lo staff del canile “Dog House” con i veterinari che hanno partecipato al Microchip Day (foto Facebook)

Francesco Molinaro, presidente ANTA Onlus, sezione di Cassano delle Murge e Toritto, gestore del canile comunale “Dog House”, torna sul microchip day per chiarirne alcuni aspetti a seguito di alcune polemiche nate per i 660 euro di contributo del Comune per acquistare i microchip dalla ASL di Bari.

I microchip sono stati poi applicati gratuitamente durante la manifestazione svoltasi lo scorso 30 settembre.

«Ancora una volta e mio malgrado – scrive Molinaro in una nota – mi vedo obbligato a rispondere anche a mezzo stampa, alle infondate informazioni» diffuse in merito all’evento: «ANTA, Comune e Servizio Veterinario», spiega Molinaro, vengono accusati «di nascondere la verità o sprecare il denaro pubblico».

«Premesso che l’ANTA, come l’Amministrazione Comunale, non ha alcun interesse a nascondere i dati dei cani microchippati nella I edizione del microchip day (n. 33 cani), anche perché dati pubblici e facilmente riscontrabili negli atti del Comune» Molinaro, nella sua nota, vuole chiarire che, a differenza di quanto si intende dalle polemiche, che insinuano «nell’opinione pubblica l’idea che l’intera spesa sostenuta dal Comune per il randagismo, pari a circa € 350.000 sia stata erogata all’ANTA», l’associazione da lui presieduta percepisce € 60/70.000 per la gestione del Canile Comunale.

Per la prima edizione del microchip day, inoltre, viene confuso «il budget messo a disposizione dall’Amministrazione (€ 600) con la cifra effettivamente spesa per coprire il solo costo dei microchip, pari a € 217,80, poiché ANTA e Servizio Veterinario hanno prestato la loro opera gratuitamente».

«Al di là di questi aspetti, pur importanti», Molinaro esprime amarezza poiché «invece di promuovere ogni iniziativa tesa alla lotta al randagismo e alla tutela degli animali», spesso si predilige polemizzare: «anche se fosse stato microchippato un solo cane – continua Molinaro – sarebbe stato già un grande successo, perché non è il numero, ma l’iniziativa e la sensibilizzazione a rendere l’evento importante. Munire di microchip il proprio cane è un atto di responsabilità e il servizio di microchippatura da parte di qualsiasi amministrazione comunale, specie nelle aree in cui il randagismo è molto diffuso, non è certo realizzato per compiacere chicchessia o sperperare denaro pubblico, ma al contrario per contenere la spesa dei canili pubblici e convenzionati e quella derivante dai cani vaganti sul territorio.

Ingiustificato risulta l’astio con il quale il giornalista continua a denigrare qualsiasi iniziativa dell’ANTA, astio che non può essere neanche giustificato da dissapori personali, non essendovene mai stati, ma probabilmente dettato da machiavellici disegni politici o dalla voglia di eliminare dalla scena locale una nota “stonata” o scomoda, che gestisce da soli due anni il canile comunale. Essendo il fenomeno del randagismo e le conseguenti convenzioni con altri gestori presenti nel nostro territorio da molti più anni, non si comprende il perché questa problematica sia stata posta sotto la lente di ingrandimento solo in questo ultimo periodo (quasi che sia l’unica voce di spesa del Comune) ed anche il come la medesima attenzione non sia rivolta ad altri gestori che percepiscono cifre di gran lunga superiori a quelle assegnate all’ANTA, e fra l’altro da molto più tempo.

Sperando di aver fornito sufficienti chiarimenti riguardanti la I edizione del microchip day alla redazione “interessata” e alle velate insinuazioni poste in essere nell’articolo pubblicato su Cassanoweb, ma soprattutto ai cittadini cassanesi, colgo l’occasione per ringraziare quanti si impegnano fattivamente e senza sterili polemiche per il benessere degli animali».

 

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