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Migliorare la salute di tutti: come funzionano le misure europee

L’UE contribuisce a migliorare la salute di tutti attraverso fondi e leggi su un’ampia gamma di temi, come l’alimentazione, le malattie, l’aria pulita e molto altro.

Perché ci sono politiche sanitarie a livello UE

La responsabilità di organizzare e fornire cure sanitarie e sicurezza sociale appartiene in primo luogo ai governi nazionali. Il ruolo dell’UE è quello di integrare e sostenere gli stati membri negli sforzi per la salute degli europei, riducendo le disuguaglianze e tendendo a un’Europa che sostenga ancora di più i diritti sociali.

Gli sviluppi del mercato del lavoro e la libera circolazione di persone e beni nel mercato interno richiedono un coordinamento delle politiche pubbliche della sanità. Le politiche UE per la sanità hanno aiutato i paesi a mettere le risorse in comune e ad affrontare sfide comuni come la resistenza antimicrobica, l’incidenza di malattie croniche prevenibili e l’impatto che ha avuto l’allungamento dell’aspettativa di vita sui sistemi sanitari.

L’UE pubblica raccomandazioni agli stati membri, sviluppa e approva leggi e standard per proteggere i cittadini, sia per quanto riguarda prodotti e servizi (medicinali, dispositivi medici, dispositivi medici elettronici) sia i pazienti (regole sui diritti dei pazienti alle cure nei paesi UE).

Il programma UE per la salute

Questo lavoro europeo per la salute dei cittadini è finanziato dal programma UE per la salute, che incoraggia la cooperazione e promuove strategie per una buona salute e un efficiente sistema sanitario.

Il terzo programma dell’UE per la salute (2014-2020) ha un budget di €450 milioni.

Il programma promuove l’integrazione di stili di vita sani attraverso “la salute in tutte le politiche”, protegge i cittadini UE da gravi minacce sanitarie che si propagano oltre i confini nazionali, facilita l’accesso a cure sanitarie sicure e di qualità, contribuisce a creare sistemi sanitari sostenibili.

In futuro i finanziamenti legati alla sanità verranno integrati nel Fondo sociale europeo plus (FSE+) nel prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione (2021-2027).

Anche il programma Orizzonte 2020 per la ricerca, la politica di coesione dell’UE e il Fondo europeo per gli investimenti strategici offrono finanziamenti per le politiche sanitarie.

Agenzie UE che si occupano di salute

  • Agenzia europea dell’ambiente
  • Autorità europea per la sicurezza alimentare
  • Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

Farmaci e dispositivi medici

L’UE regola l’autorizzazione e la classificazione dei medicinali, grazie all’istituzione della rete europea di regolamentazione dei farmaci, una rete formata dall’Agenzia europea del farmaco, istituzioni nazionali e Commissione europea. Una volta che il farmaco è distribuito sul mercato, la sua sicurezza continua ad essere controllata.

Ci sono regole UE specifiche sui farmaci destinati a bambini, sulle malattie rare, sui i prodotti per terapie avanzate e sulle sperimentazioni cliniche.

Per restare al passo col progresso scientifico, migliorare la sicurezza e assicurare la trasparenza sono state adottate nel 2017 nuove regole sui dispositivi medici e i dispositivi medici per la diagnosi in vitro, come le valvole cardiache e le macchine da laboratorio.

Le regole sull’uso della cannabis terapeutica variano da stato a stato. Nel 2019 il Parlamento ha chiesto un approccio comune a livello UE e finanziamenti adeguati per la ricerca.

La salute in viaggio

Grazie all’UE ogni cittadino può disporre della Tessera europea di assicurazione malattia per avere accesso all’assistenza sanitaria medicalmente necessaria e fornita dallo stato quando si trova temporaneamente in un altro paese UE. La Tessera offre la stessa copertura anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Le cure mediche devono essere fornite alle stesse condizioni e agli stessi costi (il che in alcuni stati può significare gratuitamente) proposti ai residenti del paese in cui ci si trova.

Promuovere la salute, combattere le malattie

L’UE lavora per promuovere la salute e la prevenzione di malattie quali i tumori, le malattie mentali e le malattie rare e offre informazioni sulle malattie tramite il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

Il fumo è responsabile di quasi 700.000 morti all’anno nell’Unione. La direttiva dell’UE sul tabacco aggiornata, il cui obiettivo è rendere il fumo meno interessante per le giovani generazioni, è applicabile dal 2016. La raccomandazione del Consiglio del 2009 sugli ambienti liberi dal fumo chiede agli stati membri di proteggere i cittadini dall’esposizione al fumo passivo nei luoghi pubblici e sul luogo di lavoro.

Circa 30 milioni di europei sono colpiti da malattie rare e complesse. Per migliorare la diagnosi e le terapie, nel 2017 l’UE ha istituito le reti di riferimento europee. Queste 24 reti virtuali connettono esperti di diversi paesi che lavorano sui problemi comuni, ad esempio la sicurezza dei pazienti o la resistenza antimicrobica.

La resistenza antimicrobica è purtroppo in aumento, a causa dell’abuso di antibiotici, dello scorretto smaltimento dei farmaci e della mancanza di alternative farmacologiche. è la causa di circa 33.000 morti all’anno nell’UE. Il piano d’azione dell’UE del 2017 contro la resistenza antimicrobica mira a promuovere la conoscenza del rischio e una migliore igiene oltre che a stimolare la ricerca. Un nuovo regolamento sulle medicine veterinarie è stato adottato dal Parlamento europeo nel 2018 per ridurre l’uso di antibiotici nell’allevamento e fermare la diffusione della resistenza dagli animali all’uomo.

In molti paesi UE si stanno riaffacciando malattie infettive che sono prevenibili tramite vaccino, come il morbillo, a causa di tassi di copertura vaccinale insufficienti. In una risoluzione adottata nel 2018, gli eurodeputati chiedono un miglior allineamento dei piani vaccinali in tutta Europa, più trasparenza e un acquisto congiunto per diminuire le spese.

Aria pulita e acqua pulita

La cattiva qualità dell’aria è la prima causa ambientale delle morti premature in Europa. Dai primi anni Settanta l’UE ha agito per controllare le emissioni di sostanze dannose. Una direttiva, approvata nel 2016 nel quadro del “pacchetto aria pulita”, stabilisce limiti nazionali più severi per le emissioni di inquinanti quali l’ossidi di nitrogeno, per dimezzarne l’impatto sulla salute entro il 2005.

La Direttiva quadro sulle acque protegge le acque europee e riguarda tutti i corsi e i bacini sotterranei e di superficie.

I livelli dei batteri nelle acque di balneazione sono controllati dagli stati membri grazie alla Direttiva europea delle acque balneabili. L’UE sta anche aggiornando la Direttiva sull’acqua potabile per migliorare ancora la qualità e l’accesso all’acqua potabile e ridurre i rifiuti causati dal consumo di acqua in bottiglia.

Cibo sicuro sulle nostre tavole

L’Unione europea ha stabilito regole che garantiscono un elevato livello di sicurezza in tutti i livelli del processo di produzione e distribuzione degli alimenti, basato sull’approccio “dalla fattoria alla tavola”. Nel 2017 sono state rese più severe anche le ispezioni alla filiera alimentare.

Ci sono specifiche regole di igiene riguardanti gli alimenti di origine animale, la contaminazione del cibo (quindi i massimi livelli consentiti per contaminanti come i nitrati o i metalli pesanti), i nuovi cibi (cioè di nuova creazione, come quelli creati da micro-organismi o con una struttura molecolare primaria nuova) e i materiali che vengono a contatto col cibo (come gli imballaggi e le posate).

L’UE ha anche stabilito un quadro normativo rigido per la coltura e la commercializzazione di mangimi animali e alimenti con organismi geneticamente modificati (OGM). Il Parlamento europeo è particolarmente attento ai potenziali rischi per la salute e si è opposto ai progetti di autorizzazione di nuove piante geneticamente modificate (quali ad esempio alcuni tipi di soia).

Nel 2019 il Parlamento europeo ha anche approvato una relazione per il miglioramento e l’uso sostenibile dei pesticidi e sostenuto la necessità di una commissione speciale per procedure di autorizzazione più trasparenti.

Sempre più consumatori si rivolgono al mercato del biologico. Per questo l’UE ha aggiornato le regole esistenti sull’agricoltura biologica per controlli più severi e una migliore prevenzione delle contaminazioni.

Luoghi di lavoro sani e salubri

La legislazione UE stabilisce gli standard minimi per salute e sicurezza sul posto di lavoro, lasciando liberi gli stati membri di applicare standard più elevati. Ci sono regole speciali sui macchinari, la protezione delle donne incinte e dei lavoratori giovani e sull’esposizione a sostanze potenzialmente pericolose come agenti cancerogeni e mutageni o il rumore elevato.

La popolazione attiva europea invecchia e l’avanzamento dell’età pensionabile si traduce in nuove sfide per la sanità pubblica. Per far sì che i lavoratori con problemi cronici di salute o reduci da incidenti possano continuare a lavorare in sicurezza, il Parlamento europeo ha proposto nel 2018 misure per rendere i posti di lavoro più aperti grazie a programmi di formazione, condizioni di lavoro flessibili e un accompagnamento specifico per lavoratori vulnerabili.

Una società inclusiva

Per far in modo che tutti in Europa siano messi in condizione di partecipare alla vita sociale quotidiana, il Parlamento europeo ha approvato nel 2019 l’Atto europeo sull’accessibilità. Le nuove regole mirano a trasformare prodotti e servizi di uso comune, come i cellulari, i bancomat e i terminali per il check-in, in strumenti facilmente accessibili a persone con disabilità e agli anziani.

Fonte: Parlamento europeo