione apposta sull’autocertificazione? 

In questa triste e demagogica storia ci saremmo invece aspettati gratitudine nei confronti del nostro sindaco impegnata in prima linea come capo della comunità e come medico di base nel contenere i contagi e proteggere i cassanesi.

Il nostro sentito grazie va al sindaco Di Medio che insieme alla  polizia locale, agli operatori sanitari, agli operatori ecologici e tutti coloro che hanno a cuore la nostra comunità incessantemente si occupano dei cassanesi.

Tutti i cittadini vanno tutelati, non è solo la Costituzione a dirlo, ma anche la legge della nostra coscienza. Nessuno si salva da solo ed ognuno è chiamato a fare la sua parte».

Sullo stesso argomento si è espresso, oggi, anche il vicesindaco Angelo Giustino con un lungo post su Facebook: «mai mi sarei aspettato – scrive – che l’Amministrazione Comunale potesse essere tacciata di RAZZISMO.

Evidentemente, il tentativo di fare integrazione, di fare esatta comunicazione, di mettere in guardia i tanti stranieri che popolano i vicoli del nostro centro storico è risultata sgradita a chi probabilmente nel cercare il fine ha perso la bussola.

Sarebbe bastato – aggiunge il vicesindaco – abbandonare per mezz’ora lo scranno per rendersi conto che TUTTO IL CENTRO STORICO È STATO TAPPEZZATO CON AVVISI INFORMATIVI IN DUPLICE LINGUA, proprio per veicolare e diffondere le informazioni, necessarie ANCHE agli STRANIERI.

SAREBBE BASTATO abbandonare per mezz’ora il pulpito per rendersi conto che quegli avvisi sono stati apposti nella quasi totalità su porte di abitazioni ABBANDONATE, su alloggi di contatori per Acqua, Luce e Gas, su ringhiere e passamano e su ogni altra superficie che permettesse alla carta gommata il permanere degli avvisi stessi.

Ma ormai il razzismo lo si vede e lo si immagina ovunque, lo si vedeva ed immaginava anche quando sarebbe stato sacrosanto blindare una nazione poi aggredita da un nemico subdolo e mortale, più subdolo della stessa ignoranza e malafede di chi predica bene ma razzola male.

Infischiandosene, addirittura, di decreti e norme uscendo di casa per rilasciare interviste in luoghi diversi dalla dimora». Giustino si riferisce all’intervista al presidente dell’associazione “Cercasi un Fine”, andata in onda su TeleNorba, in cui lo stesso è stato intervistato presso la sede dell’associazione.

«Non spetta a me dire cosa avrebbero potuto fare e non hanno fatto nel perseguimento dell’oggetto sociale – conclude Giustino – posso però serenamente dire che la carità cristiana, che mi è stata insegnata, è tutt’altra roba.

Quantomeno dovrebbe essere anni luce distante dai personalismi, dal vacuo filosofeggiare, improntata al bene del prossimo, senza proclami e senza giudizi e pregiudizi».